di Patrizia Massara Di Nallo (Foto Adnkronos e fonti Adnkronos ed Euronews)
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha fatto un passo avanti: ha infatti adottato la ‘Dichiarazione di New York’, il testo che punta a rilanciare la prospettiva della soluzione a due Stati tra Israele e Palestina, escludendo, inoltre, ogni coinvolgimento di Hamas. La risoluzione è stata approvata con 142 voti a favore, tra cui anche quello dell’Italia, 10 contrari (tra cui Israele e il suo principale alleato, gli Stati Uniti ) e 12 astensioni. Anche l’Italia è presente fra i 142 Paesi che hanno votato a favore della risoluzione, non vincolante, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu per la nascita di uno Stato palestinese senza Hamas.
Dieci i Paesi che hanno votato contro: Israele, Stati Uniti, Ungheria, Argentina, Micronesia, Palau, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Nauru e Tonga. Dodici quelli che si sono astenuti: Repubblica Ceca, Albania, Camerun, Repubblica democratica del Congo, Ecuador, Etiopia, Fiji, Guatemala, Moldova, Nord Macedonia, Samoa e Sud Sudan.Il documento è esplicito nel condannare Hamas e chiedere che l’organizzazione deponga le armi. Condanna l’attacco di Hamas al sud di Israele del 7 ottobre e condanna, inoltre, l’assedio e la fame di Israele a Gaza, che hanno prodotto una catastrofe umanitaria.
La risoluzione, presentata da Francia e Arabia Saudita, prevede che l’Autorità Palestinese governi e controlli tutto il territorio palestinese, con un comitato amministrativo transitorio istituito immediatamente dopo il cessate il fuoco a Gaza. “Hamas deve porre fine al suo dominio a Gaza e consegnare le sue armi all’Autorità Palestinese”, si legge nella dichiarazione, aggiungendo che deve anche liberare tutti gli ostaggi. Suggerisce inoltre l’invio di una missione sostenuta dalle Nazioni Unite per proteggere i civili palestinesi e fornire garanzie di sicurezza sia ai civili palestinesi che a quelli israeliani, sostenere il trasferimento pacifico del governo all’Autorità palestinese e monitorare il cessate il fuoco e un futuro accordo di pace. Infine, la dichiarazione invita i Paesi a riconoscere lo Stato di Palestina, in quella che definisce una “componente essenziale e indispensabile” per raggiungere una soluzione a due Stati. Con un chiaro riferimento a Israele, il documento recita: “Le azioni unilaterali illegali costituiscono una minaccia esistenziale alla realizzazione dello Stato indipendente della Palestina”. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon ha dichiarato: “Questa dichiarazione unilaterale non sarà ricordata come un passo verso la pace, ma solo come un altro gesto vuoto che indebolisce la credibilità di questa Assemblea”. Inoltre, durante una visita a un insediamento israeliano nella Cisgiordania occupata, il premier Netanyahu ha confermato di non volere uno Stato palestinese e ha dichiarato “questo posto appartiene a noi”.
Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, scrive: “Israele respinge categoricamente la decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ancora una volta, si è dimostrato quanto sia un circo politico distaccato dalla realtà: nelle decine di clausole della dichiarazione approvata da questa risoluzione, non c’è una sola menzione del fatto che Hamas sia un’organizzazione terroristica”. E prosegue: “Non c’è alcun riferimento al semplice fatto che Hamas è l’unico responsabile della continuazione della guerra, attraverso il suo rifiuto di restituire gli ostaggi e di disarmare.
La risoluzione non promuove una soluzione di pace, anzi, incoraggia Hamas a continuare la guerra”. Quindi, conclude il portavoce, un ringraziamento a tutti i paesi – 10 contrari e 12 astenuti – che “non hanno contribuito a questa vergognosa decisione dell’Assemblea generale”. Il vicepresidente palestinese Hussein al-Sheikh ha affermato che la risoluzione è un “passo importante verso la fine dell’occupazione” e ha scritto “Accolgo con favore l’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della risoluzione (….) sull’attuazione della soluzione dei due Stati e la creazione di uno Stato palestinese indipendente”. Concludendo: “Questa risoluzione esprime la volontà internazionale a favore dei diritti del nostro popolo e costituisce un passo importante verso la fine dell’occupazione e la concretizzazione del nostro Stato indipendente sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale”.Il presidente francese Emmanuel Macron ha scritto: ”Oggi, sotto l’impulso di Francia e Arabia Saudita, 142 Paesi hanno adottato la Dichiarazione di New York sull’attuazione della soluzione dei due Stati. Insieme, stiamo tracciando un percorso irreversibile verso la pace in Medio Oriente”. E ha aggiunto: ”Francia, Arabia Saudita e tutti i loro partner saranno a New York per concretizzare questo piano di pace alla Conferenza sulla soluzione dei due Stati. Un altro futuro è possibile. Due popoli, due Stati: Israele e Palestina, che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza. Dipende da tutti noi realizzarlo!”.













