di Patrizia Massara Di Nallo
Se avessimo nell’immaginario collettivo l’idea del museo quale luogo statico e sempre uguale a sé stesso, che, visitato una volta, non può offrire altri punti di vista sul patrimonio culturale in esso contenuto, dovremmo cambiare opinione soprattutto alla luce delle miriadi di iniziative che il Nostro Museo riesce ad offrirci di mese in mese. In pratica un patrimonio che non smette di raccontarsi, chiede di essere protetto e si fa vivere.
Sabato 26 e domenica 27 settembre, infatti, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha aderito alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) che fanno parte di un’iniziativa coordinata dal Ministero della Cultura. Quest’anno il tema su cui riflettere è Proteggere il Patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare. Gli archeologi del Museo hanno accompagnato i visitatori alla scoperta dei principi e degli strumenti che hanno guidato i recenti interventi realizzati dal MArRC nell’ambito del PNRR illustrando le nuove soluzioni adottate per rendere il percorso più accessibile, inclusivo e accogliente.
La visita è stata anche un’occasione per riscoprire la straordinaria storia della Magna Grecia e i tesori custoditi nelle collezioni del MArRC, che il nuovo allestimento valorizza attraverso un’organizzazione degli spazi più chiara e coinvolgente. Percorsi e mappe tattili, contenuti multimediali e immersivi, nuovi pannelli informativi, una segnaletica più immediata e intuitiva, spazi dedicati alla sosta e una quiet room sono alcune delle soluzioni pensate per consentire a ogni visitatore di vivere un’esperienza secondo i propri tempi e le proprie esigenze.
Le GEP si sono articolate in due giornate di laboratori,visite guidate e attività gratuite per pubblici di tutte le età. Precisamente: sabato 26 settembre sono stati offerti laboratori per bambini e visite guidate e proposte alle famiglie due laboratori di scavo simulato, pensati per avvicinare i più piccoli alla scoperta del passato attraverso l’esperienza diretta, la curiosità e il gioco. Alle ore 15:30 Il mestiere dell’archeologo: dallo scavo alla storia si è rivolto ai bambini dai 6 agli 11 anni. Dopo una breve introduzione sulle antiche necropoli della Calabria e sul mestiere dell’archeologo, i bambini si sono cimentati direttamente nella tecnica dello scavo stratigrafico. Come veri archeologi, sono stati chiamati a recuperare i corredi di cinque sepolture e a compilare la documentazione tecnica relativa a ciascuna tomba. Le sepolture proposte sono rappresentative di diverse epoche della storia antica: Paleolitico, Età del Ferro, Età Classica ed Ellenistica. Alle ore 17:00 il laboratorio Piccoli paleontologi alla scoperta dei dinosauri ha coinvolto i bambini dai 3 ai 5 anni. Dopo un’introduzione dedicata ai dinosauri, al periodo in cui vissero e ai principali ritrovamenti in Italia e nel mondo, i piccoli partecipanti sono stati protagonisti di una simulazione di scavo paleontologico. L’attività è culminata nel rinvenimento di un fossile, che i bambini hanno poi ricomposto e interpretato. Un’occasione, quindi, per avvicinarsi alla scoperta scientifica attraverso esperienza, curiosità e gioco, in un percorso pensato per stimolare l’osservazione e la voglia di conoscere.
Inoltre, sempre sabato, apertura straordinaria serale dalle 20:00 alle 24:00 con ingresso a 1euro. Alle 18,00 presentazione del volume Il Kouros di Rhegion. Recupero, restauro e valorizzazione a cura di Carmelo Malacrino,con la presentazione di Fabrizio Sudano (Roma, 2025). La monografia, recentemente acquisita dalla biblioteca del MArRC e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, colma un importante vuoto nella letteratura archeologica dedicata a Reggio Calabria. Fino ad oggi mancava infatti uno studio interamente dedicato al Kouros di Rhegion, nonostante la straordinaria rilevanza storica e artistica di questo capolavoro restituito dal territorio calabrese. Il volume mette in dialogo conservazione e ricerca, raccogliendo contributi dedicati alla cronologia, alla tipologia e agli aspetti tecnologici dell’opera e offrendo un quadro d’insieme rigoroso e multidisciplinare su questa straordinaria testimonianza archeologica.
Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, sono intervenuti Carmelo Malacrino, curatore del volume, Maurizio Paoletti, già Professore di Archeologia Classica (Università della Calabria), e Massimo Frasca, già Professore di Archeologia della Magna Grecia (Università di Catania). L’evento,organizzato in collaborazione con Touring Club Italiano Club di Territorio di Reggio Calabria e Centro Internazionale Scrittori (CIS) della Calabria, si terrà in Sala Conferenze.
Domenica 27 settembre, invece, svolte visite guidate e attività dedicate all’accessibilità, oltre al laboratorio creativo dal titolo Tracce di Stretto al Marc con arte contemporanea, memoria e paesaggi condivisi. Buona scelta!













