Siderno, Erasmus di Marcello Attisano conquista i giovani dell’Ipsia

Siderno, Erasmus di Marcello Attisano conquista i giovani dell’Ipsia

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di Antonella Scabellone

SIDERNO-Ha conquistato con la sua simpatia, e la semplicità che da sempre lo contraddistingue, la giovane platea dell’Ipsia di Siderno l’imprenditore Marcello Attisano, gradito ospite, nell’ inedita veste di scrittore, del dirigente scolastico Gaetano Pedullà, sabato scorso, 14 aprile.
Accompagnato dal direttore di Lente Locale,il giornalista Gianluca Albanese, che ha moderato l’incontro, dall’avvocato Pietro Origlia e dalla dott.ssa Simona Masciaga, in veste di relatori, Marcello Attisano,  nell’aula magna dell’istituto, ha parlato agli studenti del suo primo romanzo “#Erasmus. Passione in frammenti di storia”(2017, Franco Pancallo Editore) che narra della storia di 4 ragazzi coinvolti nella realizzazione del c.d. progetto “Eurolandia”. “Un romanzo che- ha spiegato Gianluca Albanese- racconta della “meglio gioventù” europea, rappresentata nello specifico da giovani ricercatori che realizzano quell’idea di “Europa federale dei popoli” che fu alla base dei padri costituenti dell’attuale UE”.

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“Un libro appetibile, frizzante, passionale- ha sottolineato la dott.ssa Simona Masciaga-un mix di argomenti diversi, dal consumismo sfrenato, ai tracolli finanziari, alle storie d’amore che si intrecciano, che rendono avvincente, mai noioso, un racconto adatto ai giovani, quei giovani che sempre di più fuggono dal sud dell’Italia alla ricerca di un futuro migliore altrove”.

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“Un problema atavico quello della “fuga di cervelli”, le cui cause vanno ricercate nel passato, partendo dagli eventi storici che hanno determinato l’unità d’Italia, l’impoverimento del sud e i flussi migratori” ha spiegato l’avvocato Pietro Origlia in veste di opinionista.

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“Il Sud è una grande risorsa…tutti, e a tutti i livelli, sono per la rinascita del Sud. Ma poi, nei fatti, nella sostanza, nessuno fa nulla per fare progredire il Mezzogiorno……E, nel frattempo, guarda caso, le menti più eccellenti emigrano. Vanno via, depauperando, inconsapevolmente, il proprio territorio. Svuotandolo della sua essenza più importante: l’ingegno, che, in buona sostanza, è quel capitale umano necessario al cambio generazionale”. Partendo da questa triste, e amara verità, pronunziata da uno dei personaggi del romanzo, ha preso spunto la riflessione dell’Autore che ha ripercorso le varie tappe della sua attività imprenditoriale, nel mondo della serigrafia pubblicitaria, attività da cui è nata l’omonima azienda da lui fondata nel 1980.

Ne è venuto fuori un ritratto in chiaroscuro dell’Italia meridionale nella quale, oltre alla precarietà del lavoro, che spinge i giovani ad emigrare, si ravvisano esempi positivi di imprenditoria che vedono protagonisti quanti, tra mille ostacoli burocratici, si rimboccano le maniche e non si piangono addosso. E al mondo della piccola e media impresa – “spina dorsale dell’Italia” che non si rassegna al declino – che l’imprenditore Marcello Attisano, europeista convinto, ha inteso rivolgersi, sul presupposto che la vera ricchezza del Meridione sia rappresentata dal suo capitale umano, dai tanti giovani (“la meglio gioventù”) che occorre mettere in condizione di rimanere al Sud ove sono nati, valorizzandone le competenze e il merito.

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L’idea di scrivere il romanzo è nata, a detta dell’Autore, dalla necessità di dare alcune risposte alle domande che si è posto dopo aver analizzato lucidamente i risvolti di alcune vicende drammatiche ed inquietanti che si sono verificate nell’Italia repubblicana, in Europa e nel mondo, come ad esempio l’uccisione di Aldo Moro (uno dei più grandi “misteri” dell’Italia del dopoguerra), il fallimento di “Lehman Brother”, l’esplosione della bolla immobiliare negli USA, il trasferimento della crisi finanziaria in Europa e la concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone.
La discussione che si è sviluppata, stimolata dallo stesso Attisano, che ha omaggiato ogni studente intervenuto nel dibattito con una copia del suo romanzo,e tanto di dedica, ha toccato, in primis, temi come la precarietà dell’occupazione giovanile e la fuga dei cervelli, che “desertifica” sempre più il nostro territorio.Da qui un interrogativo di fondo, ossia se sia giusto trasferirsi all’estero o restare nella propria terra, al momento priva di prospettive e di orizzonti di sviluppo infrastrutturale e tecnologico.

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A conclusione dell’incontro i ringraziamenti sentiti del Dirigente Gaetano Pedullà agli intervenuti, per aver essi messo a disposizione degli studenti dell’IPSIA, in modo del tutto gratuito, il proprio bagaglio di esperienze e di professionalità; e ancora, l’invito ai  giovani ad accogliere il messaggio dell’autore, cioè impegnarsi con tenacia e passione negli studi, nelle professioni e nel lavoro, per ricostruire un tessuto sociale che oggi appare disgregato contribuendo, così, a porre le basi di una Società più equa e progredita.

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