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Sprar, sempre più Comuni vogliono realizzare progetti di accoglienza dei migranti. Ci sono anche Monasterace e Palizzi

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di Gianluca Albanese
SIDERNO – Ci sono anche Palizzi e Monasterace tra i comuni interessati a condurre dei progetti di accoglienza nell’ambito dello Sprar – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.
Monasterace, infatti, con delibera di giunta numero 84 del 19 novembre, ha emanato l’atto d’indirizzo con contestuale manifestazione d’interesse per i soggetti attuatori, al fine di aderire al bando Sprar relativo al biennio 2016-2017, l’ultimo in ordine di tempo, e che riguarda l’accoglienza di migranti che non siano minori stranieri non accompagnati o soggetti con disagio mentale o psicologico.
Attualmente, sono otto i comuni nel nostro comprensorio, in cui sono attivi dei progetti di accoglienza. Si va da Riace, antesignano in questo genere di esperienze con ben 150 posti a Gioiosa Ionica e Caulonia, che ospitano 75 migranti a testa. 60 sono allocati a Camini, 50 a Bivongi (forse l’esperienza più complicata visti i frequenti episodi di cronaca e la difficile convivenza con i cittadini residenti), 30 a testa per Stignano e Africo.
Benestare, infine, ne occupa 36, tutti accolti come minori stranieri non accompagnati.
Un fenomeno complesso quello dell’accoglienza dei migranti, che mal si concilia con le generalizzazioni. Quando tale attività è fatta con coscienza, umanità e costrutto, infatti, le esperienze sono appaganti per gli ospiti, per gli operatori dei cosiddetti “enti attuatori” (ovvero cooperative, associazioni, società che si occupano di realizzare i progetti su incarico dei Comuni) e naturalmente, per gli ospiti stranieri. Diverso è il discorso in cui i progetti Sprar diventano un vero e proprio business, visti i consistenti flussi di denaro che il Ministero dell’Interno destina ai Comuni i cui progetti di accoglienza vengono approvati che gli Enti locali, a loro volta, girano agli enti attuatori, previa rendicontazione delle spese.
Gli episodi di strumentalizzazione del fenomeno non mancano, tanto che in alcuni casi l’accoglienza dei migranti appare alla stregua di un business, grazie al quale si assumono operatori, si prendono in affitto immobili, si veicolano gli acquisti di beni di prima necessità. Ma ci sono anche tante esperienze positive, e lasciamo che sia il lettore a farsi una propria opinione, in base a ciò che avrà avuto modo di constatare.
Una cosa è certa: sempre più amministratori comunali presentano la domanda di adesione allo Sprar; Monasterace è solo l’ultimo paese ad averlo fatto.
Al di là degli otto comuni elencati in precedenza, infatti, altri hanno manifestato interesse ad aderire a questo tipo di progetti, indipendentemente dal colore politico delle giunte.
Qualche esempio? Il bando per minori stranieri non accompagnati, contenuto nel Decreto Ministeriale dello scorso 27 aprile, infatti, destò l’interesse di parecchi comuni, tra cui Siderno, la cui discutibile condotta tenuta in fase di presentazione della domanda, destò parecchie perplessità non solo negli organi di stampa – Lente Locale fu la prima e unica testata a denunciare subito alcune incongruenze – ma anche in seno alla stessa maggioranza consiliare, che portarono prima ad un’interpellanza del gruppo del Pd (non firmata dal segretario cittadino Mariateresa Fragomeni) e poi a una decisione della commissione consiliare Affari Sociali che, esclusa la rappresentante di Fattore Comune, “consigliò” alla giunta Fuda di ritirare in autotutela la delibera di manifestazione d’interesse al suddetto bando, proprio per non dare adito a dubbi o perplessità sulla trasparenza dell’operazione.
E’ di oggi la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria dei decreti dirigenziali del Dipartimento numero 7 (Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali) in cui viene rilasciata Autorizzazione al funzionamento delle comunità alloggio per minori, in relazione al bando contenuto nel decreto ministeriale del 27 aprile 2015.
Si tratta di autorizzazioni limitate nel tempo (valgono fino al prossimo 31 dicembre), dopodiché la responsabilità passerà ai Comuni capi-ambito, ma comunque è un passo fondamentale per l’iter burocratico necessario all’avvio dei progetti, tanto che lo scorso 29 ottobre, alla Regione Calabria, si è tenuta una conferenza dei servizi con i rappresentanti dei Comuni e degli Enti gestori interessati.
Questi i risultati per quanto riguarda la Locride:
Sono stati autorizzati la casa “Borgo Carmine” di Riace per un progetto condotto dall’associazione “Città Futura – G. Puglisi” con capacità ricettiva di sette posti; il Mamre Village di Ardore per il progetto della coop. “Marzo 78” con una capacità ricettiva di 18 posti + 2 di emergenza; e la comunità per minori “Camara Mamadou” (nella foto) di Benestare, con una capacità di dieci posti più due di emergenza, nel progetto condotto dalla cooperativa “Pathos”.
Con decreto diverso, vista l’assenza giustificata del sindaco Walter Scerbo alla conferenza dei servizi dello scorso 29 ottobre, è stata autorizzata anche una struttura di Palizzi, il cui primo cittadino si assunto la responsabilità diretta circa il possesso dei requisiti minimi previsti dalla vigente normativa.
Nell’elenco predisposto dalla Regione Calabria delle comunità autorizzate, e pubblicato oggi sul Burc, invece, non c’è traccia del progetto presentato nel mese di luglio dal Comune di Siderno.

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