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A tu per tu con il neo Coordinatore di FDI della Provincia di Reggio Calabria Denis Nesci

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di Simona Ansani

LOCRI – Abbiamo raggiunto il nuovo Coordinatore di FDI della Provincia di Reggio Denis Nesci, al quale abbiamo rivolto alcune domande sullo stato attuale del partito e sulle premesse politiche che dovranno poi articolare l’azione sul campo.

Augurandole buon lavoro per l’incarico da poco ricevuto, come Coordinatore Provinciale di Fratelli d’italia, la prima domanda d’obbligo è sullo stato di salute del partito nella provincia di Reggio.

La Ringrazio per l’augurio, andando alla domanda posso affermare che FDI a RC ma direi in tutta Italia sta benissimo,la crescita è costante e questo è frutto dalla grande credibilità che ha la nostra Leader Giorgia Meloni e per il lavoro costante che tutti noi facciamo.In particolare in provincia di Rc siamo il primo partito di tutto il centro destra, dato delle ultime elezioni regionali.

Considerato che la politica non sta vivendo un momento di particolare gradimento, da uomo impegnato nel sociale e considerato le campagne elettorali che ha alle spalle, quali sono i fattori su cui fare leva per riconquistare la fiducia dei cittadini?

Una campagna elettorale fatta girando il Nostro splendido Paese ascoltando la gente, toccando con mano i problemi ti fa comprende il mondo reale. Concordo che la gente si allontana dalla politica e i dati dell’astensionismo lo certificano, ma serve necessariamente invertire la rotta, per poterlo fare bisogna ritornare ad ascoltare veramente la Gente, a frequentare i territori a verificare con mano i problemi del sistema produttivo. Penso che la Gente voglia essere coinvolta nelle azioni politiche, dire concretamente cosa si può fare e cosa non si possa fare, basta prendere in giro le persone.   

Secondo lei i provvedimenti come il “Riparti Calabria” non dovrebbero essere considerati come azioni politiche strutturali e non episodiche o emergenziali?

Sicuramente il sostegno al tessuto imprenditoriale calabrese più degli altri necessità di avere azioni politiche strutturali, il “riparti Calabria” è stato intanto un provvedimento che ha anticipato e sostituito l’azione Governativa centrale, in quanto il dl Liquidità spinge le imprese nella mani delle banche ipotecando il loro stesso futuro.   

Dalla seconda Repubblica in poi si è visto diminuire il ruolo dei partiti a fronte di un auto referenzialismo marcato degli eletti. Non pensa che questo abbia danneggiato i partiti e gli abbia specie in ambito locale, parliamo di Regione, relegati a ruoli marginali?

Si oggi il ruolo degli eletti in molti casi è staccato dalle idee partitiche il peso specifico è notevolmente aumentato e spesso troviamo cambi di casacche che ovviamente allontanano ulteriormente la gente dalla politica. Quello che propone la Meloni il cosiddetto “ patto anti inciucio “ è volto anche a limitare questo, cioè che si fa campagna elettorale in una metà campo ma poi per ragioni diversi ci si ritrova a giocare nella metà campo che si è combattuta durante la campagna elettorale.

Come considera l’adozione dei provvedimenti della Santelli che più volte si sono rivelati stridenti con quelli del Governo? E secondo lei non va rivisto a livello Costituzionale una revisione dei poteri attribuiti a Stato e Regioni per non creare nuovamente dei corto circuiti?

La Santelli ha anticipato i tempi sulla base di dati che evidenziavano in maniera palese che la Calabria sta vivendo un pericolo contagio ridotto, quindi per venire incontro al sistema produttivo e ai lavoratori doveva necessariamente allentare le restrizioni. Dopo l’inutile ricorso al tar il Governo si è mosso verso la stessa direzione. Considero le Istituzioni regionali fondamentali sempre e ancora di più in queste situazioni, allo stesso tempo considero che serva una forte sinergia con il Governo centrale, perché da soli entrambe le Istituzioni non possono garantire i servizi e la tutela ai cittadini.    

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