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CHJANU CHJANU Buona la prima del docu-corto ecologista di Raschillà e Albanese

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di Gianluca Albanese

SIDERNO – Un manifesto ecologista in cui i valori di rispetto per la natura e i suoi tempi, armonia tra l’uomo e il creato e una forma di quella che oggi si chiama “decrescita felice” coesistono in un video di poco meno di dodici minuti.

La prima del docu-corto “Chjanu Chjanu. Storia di un ecologista inconsepevole” (scritto da Martina Raschillà e da lei diretto insieme ad Aldo Albanese, musiche di Francesco Loccisano) che ha avuto luogo questo pomeriggio al cinema teatro Nuovo di Siderno è stata un successo, come si dice in questi casi, di pubblico e critica.

Ricco di spunti di riflessione, il documentario è incentrato sull’attività artigianale di due coniugi di Siderno Superiore, Armando Bolognino e Caterina Macrì, che partendo dall’attività di realizzazione di panieri, spiegano tutte le fasi di lavorazione, e riportano a un mondo in cui non si era abituati a provare a forzare i ritmi della natura, si raccoglievano erbe e canne (di cui Armando distingue persino il “sesso”) in determinati periodi dell’anno per produrre questi contenitori per loro natura durevoli, ecocompatibili e simboli di un mondo in cui non c’era spazio per l’usa e getta, ma tutto veniva riutilizzato, compresi i recipienti per acqua, vino e olio e la plastica non esisteva.

E non esisteva l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Nella parte finale del film, quasi a rompere l’idillio e l’atmosfera bucolica dei vicoli di Siderno Superiore in cui risiedono Armando e Caterina, il forte impatto visivo dei rifiuti (anche ingombranti e pericolosi) nelle nostre fiumare, che stride coi racconti dell’infanzia e della gioventù di Armando e Caterina, quando le donne facevano il bucato nella fiumara e quell’acqua si poteva bere.

E allora, “Chianu Chjanu”, di cui si apprezzano subito il soggetto, il montaggio e la fotografia, lascia nello spettatore parecchie emozioni, e la consapevolezza che un maggiore rispetto per l’ambiente rappresenta la precondizione essenziale per poter vivere in un mondo migliore, come è emerso nel lungo e partecipato dibattito, in cui, oltre all’autrice e al regista, il presidente dell’Osservatorio Ambientale “Diritto per la vita” Arturo Rocca ha ricordato le numerose denunce fatte contro l’abbandono dei rifiuti nelle fiumare, e ha esposto i contenuti di un progetto regionale teso alla bonifica e alla salvaguardia delle stesse.

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