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Siderno, educazione sanitaria e prevenzione. All’Ipsia il seminario con “Articolo 32 Calabria”

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di Redazione

SIDERNO– Presso l’aula magna dell’Istituto Professionale Industria e Artigianato di Siderno ha avuto luogo il secondo dei due seminari organizzati in collaborazione con l’Associazione “Articolo32Calabria”, nell’ambito del Progetto di “Educazione sanitaria” promosso dall’Istituto Professionale e  diretto a sensibilizzare gli studenti verso le tematiche della prevenzione oncologica, della protezione dell’ambiente e della corretta alimentazione, in vista del conseguimento di un migliore e più sano stile di vita.

Il primo seminario, svoltosi presso il Palazzo della Cultura di Locri giorno 11 Marzo, aveva visto il coinvolgimento delle classi della sede locrese del medesimo Istituto.

Dopo l’indirizzo di saluto del Dirigente Gaetano Pedullà che ha inteso rimarcare il favore con il quale tali iniziative vengano accolte all’interno della scuola, il seminario si è snodato attraverso le relazioni di Angelo Rossino, Presidente dell’Associazione ONLUS “Articolo32Calabria”; del Dott. Antonino Iaria, Dirigente responsabile del reparto di oncologia presso il presidio ospedaliero “Tiberio Evoli” di Melito P.S.; del Dott. Francesco Polimeni, responsabile cure palliative presso l’A.S.P. di Catanzaro; dei funzionari dell’ARPACAL Ing. Alberto Belvedere e Dott. Giuseppe Vottari.

Il Presidente dell’Associazione “Articolo32Calabria”, dopo essersi soffermato sul binomio rischio tumore ed inquinamento ambientale, ha sottolineato l’importanza dell’attività svolta dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL) nel campo del monitoraggio e dell’individuazione dei siti potenzialmente pericolosi, rilevando come queste attività rappresentino un punto di partenza importante per la prevenzione dell’insorgenza di malattie incurabili.

Il Dott. Antonino Iaria ha esplicitato i vari aspetti della prevenzione, facendo presente come la prevenzione primaria possa permettere di limitare il rischio di sviluppare le malattie riducendone i fattori generativi, così come la prevenzione secondaria ne può permettere un’identificazione precoce, in modo da poter intervenire quando le patologie sono più facilmente trattabili e le probabilità di guarigione sono più elevate e, infine, mettendo in evidenza come la prevenzione terziaria possa consentire di gestire al meglio i sintomi delle malattie contrastando al tempo stesso la comparsa di eventuali complicazioni. Ma – come ribadito più volte – “poter intervenire, quando possibile, alle radici del problema, rimane senza dubbio la scelta migliore”. In sostanza, significa agire su ciò che viene definito “fattore di rischio modificabile”, ossia: l’alimentazione, che deve essere sana, equilibrata e sicura; l’attività fisica che deve essere regolare; il consumo di alcol che deve essere il più possibile limitato ed infine il fumo, da eliminare in tutte le sue forme. Il risultato non è solo la riduzione del rischio di ammalarsi, ma anche una migliore qualità della vita. Un’attenta attività di screening  e la diagnosi precoce – come ribadito più volte – sono strumenti in grado di fornire risultati significativi. Non sono mancati, nella relazione del Dott. Iaria, i riferimenti alle concause dell’insorgenza dei tumori (campi elettromagnetici, inquinamento ambientale, ecc), per le quali  la ricerca da parte della comunità scientifica non è ancora giunta a risultati definitivi.

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Il Dott. Polimeni ha posto in rilievo sia la grande differenza di qualità degli alimenti di produzione industriale, rispetto a quelli di cui facevano uso le generazioni precedenti alla nostra, e sia e la significativa differenza di quantità nel consumo dei cibi, con la conseguenza di un netto peggioramento delle abitudini alimentari. In particolare è possibile individuare nell’abuso di alcuni prodotti alimentari industriali, che vengono sofisticati per rispondere meglio alle esigenze del mercato, un fattore rilevante che concorre all’insorgenza di specifiche patologie tumorali. Mentre, ai fini di una corretta e adeguata alimentazione, in vista di una qualità di vita migliore,  il Dott. Polimenti ha sottolineato come ancora oggi si continui a proporre “la vecchia, buona dieta mediterranea che per anni è stata messa da parte, considerato che  alimenti come il pane, la pasta e il riso, insieme alla frutta e alla verdura,  sono alimenti da consumare tutti i giorni “.

L’Ing. Belvedere, nel suo intervento, illustrando l’organizzazione e le finalità dell’ARPACAL, ha sottolineato che, in assenza di dati relativi alle insorgenze patologiche in un determinato territorio, “cercare contaminazioni ambientali è come cercare un ago in un pagliaio, poiché senza avere informazioni relative alle patologie non è possibile effettuare delle indagini mirate.” Compito principale dell’ARPACAL è la conoscenza dettagliata dello stato dell’ambiente che viene conseguita attraverso le attività di monitoraggio. L’ARPACAL, inoltre, a detta Dott. Giuseppe Vottari, è un organo tecnico, che “solo nello svolgimento di pochi servizi ha anche un compito di vigilanza, il cui onere è invece affidato alle Amministrazioni. Per la depurazione, per esempio, l’organo responsabile della vigilanza è la Polizia Provinciale e, perciò, erroneamente viene attribuito all’Agenzia, in questo settore, il compito di vigilanza sugli impianti di depurazione”.

A conclusione dei lavori e del dibattito che ne è scaturito con gli studenti dell’IPSIA, tutti i relatori si sono detti concordi sulla necessità di rafforzare quanto più possibile, nell’opinione pubblica, una coscienza critica rispetto a temi di così grande rilevanza e attualità. Si è evidenziata, altresì,  l’importanza di costituire un vero e proprio “registro dei tumori”, quale strumento necessario al fine di: descrivere la frequenza e gli andamenti temporali delle patologie tumorali; stimare la sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro in funzione di caratteristiche individuali e ambientali; descrivere la distribuzione geografica dei relativi casi. Soddisfatto dell’esito delle due giornate di formazione/informazione il Presidente dell’Associazione “Articolo32Calabria” il quale, nel confronto con gli studenti, ha inteso rimarcare come, ormai, il semplice parametro del PIL (Prodotto Interno Lordo) sia divenuto obsoleto quale unico punto di riferimento per calcolare il benessere di una popolazione, giacchè “il consumismo, figlio della globalizzazione, sta cominciando a denunciare i propri limiti, perchè non più sostenibile per una popolazione mondiale in costante aumento. Energie rinnovabili, incremento ecologico della filiera alimentare, eliminazione dei pesticidi, uso di veicoli elettrici, piste ciclabili, punti gratuiti e pubblici di ricariche di batterie, aumento degli asili nido e delle aree verdi, riciclaggio dei rifiuti, riduzione della plastica, edifici autosufficienti ed a risparmio energetico, utilizzo dell’energia marina, e via dicendo,  potranno essere – secondo Angelo Rossino –  “ i nuovi parametri, già in uso in alcuni paesi più evoluti, che andranno a soppiantare il PIL nella misurazione del livello di ricchezza e di benessere di una popolazione.

 

 

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