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OSPEDALE DI LOCRI Parziale rettifica dalla Direzione Sanitaria

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di Gianluca Albanese

LOCRI – Tutti i reparti minuto per minuto. Cresce, col passare delle ore, il caos all’ospedale di Locri dopo il pressing del Commissario Straordinario dell’Asp di Reggio Calabria Gianluigi Scaffidi al fine di adibire il reparto di Pneumologia del nosocomio locrideo a reparto Covid.

Dopo aver diramato ieri un ordine di servizio in cui, a fronte della necessità di rimodulare l’attività assistenziale per l’area medica, chirurgica ed emergenze, il Direttore Sanitario Domenico Fortugno riduceva i posti letto in area medica e chirurgica (invitando il Pronto Soccorso a dirottare i pazienti in altri ospedali) oggi ha compiuto una parziale rettifica dello stesso, i cui contenuti si possono così riassumere, dopo opportuna comparazione dei due documenti: viene confermato “l’immediato blocco dei ricoveri in area medica per il tempo necessario al trasferimento dei pazienti presenti nella SOC di Pneumologia”, un trasferimento che verrà diretto dal direttore della SOC di Pneumologia farà di concerto coi responsabili dell’area medica “con sospensione temporanea dei ricoveri”.

Indicazioni generiche e poco chiare, a modesto avviso di chi scrive.

Perché se è vero che scompaiono le disposizioni relative alla “riduzione dei posti letto presso l’area medica e temporanea sospensione dell’attività chirurgica con garanzia solo delle urgenze al fine di supportare al massimo l’attività della SOC di Pneumologia” e che il Pronto Soccorso, almeno per ora, non dovrà dirottare i pazienti che necessitano di ricovero in area medica e chirurgica, rimangono alcuni interrogativi e una sola certezza.

Partiamo da quest’ultima.

Il reparto (o SOC, che dir si voglia) di Pneumologia va svuotato (perché è lì che i vertici dell’Asp di Reggio Calabria vogliono fare il reparto Covid con 10 posti di degenza e 4 di terapia intensiva), quindi è lecito chiedersi dove verranno collocati i pazienti attualmente ricoverati in Pneumologia.

Il Direttore Sanitario Fortugno scrive solo che il loro trasferimento dovrà essere concertato tra i responsabili dell’area medica, senza considerare che proprio il trasferimento in altri reparti dei pazienti ricoverati provocherà, verosimilmente, una rapida saturazione degli stessi. Conferma inoltre, una politica orientata al maggior numero di dimissioni dei pazienti non più bisognevoli di cure, da compiersi anche in orari pomeridiani, e non solo antimeridiani.

Dunque, siamo sempre lì.

Perché il Direttore Fortugno, nella sua parziale rettifica, evita ogni riferimento al pressing dei vertici dell’Asp per fare il reparto CoVid a Locri – ubi voluit dixit, ubi non voluit tacuit – che è l’unico e incontrovertibile motivo per il quale bisogna sgomberare, e alla svelta, il reparto di Pneumologia.

Saranno le prossime ore, dunque, a dirci se la pezza messa sarà peggio del buco.

E’ evidente, infatti, che la situazione è in continua evoluzione.

E nonostante il moderato ottimismo del sindaco di Locri Giovanni Calabrese (membro della conferenza dei sindaci all’Asp di Reggio Calabria) che ha scritto che “Nessuna decisione è stata adottata in merito a reparti Covid. Al vaglio solamente ipotesi! Il reparto Covid a Locri potrà essere fatto solo in condizioni di sicurezza che al momento non ci sono!” dai documenti ufficiali resi noti al momento, l’apertura di un reparto Covid a Locri appare molto più che semplice una ipotesi.

Nel frattempo, prendiamo nota che lo stesso sindaco Calabrese anticipa che “Sabato mattina, a seguito di formale convocazione, il Comitato di Rappresentanza Sindaci Asp incontrerà il Commissario Scaffidi per condividere possibili soluzioni”.

Per par condicio locale, rendiamo altresì noto che il consigliere regionale Raffaele Sainato darà vita, domani alle 12, a una diretta facebook dal titolo “Emergenza Covid Locride: oltre gli slogan”.

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