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LUIGI SBARRA “Si lavori per non costringere più i nostri giovani a emigrare”

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di Gianluca Albanese

SIDERNO – “Se in Italia si parlasse meno di immigrazione e si pensasse di più all’emigrazione forzata dei nostri giovani rimasti senza prospettive, si potrebbe realmente rilanciare il Paese. Oggi le risorse europee ci sono e allora bisogna puntare fino all’ultimo euro sugli investimenti che, a mio modo di vedere, devono seguire tre principali direttrici: infrastrutture viarie e portuali, reti digitali, sanità e medicina territoriale”.

Sono le parole di Luigi Sbarra, da 15 giorni segretario generale della Cisl, intervistato insieme al collega Nico De Luca per la testata giornalistica www.calabrianews.it.

Un incontro a tutto campo, in cui si sono toccati i principali temi delle politiche del lavoro in Italia, e in particolare nel Mezzogiorno, individuando le principali vie di sviluppo.

E di lavoro e problemi del Sud Sbarra se ne intende: iniziò a 23 anni la sua attività di volontario nella sezione della Fisba-Cisl (la federazione dei braccianti agricoli e forestali) di Pazzano (suo paese natale) quella carriera che lo portò a rivestire il ruolo di segretario generale della Fisba di Locri, poi della Cisl comprensoriale, di quella provinciale e di quella regionale, fino ad approdare al livello nazionale 11 anni fa, prima da segretario nazionale della Fai e poi da segretario generale aggiunto negli ultimi tre anni. Tutta una trafila fatta di impegno, passione e competenza, che gli è valsa la designazione di Annamaria Furlan a suo successore e la relativa elezione.

“Vivrò questa mia esperienza – ha premesso – come sempre al servizio della Cisl e di tutti quelli che come me intendono lavorare insieme e con l’impegno di tutti per uscire da questa situazione drammatica”.

Per Sbarra non c’è dubbio sulle priorità da affrontare.

“Dobbiamo superare l’impostazione antisociale degli ultimi 15-20 anni che ha svilito il lavoro a favore della rendita, causando precariato e sfruttamento. Oggi l’Unione Europea assegna risorse importanti che dobbiamo programmare e utilizzare per realizzare i necessari interventi pubblici e privati, perché il lavoro non arriva per decreto o per legge. E il Sud deve essere considerato come una grande questione nazionale”.

Appena eletto ha invocato il ritorno a una vera ed efficace concertazione tra le parti sociali “perché bisogna tornare – ha detto – allo spirito degli accordi del ’93 per superare la crisi. Anche allora il momento era assai difficile, con un’inflazione a due cifre e la paura di non riuscire a entrare a fare parte della moneta unica. Eppure, in quel contesto difficile riuscimmo a stipulare accordi interconfederali di assoluto valore, per il semplice fatto che abbiamo concertato, ci siamo confrontati e abbiamo deciso insieme. Nessuno ce la può fare da solo e bisogna superare la logica perversa dell’uomo solo al comando e l’illusione della disintermediazione, come dimostra il recente modello dell’accordo sul Pubblico Impiego”.

Un pensiero va ai tanti lavoratori in smart working.

“Attualmente questa modalità occupa 4/5 milioni di addetti, ma studi assicurano che presto arriveranno a 8/10 milioni in Italia. Ma quella che stiamo vivendo è una sorta di delocalizzazione forzata del lavoro: il vero smart working è altro, è condivisione degli obiettivi, e non può essere una scelta unilaterale e non regolamentata. E’ evidente – ha proseguito Sbarra – che si tratta di una modalità di lavoro da restituire al perimetro delle relazioni sindacali, perché un lavoratore non può essere costretto a comprare un PC per lavorare, a pagare la connessione internet e non avere assicurato il diritto alla disconnessione”.

Inevitabile il richiamo al suo omologo e conterraneo Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, originario di Marina di Gioiosa Ionica.

“La sua – ha detto Sbarra – è una storia di impegno e di lavoro che sarà utile a sviluppare sinergie comuni con la Cgil per un grande patto d’azione che preveda un’adeguata gestione dell’emergenza e la programmazione di una strategia di medio e lungo periodo, il tutto basato sul necessario protagonismo sociale. Abbiamo dato il nostro contributo alla campagna vaccinale, durante le fasi di confronto col Governo, aprendo i luoghi di lavoro per la somministrazione delle dosi. Ora auspichiamo le necessarie assunzioni di personale dedicato e che la campagna sia gestita da un’unica regia nazionale per evitare difformità di trattamento tra le regioni.

Poi, è necessario dare continuità alla Cassa Integrazione Covid e al blocco dei licenziamenti, investendo anche sulla formazione e su una Naspi più lunga. Il Sud ha pagato il prezzo più alto in termini di perdita di posti di lavoro e questa, grazie soprattutto al Recovery plan e ai fondi POR è una tendenza che dobbiamo invertire”.

Lui che da ragazzo ha significative esperienze di pratica teatrale, non manca di rivolgere un pensiero ai lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo, i più precari tra i precari “Per i quali – ha detto – stiamo lavorando per fare avere loro ristori, indennità e strumenti di garanzia del reddito in questo periodo di attività ferme, per far sì che l’industria culturale, alla ripartenza, possa rappresentare una delle grandi direttrici del Paese”.

Ovviamente, non può mancare un riferimento al mondo politico, a partire da quello calabrese, fino a quello nazionale.

“Senza voler fare di tutta l’erba un fascio – ha premesso – è evidente che serva un rinnovamento del sistema istituzionale e della classe dirigente che sia basato sui criteri di qualità, serietà e competenza, ricostruendo quei luoghi di partecipazione che oggi non ci sono più. E’ il primo argine contro demagogia e populismo ed è preliminare al necessario progetto strategico basato sulla capacità di attrarre e indirizzare i giusti investimenti”.

Stimolato dal collega De Luca, che gli chiedeva se avesse esultato più per la nomina di Draghi a capo del Governo o per l’elezione di Enrico Letta a segretario del Pd, Sbarra ha risposto che “Draghi è una risorsa di prestigio nazionale e internazionale, e la maggioranza parlamentare di cui dispone è certamente una precondizione per agire nel migliore dei modi; anche Letta rappresenta un valore aggiunto per un Paese che ha bisogno di competenze e intelligenze. Mi auguro che entrambi lavorino per favorire il giusto clima di concertazione e confronto che, oggi più che mai, serve all’Italia”.

Chi vuole guardare l’intero video dell’intervista può cliccare sul seguente link:

https://www.calabrianews.it/la-fiera-calabresita-del-leader-nazionale-cisl-luigi-sbarra-video/

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