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LOCRI L’ospedale “costretto” a ospitare pazienti CoVid

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di Gianluca Albanese

LOCRI – La Direzione dell’Asp di Reggio Calabria dispone l’attivazione di posti letto per pazienti Covid a Locri e il direttore sanitario dell’ospedale della Locride obbedisce, nonostante le perplessità manifestate con nota del 16 aprile.

Dunque, su pressione del Commissario Straordinario Gianluigi Scaffidi, il reparto di Pneumologia dell’ospedale di Locri è stato adibito a ospitare i pazienti CoVid, con dieci posti di degenza e quattro di terapia intensiva “Visto – si legge nell’ordine di servizio – l’aumento esponenziale dei casi nella nostra regione”.

Eppure era stato lo stesso direttore sanitario dell’ospedale di Locri Domenico Fortugno a rappresentare “una serie di criticità – ha scritto lo scorso 16 aprile – che non consentirebbero di accogliere in piena sicurezza, pazienti affetti da tale patologia, difatti gli interventi di necessaria sicurezza più volte sollecitati da questo ufficio, sono rimasti inattuati, così come la pressante richiesta di personale medico e paramedico e di attrezzature allo scopo sono rimasti privi di riscontro”.

Dunque, l’unica via individuata è quella della rimodulazione dell’attività assistenziale per l’area medica, Chirurgia ed Emergenze.

Per effetto della decisione, pertanto, la direzione sanitaria dell’ospedale di Locri, con ordine di servizio emesso ieri ha disposto, per l’ospedale di Locri, “L’immediato blocco dei ricoveri in area medica per il tempo necessario al trasferimento dei pazienti nella SOC di Pneumologia”, “la riduzione dei posti letto presso l’area medica e temporanea sospensione dell’attività chirurgica con garanzia solo delle urgenze, al fine di supportare al massimo l’attività della SOC di Pneumologia”, col Pronto Soccorso che dirotterà i pazienti che necessitano di ricovero in area medica e chirurgica in altri ospedali.

Una decisione che, inevitabilmente, va a snaturare l’offerta sanitaria dell’ospedale di Locri, peraltro in un contesto che non può assicurare la necessaria sicurezza, come ammesso per iscritto dallo stesso direttore sanitario.

Il tutto in barba ai proclami e agli annunci fatti da una certa politica nei mesi scorsi.

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