di Simona Ansani
Chiave di lettura “non fare domande”, perché in quale manuale d’amore c’è scritto che un rapporto sano e duraturo si basa sulla sincerità assoluta. Si, questa parola tanto cara e desiderata da ogni donna e probabilmente anche da qualche uomo, potrebbe essere il punto vincente di un rapporto di coppia, potrebbe abbiamo scritto.
E perché stuzzicare il partner affinché si apra a tal punto da raccontare con quante donne è stato durante il matrimonio. Richiesta che si sa, viene poi ribaltata e una risposta va pur data. I protagonisti della commedia “L’Illusione Coniugale” lo sanno bene, in questo gioco diciamo al “massacro”, ci sono finiti volontariamente. E al termine di una serata romantica, fra un bicchiere di buon vino, un ballo, uno strusciarsi come due gatti fra rumorose fusa, ecco qua, che scatta la domanda: quante donne hai avuto durante il nostro matrimonio?
E così, il numero rivelato dal marito, circa 12, e quello dopo un estenuante pressing alla moglie, solo uno, ma con una durata di 9 mesi, non basta più. Si, non basta, perché bisogna sapere di più, chi sono, come si chiamano, quando, dove, come è stato. Insomma il palcoscenico sembra a tratti una stanza di Commissariato, bisogna sapere tutto e farlo anche in fretta altrimenti la fantasia per delineare volti e aspetto galoppa.
“L’Illusione Coniugale” fra fraintendimenti, indizi, che alla fine scagionano l’amico, e ribaltano una situazione quasi grottesca e molto ironica, vuole entrare dentro i rapporti e dare anche qualche piccolo suggerimento quello del “non fare domande”, non sapere è meglio di venire a conoscenza.
La commedia scritta da Eric Assous, è brillantemente interpretata dagli attori Attilio Fontana, Rosita Celentano e Stefano Artissunch che firma anche la regia. Il botta e risposta dei dialoghi è sferzante e dinamico. Le musiche ne fanno da cornice descrivendo i sentimenti che si susseguono come la gelosia, gli intrighi amorosi, l’eros. Insomma “L’Illusione Coniugale” descrive ciò che tutti noi almeno una volta abbiamo provato e vissuto. In fondo non scandalizziamoci quando parliamo di corna, una volta nella vita li abbiamo indossati, l’importante è portarli con stile e con una sorta di leggerezza. Essere bigotti penalizza solo i rapporti e li maschera in amori falsi e poco sinceri. Alla fine come abbiamo scritto prima un manuale perfetto dell’amore non esiste ed è meglio restare con i piedi per terra e lasciare le favole alla Disney.


La rassegna, a cura del Centro Teatrale Meridionale, si avvale del patrocinio del Comune di Caulonia, ed è co-finanziata con Risorse PAC 2014-2020 – Az. 6.8.3 – Avviso pubblico Eventi di promozione culturale 2024 della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.













