Questi anni post-pandemia si sono rivelati estremamente complicati per chi si è spostato in aereo. A una graduale ripresa dei volumi del traffico è corrisposto un calo della qualità dei servizi che si è tradotto nei record storici di cancellazioni e ritardi dei voli.
Un trend negativo che è proseguito nella maggior parte di questo 2025 e che potrebbe ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi.
Ecco perché, per chi vola, è fondamentale conoscere i propri diritti e le normative che regolano l’accesso a rimborsi e risarcimenti per i ritardi.
I numeri dei ritardi aerei nel 2025
In netta controtendenza rispetto ai numeri delle ultime stagioni, l’estate 2025 ha dato buoni riscontri per quanto riguarda ore di ritardo accumulate e ritardi medi giornalieri.
Secondo i dati ufficiali di Eurocontrol, tra giugno e agosto, a fronte di un aumento del traffico del 3% rispetto al 2024, il ritardo medio dei voli è calato di 1,5 minuti a confronto con l’anno precedente, attestandosi sui 3,9 minuti.
Siamo ancora lontani dai dati pre-Covid ma resta una importante inversione di tendenza.
Molto meno lusinghieri i numeri delle compagnie i cui risultati a livello di performance di puntualità sono stati estremamente disomogenei.
Molti operatori di volo hanno infatti superato il 25% dei voli in ritardo con picchi registrati in corrispondenza di scioperi, giornate di maltempo e periodi di forte traffico. I peggiori in assoluto sono stati Ryanair, easyJet, con numerosi problemi sulle tratte interne dell’Europa Occidentale, Vueling, ITA Airways e Air France, penalizzata dalla lunga ondata di scioperi primaverile.
Cosa prevede la normativa in materia di rimborsi e risarcimenti
In Europa i diritti dei passeggeri aerei sono disciplinati dal Regolamento CE 261 del 2004. Come ben spiegato sulla guida di AirHelp.it sul rimborso per ritardo aereo, redatta da una delle più importanti realtà impegnate nella tutela delle vittime dei disservizi aerei, i ritardi superiori alle 3 ore in UE danno diritto a un rimborso economico.
Più nel dettaglio, la compensazione monetaria è di
- 250 euro per i voli lunghi fino a 1.500 km
- 400 euro per quelli fino a 3.500 km
- 300 euro per quelli più lunghi di 3.500 km con un ritardo contenuto entro le 4 ore
- 600 euro per quelli con ritardo superiore alle 6 ore.
Per presentare richiesta di risarcimento servono la carta d’imbarco, documenti comprovanti i disagi subiti ed eventuali fatture o scontrini delle spese sostenute durante l’attesa forzata in aeroporto.
Nessun rimborso, invece, è previsto se il ritardo è causato da circostanze eccezionali indipendenti dalla compagnia. Una categoria, questa, in cui rientrano le emergenze di carattere medico e meteorologico, le limitazioni del traffico aereo, i guasti ai radar dell’aeroporto e le problematiche legate al terrorismo e all’instabilità politica.
Gli altri diritti dei passeggeri
I diritti delle vittime dei disservizi aerei non si esauriscono con la compensazione economica. Il Regolamento 261 garantisce anche il diritto al rimborso o a un volo alternativo quando scattano le 5 ore di ritardo.
Una volta superata questa soglia il passeggero può decidere di rinunciare al volo ottenendo il rimborso del biglietto per la tratta non completata e ha il diritto a usufruire gratuitamente di un volo verso l’aeroporto di partenza, se necessario. E questo senza che venga meno il risarcimento monetario.
L’altra tutela importante in caso di ritardo è quella del diritto all’assistenza in aeroporto. Chi è costretto ad attendere la partenza del volo deve avere accesso alle comunicazioni, a cibo e bevande e, se fosse necessario aspettare il giorno successivo per partire, a una stanza gratuita in hotel e ai passaggi da e verso l’aeroporto.
Per quanto riguarda i prezzi, infine, è importante sapere che i passeggeri che subiscono un ritardo, non devono pagare nulla in più di quanto hanno già pagato. Se la compagnia offre un volo alternativo di classe superiore non può chiedere di pagare la differenza. Se lo offre di classe inferiore è obbligata a rimborsare una cifra compresa tra il 30% e il 70% del biglietto pagato.
Cambiano le leggi per chi vola in Europa?
Tutte le normative e i regolamenti di cui abbiamo appena parlato, però, potrebbero cambiare nei prossimi mesi. È infatti in corso a livello europeo un iter legislativo volto a modificare molti punti del Regolamento 261.
Di cambiare le regole si parla da più di un decennio, ma la prima proposta di modifica ha creato non poche polemiche e malumori, in quanto diminuiva il massimo di rimborso ottenibile da 600 a 500 euro e alzava le soglie di ritardo che davano diritto al risarcimento da 3 a 4 ore.
Per fortuna dei passeggeri la proposta non è stata approvata e la Commissione Trasporti UE ha deciso di mantenere i limiti attualmente in vigore.
La buona notizia, invece, è che è stato deciso di intervenire per ridurre i tempi di attesa per accedere ai risarcimenti, per modificare la disciplina relativa ai bagagli trasportabili in cabina, e per creare una modulistica rimborso standard per tutte le compagnie aeree che operano in UE.













