di Patrizia Massara Di Nallo
GERACE – La cerimonia di riapertura al culto della Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” in Gerace, tra i più significativi esempi di architettura bizantino-normanna della Calabria e cuore storico-spirituale della città di Gerace e della Locride, si terrà il 23 gennaio 2026 alle ore 16.30, alla presenza del Nunzio Apostolico d’Italia e San Marino, S.E. Rev.ma Mons. Petar Rajič, che presiederà la solenne celebrazione liturgica accompagnata da cento coristi delle varie comunità parrocchiali diocesane, alla presenza di numerose autorità religiose, civili e militari, e di tutti i fedeli della Diocesi di Locri-Gerace.
Mons. Francesco Oliva, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, durante la conferenza stampa di giovedì c.m., ha annunciato “con gioia” la riapertura della Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta in Gerace, restituita alla comunità al termine di un importante intervento di messa in sicurezza sismica sottolineando come l’intervento non è stato solo un’operazione tecnica, “ma un atto di cura verso la storia, la cultura e la spiritualità del territorio.” Affidando la Basilica rinnovata alla Vergine Maria Assunta, Mons. Oliva ha auspicato “che questo luogo continui a essere spazio di ascolto, celebrazione e annuncio, e un segno di speranza in un tempo in cui la bellezza rimane un bene essenziale per la vita delle persone e delle comunità.” Le ponderate operazioni hanno permesso di preservare l’autenticità della Basilica, garantendone la stabilità strutturale e valorizzando un patrimonio che custodisce oltre un millennio di memoria comunitaria.
Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi del Ministero della Cultura destinati alla sicurezza sismica dei luoghi di culto nell’ambito del PNRR, con la imprescindibile e preziosa presenza della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia. Decisivo il contributo dei professionisti dell’ufficio tecnico diocesano, del Comune di Gerace, dell’impresa esecutrice “Carrà Domenico e figli”, e di tutti coloro che hanno operato con competenza e dedizione. Nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella Sala dell’Arazzo della Cittadella Vescovile di Gerace sono stati illustrati gli interventi di messa in sicurezza realizzati nell’ambito del PNRR – Sicurezza sismica degli edifici di culto e dei campanili, nonché i rinvenimenti archeologici di rilevante valore storico, culturale e religioso.
Il Sindaco di Gerace Rudi Lizzi ha sottolineato come la riapertura della Basilica Concattedrale “rappresenta un momento di profonda gioia e di grande significato per l’intera comunità di Gerace”. “In questi mesi – ha aggiunto Lizzi – abbiamo lavorato in stretta sinergia con la Diocesi di Locri-Gerace, con la Soprintendenza e con tutti i soggetti coinvolti affinché questo luogo potesse tornare ad essere pienamente fruibile, sicuro e valorizzato. La cooperazione tra istituzioni civili e religiose si è dimostrata ancora una volta un modello efficace, capace di trasformare le sfide in opportunità”. “Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato. Continueremo a lavorare con lo stesso spirito di collaborazione per far crescere Gerace e per valorizzare ogni angolo del nostro straordinario borgo”, ha concluso il sindaco.
Il Direttore dell’Ufficio Tecnico e dei Beni Culturali della Diocesi di Locri-Gerace, dottore Giuseppe Mantella, ha ripercorso le recenti campagne di scavo archeologico (2023–2025), condotte nella cripta e nella basilica superiore, che hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione del complesso, rivelando un palinsesto architettonico le cui origini risalgono all’VIII secolo d.C. È stata individuata la fase altomedievale del primo luogo di culto, ricavato direttamente nella roccia, successivamente inglobato e ampliato durante le diverse epoche, da quella ottoniana e normanna fino a formare l’attuale cripta-soccorpo. Tra i ritrovamenti più significativi figura un Histamenon aureo (976-1025) raffiguranti gli Imperatori Basilio II e Costantino VIII, ulteriore conferma della lunga e stratificata storia del sito.“Gli interventi strutturali – ha ribadito il direttore Mantella – sono stati progettati per rispondere alle vulnerabilità sismiche senza alterare l’identità storica dell’edificio ed hanno valorizzato le diverse fasi costruttive e reso più leggibile l’evoluzione architettonica della Concattedrale. Le navate, scandite da colonne in marmo provenienti da antichi siti locali di epoca romana, e la cripta, con il suo suggestivo intreccio di colonne millenarie, testimoniano l’incontro tra tradizione bizantina e influssi occidentali, nonché una continuità di fede lunga oltre tredici secoli.”
L’architetto Giorgio Metastasio, Responsabile Unico del progetto, ha evidenziato che il completamento dell’intervento di messa in sicurezza sismica della Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” di Gerace è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I lavori, consegnati il 20 gennaio 2025 e conclusi il 29 dicembre 2025 nei tempi previsti, sono stati diretti dall’architetto Luigi Scaramuzzino, con la sicurezza affidata agli architetti Caterina Mazzitelli, Lucia Saccà e ingegnere Bruno Giuseppe Chirchiglia. Il collaudo statico è stato curato dal prof. ing. Giuseppe Arena, mentre quello tecnico-amministrativo dall’ingnere Girolamo Siciliano. L’architetto Luigi Scaramuzzino, che ha guidato la Direzione dei Lavori, ha specificato quali sono stati i criteri e interventi per la messa in sicurezza sismica della Basilica Concattedrale di Gerace. Il progetto ha perseguito l’obiettivo di incrementare la resistenza strutturale dell’edificio, garantendo un consolidamento efficace e rispettoso dei principi del restauro conservativo e delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018). Sono stati introdotti nuovi elementi strutturali in grado di lavorare in sinergia con quelli esistenti, valorizzandone la capacità residua attraverso un affiancamento “attivo”. La conservazione ha permesso di tutelare le strutture storiche, gli apparati decorativi e le preesistenze archeologiche e sono stati impiegati materiali coerenti con la natura storica dell’edificio, come malte di calce idraulica naturale e acciaio, per restituire monoliticità alle murature e garantire un adeguato comportamento scatolare. Gli interventi hanno riguardato la cripta, le murature portanti, la copertura, il campanile, le facciate esterne e il risultato è un consolidamento strutturale eseguito con metodo scientifico, tecnologie compatibili e pieno rispetto dell’identità storica della Basilica, oggi restituita alla comunità più sicura e valorizzata.
E’ così stato non solo restituito alla Diocesi di Locri-Gerace un bene di inestimabile valore, ma si sono anche poste le basi per una rinnovata centralità culturale e spirituale di Gerace, dove arte e fede diventano motori di identità, resilienza e sviluppo per le nuove generazioni.













