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Home Politica

ASPROMONTE Le guide ufficiali controreplicano ad Autelitano

29 Settembre 2021
in Politica
Tempo stimato: 20 min per leggerlo
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R. & P.

Dopo la nostra nota pubblica https://www.facebook.com/1981509322094888/posts/3066886910223785/

non si è fatta attendere la replica da parte dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, tramite il suo attuale presidente Leo Autelitano.

Prima di tutto, ci teniamo ad esprimere quanto per noi sia difficile (e continui ad esserlo tuttora) questa situazione. La nostra posizione, articolata e condivisa, è stata molto sofferta. Sono giorni molto complessi, alla fine di un periodo “infernale” e le emozioni molteplici. Siamo tristi, a volte affranti, per la situazione attuale. Ma siamo anche assolutamente fermi nella nostra convinzione che occorra fare la nostra parte ed esporsi per questa terra che ci ha dato tutto: l’Aspromonte.

Tutto quello che vogliamo è difendere e promuovere questa montagna e tutte le nostre azioni e parole hanno questo unico e solo obiettivo.

Apprezziamo che la presidenza dell’Ente sia intervenuta, ma registriamo con dispiacere ulteriore disconoscenza di alcuni argomenti trattati. Ancora oggi, dopo quasi due anni, il fatto di non avere chiari alcuni punti e situazioni crediamo si debba aggiungere all’elenco delle gravi problematiche che affliggono attualmente l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Andremo con ordine.

Full Travel Full Travel Full Travel

1 – Sul progetto di promozione ParkBus, registriamo questo virgolettato sulla stampa:

«Relativamente al Parkbus, le attività previste dal progetto sono state sostenute con un finanziamento a totale carico del Parco – evidenzia sulla questione Autelitano – finanziamento che prevede la socializzazione dei costi e la privatizzazione dell’entrate. Detto in una sola parola l’Ente forniva alle guide i pulmini, ne pagava i costi di gestione con relativa scheda carburante in dotazione alle stesse guide, ma non percepiva nulla in cambio in quanto l’Associazione che incassava il prezzo del biglietto e lo “restituiva” ai turisti sotto forma di sconto sulla tariffa giornaliera in capo alle guide, che a loro volta la incassavano senza corrispondere nulla all’ente»

Ebbene sì, il ParkBus, come sempre specificato e sottolineato durante tutte le campagne di informazione, era un progetto di promozione estiva promosso e finanziato dall’Ente Parco, affidato, curato e gestito dalla nostra Associazione e del quale l’Ente dovrebbe giustamente prendersi i meriti, visti i grandissimi risultati e apprezzamenti ricevuti negli anni.
Purtroppo le critiche che ci vengono oggi mosse non solo non hanno alcun valore costruttivo, ma sono completamente false.
Il progetto prevedeva la presenza delle Guide Ufficiali in 3 Info Point del Parco (Bova, Gambarie e Museo Archeologico di Reggio Calabria) e lo svolgimento di una serie di escursioni tematiche, sempre con Guida Ufficiale, nel territorio del Parco, con l’ausilio di 2 pulmini a 9 posti dell’Ente (tre in casi eccezionali), le cui spese (stimabili in circa 50,00 € a uscita per mezzo, comprensivi di carburate e “consumo del mezzo”) sono sempre state a carico dell’Ente Parco, come da affidamento propostoci proprio dallo stesso Ente. Ai partecipanti veniva chiesto un contributo (assestato grosso modo sulle 10,00 € a persona) con il quale gli stessi partecipavano al costo del servizio, poiché il contributo veniva defalcato dal costo che l’Ente Parco avrebbe dovuto corrispondere all’Associazione a fine progetto. Tale contributo andava, quindi, a ridurre (e di molto) il corrispettivo che l’Ente Parco avrebbe dovuto erogare a ciascuna Guida per la giornata. In altre parole, la Guida che sarebbe dovuta costare al Parco 110,00 € a giornata, con un pulmino pieno costava, invece, 30,00 €. Ergo, per un’uscita di un’intera giornata con Guida Ufficiale qualificata più mezzo, l’Ente Parco spendeva circa 80€ in totale, compresa la spesa per il mezzo, di cui solo 30,00 € venivano corrisposte alla nostra Associazione. Il resto dei soldi necessari a pagare la Guida derivava dal contributo dei partecipanti. Una semplice sottrazione. Non crediamo ci sia bisogno di commento ulteriore.

Leggiamo ancora:

«Alla fine del periodo estivo – specifica – il progetto veniva rendicontato senza applicare nessuna norma vigente in materia di rendicontazione e l’ente, in pratica, corrispondeva in parte i costi di tariffe già pagate dai turisti. Questo progetto, inoltre, non poteva certamente essere neppure definito sperimentale, e quindi attuato per una sola volta, in quanto lo stesso è stato ripetuto per ben tre anni con esborso finanziario totale a carica dell’Ente». «Preciso, inoltre, che – aggiunge – la contestazione su tale progetto e la sua riproposizione riguardava anche l’assenza di documentazione probante sul numero di turisti trasportati durante il progetto, così come non veniva richiesta la documentazione circa i chilometri percorsi dagli automezzi e non veniva, infine, nemmeno effettuata una separazione dei consumi degli stessi, che risultano fatturati insieme agli altri mezzi in carico all’Ente. Non aggiungo altro. Quante fattispecie di irregolarità ricorrono in questo progetto lo stabiliranno gli organi preposti ai controlli. La domanda che mi pongo è: avremmo dovuto continuare ad affidare un servizio con queste modalità, solo perché le guide ne pretendono il proseguimento?».

A fine progetto, la nostra Associazione emetteva regolare fattura, a seguito della presentazione di una dettagliata relazione e del resoconto economico trasmessi e vagliati dal responsabile del procedimento. Abbiamo già spiegato e ribadiamo che l’Ente NON corrispondeva mai ed in nessun caso cifre da noi già incamerate in qualsiasi modo. Nel resoconto e nella relazione (che la presidenza potrebbe e dovrebbe conoscere) sono indicati tutti i dati salienti con precisione e l’Ente Parco avrebbe potuto in ogni momento richiedere tutte le integrazioni ritenute necessarie.
Inoltre, sarebbe il caso di far notare il virtuosismo del progetto in due punti: il primo è il già citato contributo che rendeva particolarmente economico il servizio; il secondo è che le escursioni non venivano svolte se non con un minimo di 4 partecipanti, il che stimolava noi per primi a promuovere  le prenotazioni per attivare il secondo mezzo e far lavorare una seconda guida (gestivamo 2 mezzi). In altre parole, più persone partecipavano, più Guide lavoravano e meno il servizio costava all’Ente Parco: ciò crediamo sia un esempio virtuoso.
Un’uscita con due guide, quindi, costava all’Ente da un massimo di 100,00 € (50,00 € a Guida) ad un minimo di 60,00 € (30,00 € a Guida).
In generale ed a titolo esemplificativo, il progetto del 2019 prevedeva un impegno di spesa da parte dell’Ente di € 12.924,00.
La nostra fattura corrisposta e pagata è stata di € 12.074,00, quindi addirittura inferiore all’impegno, a dimostrazione dell’efficienza del progetto e della sua realizzazione.

Ma cosa ha previsto, nel dettaglio, il ParkBus 2019 con “l’astronomica” cifra di 12.074,00 €?

– 72 giornate (54 intere e 18 mezze) di servizio informativo presso tutti gli Info Point per un totale di € 7.344,00
– segreteria, promozione web e social e grafica (gestiti da 3 persone per 2 mesi) per € 2.850,00
– stampe per € 150,00
– rimborsi spese per predisposizione e verifica itinerari con € 250,00
– costo Guide per le escursioni, con 35 giornate intere, € 1.480,00

Rimarchiamo, ancora una volta, l’ultimo punto, specificando oltre. La convenzione che l’Ente Parco ha con le sue Guide stabilisce il pagamento di € 110,00 per la giornata intera e di € 78,00 per la mezza.  Questo vuol dire che l’Ente avrebbe dovuto pagare (come da sua convenzione), per 35 giornate di escursione, € 3.850,00, invece ne ha pagato solo € 1.480,00 (circa 40,00 € a Guida al giorno) con un risparmio di circa il 70% sulla convezione Parco-Guide, che prevede già una cifra ben inferiore al mercato. Nessuna privatizzazione e nessun utile, quindi, e soprattutto nessun doppio presunto pagamento, come ampiamente dimostrato.
Nel 2019 al progetto partecipano 17 Guide Ufficiali.
Sempre nel 2019, per trasparenza e completezza, l’Ente Parco salda alla nostra Associazione un ulteriore secondo servizio di promozione istituzionale fuori regione di € 880,00 (più € 1.066,40 a titolo di rimborso spese per vitto ed alloggio).
Questo porta all’incredibile cifra di ben € 14.020,40 in tutto l’anno 2019, sudati fino all’ultimo centesimo.
La nostra Associazione è composta da 30 Guide, di cui diverse impegnate in società e cooperative, oltre che affermati professionisti. Non crediamo ci sia bisogno, anche qui, di commentare oltre per comprendere l’irrisorietà del peso economico di questi progetti per noi.

In conclusione, possiamo ben dire, che non ne abbiamo mai preteso alcun proseguimento e chiediamo, a questo punto, cosa è stato fatto di migliore e più “regolare” dall’Ente Parco?

2 –Sul Corso CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile)
Leggiamo, sempre sulla stampa:

«Altra questione riguarda l’attività di formazione – spiega Autelitano sul punto – legata alla Carta Europea del Turismo Sostenibile. La scheda delle azioni numero 51 del progetto, prevede espressamente che debba essere assicurata la formazione dei dipendenti dislocati presso i centri visita dell’ente, dei dipendenti che forniscono informazioni turistiche ai visitatori e, aggiunge, che è utile aggiornare operatori turistici e le stesse guide ufficiali». «Dunque la scheda 51 – evidenzia – prevede che le guide vengano formate e non che fossero esse stesse siano formatori a fronte dell’erogazione di un compenso. Sarebbe stato utile conoscere a quale albo di formazione fosse iscritta l’associazione Guide del Parco e come facesse a svolgere attività di formazione rilasciando anche i relativi attestati». «Rispondendo alle loro accuse – si chiede Auteliano – dove era previsto che l’Ente effettuasse un secondo corso di formazione in quelle condizioni e non previsto dal progetto? Anche qui sorgono fondati dubbi e, senza aggiungere altro, ci rimettiamo agli organi e alle istituzioni cui è preposto il controllo».

È stato proprio l’Ente Parco ad affidarci questo progetto formativo, per il quale abbiamo fornito un programma dettagliato ed i curricula dei docenti. Abbiamo gestito un corso on line per quasi 100 persone, operatori e privati, sull’Aspromonte e l’importanza della sua salvaguardia e fruizione. Anche qui nessuna pretesa, ci chiediamo solo perché un’altra iniziativa dall’enorme successo (documentabile da questionari di gradimento) e dal costo irrisorio non sia stata riproposta e, anzi, neanche rivendicata, non facendo nemmeno un comunicato stampa. Anche qui abbiamo inviato diverse PEC, per cui nessuno potrà sostenere di non sapere.
Se non era lecito quanto fatto, perché nessuno è intervenuto? La presidenza sa cosa succede nei suoi uffici? L’attestato di frequenza (che non dà alcuna abilitazione) è firmato anche dal presidente Autelitano, che effettivamente, quindi, avallava quanto fatto (o almeno così sembrava fino ad oggi).


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3 – Proseguiamo con la questione monitoraggi ambientali.

«In relazione alle attività di monitoraggio, invece – afferma il presidente del Parco – voglio specificare che in passato le guide sono state coinvolte non come associazione ma come singoli professionisti. Coinvolgimento che andrà verificato sotto il profilo delle norme vigenti in materia del codice dei contratti. Tale codice specifica, infatti, che gli affidamenti vanno assegnati a personale qualificato, che partecipa a procedura di evidenza pubblica, seguendo il principio di rotazione, attraverso la selezione all’interno di un elenco di operatori economici, tutte norme previste dallo stesso codice». «La natura delle prestazioni e dei servizi – sottolinea Autelitano – è effettuata con strumenti e mezzi propri nell’esclusiva competenza del responsabile dell’ente che è deputato alla gestione e al controllo del medesimo servizio. Non può essere, dunque, condiviso dal Parco il riconoscimento di prerogativa o privilegi a favore dell’associazione guide ufficiali del parco, in merito allo svolgimento di attività in capo all’Ente e anzi, le attività di monitoraggi e i ripetuti incarichi agli stessi soggetti, vanno rigorosamente verificati sotto il profilo del rispetto delle norme contenute nel codice dei contratti, per garantire pari opportunità a tutti gli operatori del settore».  «Detto ciò, nel merito dei monitoraggi anche sulla scorta di quanto trattato e discusso del 15/9 ultimo scorso – ricorda Auteliano – l’Ente ha una precisa linea di azione che si ribadisce: sul Lupo è stato concluso di recente un monitoraggio condotto insieme ad altri Parchi nazionali e ad Ispra, condotto con metodo “wolf howling” ed ha rilevato tre aree a forte presenza di lupi: il versante nord del Parco, la zona centrale a ridosso di Zervò, l’area grecanica dove si rivelano consistenti fenomeni di ibridazione della specie, con forti danni al patrimonio naturalistico e all’allevamento domestico»

La presidenza non ha ben compreso – evidentemente – quanto da noi richiesto, poiché le nostre erano proposte di collaborazione sotto l’egida dell’Ente, quindi più che altro proposte progettuali – tutte da discutere – da realizzare con l’ausilio – GRATUITO – delle Guide. Il tentativo di farci passare anche qui come “truffatori” è evidente e speriamo che si faccia presto chiarezza anche su questo punto. Inoltre, nell’incontro con noi avuto il 15 settembre, il presidente dichiarava di non conoscere il contenuto di nessuna relazione su nessun monitoraggio effettuato in questi anni, ma adesso cita dati con estrema sicurezza.  Ci fa piacere che stia recuperando il tempo perduto, ma dubitiamo di quanto scritto per il momento, viste le premesse.



4 – La nostra proposta di collaborazione sul Lupo.

«Sul tema il consiglio direttivo dell’Ente – annuncia il presidente del Parco dell’Aspromonte – nella prossima seduta di venerdì, discuterà del fenomeno, per stabilire le attività da intraprendere e affrontare anche la tematica dei “porcastri”, particolarmente avvertita dalla popolazione come si evince dalle mobilitazioni continue che vi sono in area Parco, con agricoltori e pastori che piangono lacrime amare, e al cui cospetto quelle di coccodrillo serpeggianti qua e là, per via dell’abbassamento del fieno in qualche greppia, non sono che trascurabile cosa». «Ad ogni modo, voglio sottolineare all’associazione guide – aggiunge – che sul lupo, il 17 settembre 2021, è stata siglato l’avvio di un’azione di sistema trasversale, con lo stesso gruppo dei parchi nazionali e con Ispra che prevede le seguenti attività: a: monitoraggio coordinato con metodo naturalistico; b: censimento mediante campionamento invasivo; c: monitoraggio dell’ibridazione antropogenetica; d: monitoraggio sanitario associato a metodo naturalistico (raccolta feci)». «Come è possibile evincere da quanto sopra scritto – sottolinea – nessuno è fermo e ci scusassero loro maestà guide se non sono state informate per prime».

Non commentiamo la forma offensiva, ma anche qui la risposta non corrisponde neanche lontanamente alla domanda. Nel periodo di marzo 2021, circolano sul Lupo false notizie sulla stampa locale e la nostra Associazione si propone non di fare un monitoraggio, ma piuttosto un progetto di divulgazione finalizzato a promuovere la conservazione della specie – sempre sotto il pieno controllo e direzione dell’Ente Parco – con l’ausilio delle nostre Guide Operatori Nazionali del monitoraggio del Lupo abilitati dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale). Se l’Ente ha così tanto a cuore la conservazione della specie, perché non ha accettato questa collaborazione gratuita?

5 – L’avifauna.

«Quanto al monitoraggio dell’avifauna – spiega Autelitano – riportano gli uffici dell’ente che il “servizio avvistamento ha permesso di caratterizzare per grandi linee e che, a causa di un cambiamento di modalità rilievo, non è stato possibile implementare il progetto. L’Ente ha deciso quindi di sospendere attività per un anno e poter programmare, in maniera compiuta, le attività di monitoraggio secondo un protocollo armonizzabile con quanto già osservato negli anni precedenti. Il 2022 l’attività sarà ripresa attraverso la definizione di un protocollo che possa permettere di recuperare i dati ad oggi non facilmente utilizzabili ed edificare una banca dati robusta per un periodo di monitoraggio pluriennale ben definito, in maniera da quantificare, secondo criteri scientifici, l’entità di flussi migratori in Aspromonte”». «Questo quanto risulta agli atti»

Molto bene, esulando dalle considerazioni scientifiche che saranno altri a giudicare, la nostra richiesta era relativa alla fruizione dell’altana di osservazione sita sulla SP3 ai limiti del Parco. Registriamo, ancora una volta, una completa disconoscenza di quanto scritto o proposto. Sempre il presidente dichiara, nell’incontro del 15 settembre, di non essere a conoscenza della presenza dell’Altana, di proprietà dell’Ente Parco. Vediamo, però, una grande attenzione al fenomeno della migrazione, quanto meno sulla carta. Pertanto, non comprendiamo la risposta data che, anche stavolta, non ha nulla a che vedere con la domanda.

6 – La strategia “chiara” dell’Ente.
 
«Come si vede le critiche appaiono faziose – sostiene Autelitano – l’ente ha una strategia chiara che è stata anche esposta alle guide oltre che illustrate nella relazione programmatica che accompagna il bilancio 2021. È  stato ampiamente spiegato che la scelta principale è quella di riportare la presenza dell’Ente sul territorio, sottraendola al bivacco dei lidi reggini, dove veniva impiegata consistente parte della spesa in maniera arbitraria, in quanto fuori dai confini del Parco, e per altro senza indirizzi dell’organo di amministrazione. In conseguenza di tali scelte è stata privilegiata la riapertura centri visita e delle porte d’accesso, strutture di accoglienza in questi anni inspiegabilmente chiuse, sostenendo al contrario, attività quali quelle del punto informativo dentro al Museo di Reggio Calabria struttura lontana e distante dalle comunità montane del parco. Abbiamo voluto costruire una strategia che guardasse al piano di gestione dei centri visita ed è poco importante se questo non privilegia il business di qualcuno. Abbiamo, inoltre, previsto il rafforzamento della rete museale e, Palazzo Mesiani concesso in comodato d’uso da parte del comune di Bova per la sede del Geoparco, ne è un esempio».

La nostra fazione è l’Aspromonte. L’Ente non ha mai esposto né alle Guide, né a nessun altro, per quanto ne sappiamo, la chiara strategia di cui si parla. Non lo ha fatto in nessuna delle nostre 10 PEC, né de visu nell’incontro del 15 settembre. Ci spieghi qualcuno come si concilia il rifiuto di azioni divulgative, di apertura Info Point e progetti promozionali con la volontà di riportare il Parco sul territorio.
Sui centri visita abbiamo fin da subito concordato con la presidenza la necessità di una severa valutazione ed una maggiore attenzione. Ebbene, dopo due anni quanti centri visita in più sono operativi rispetto a prima e che genere di attività vi si svolgono all’interno? È lecito chiederlo, poiché nessuna indicazione è stata data né a noi, né a nessun altro sulla loro preziosa funzione. È garantita l’apertura festiva, come sarebbe auspicabile per una reale funzione turistica degli stessi? Abbiamo anche qui un chiaro piano di gestione non meglio precisato né presentato pubblicamente? Come dovrebbero funzionare i centri visita, se non si fa alcuna promozione? Su questo punto, molto caro all’attuale presidenza, non vediamo alcun passo avanti rispetto al passato e questo ci dispiace.

7 – Le conclusioni

Il presidente pare affermare:

«È stata affrontata anche la problematica della sentieristica – spiega ancora Auteliano – con attività di potenziamento e riqualificazione, iniziative che vanno finalmente oltre le semplici adozioni di questi anni. Ancora, sono stati avviati i progetti di realizzazione delle “infrastrutture verdi” per un importo totale di 9 milioni e 600 mila euro, fondo convenzionato con MITE fin dal 2017 e mai avviati a realizzazione.  Sono stati avviati gli interventi previsti dal decreto clima annualità 2019 e convenzionati quelli del 2020 per un totale di circa 7 milioni di euro, per non parlare dei progetti inerenti la Ciclovia e il Sentiero Italia, progetti realizzati con la Regione per circa 9 milioni e ormai in fase di ultimazione». «Ma di questo – conclude Autelitano – le Guide ufficiali del Parco non parlano e si tengono a distanza. A loro interessa rinnovare solo le decine e decine e decine e decine di migliaia di euro in precedenza erogati dall’Ente all’Associazione, tra parkbus, monitoraggio e “ammennicoli” vari, indipendentemente se ciò costituisce il ruolo che dovrebbe avere un Ente Parco.  Ma già mi sfuggiva: loro hanno conosciuto un solo modello di Ente parco: quello dell’Aspromonte degli ultimi nove anni e questo spiega tutto».

Anche qui occorre glissare sulla forma offensiva e concentrarsi sui fatti che, a noi, appaiono davvero poco chiari. Da quanto scritto, non si riesce a capire cosa e come nel concreto si stia facendo o finanziando, se non alcuni punti come le infrastrutture verdi, la ciclovia ed il Sentiero Italia che, però, afferiscono a programmazioni precedenti all’insediamento della nuova presidenza. Quindi, siamo spiacenti ma, nonostante tutti gli sforzi, davvero non riusciamo a comprendere questa presunta chiara strategia. Vediamo solo un elenco di confuse giustificazioni che l’Ente si è affrettato a fornire e che forse avrebbe fatto meglio a ponderare di più. Sulle presunte “migliaia e migliaia di euro” abbiamo già dimostrato come si tratti di pochi progetti ben gestiti e mal pagati, per una media di circa 15.000,00 € l’anno. Ci stupiamo, inoltre, del fatto che il presidente guardi a queste cifre con sospetto, poiché è lui stesso a dichiarare durante l’incontro del 15 settembre che il suo modello auspicato di collaborazione Parco-Guide è quello del Parco dell’Arcipelago Toscano. Questo Ente Parco (l’Arcipelago Toscano) paga circa 2000 giornate l’anno alle sue Guide Ufficiali e ad un costo ben superiore del nostro (150,00 € contro i “nostri” 110,00 €), arrivando alla ragguardevole – e meritoria – spesa di 300.000 € ogni anno. Sì, avete letto bene: trecentomila euro ogni anno, solo per le Guide Ufficiali! Ma questo, ribadiamo, nel Parco dell’Arcipelago Toscano, che il presidente Autelitano a parole richiama, ma nei fatti si stupisce di poche migliaia di euro erogate alle Guide Ufficiali del Parco dell’Aspromonte, sempre a fronte di servizi di qualità. Forse anche qui ci sarà una strategia o un cronoprogramma per raggiungere degli obiettivi dei quali, però, nessuno è ancora stato messo al corrente. Attendiamo con ansia il raggiungimento di un risultato simile a quello del Parco Toscano.

Tutto ciò che abbiamo scritto è supportato da lettere, mail, PEC, relazioni, resoconti, fatture, ricevute e documenti in genere, a disposizione di chiunque volesse approfondire.

Il presidente si dimentica, inoltre, di rispondere su numerosi punti, per i quali probabilmente non vi è stato tempo di trovare qualche altra giustificazione. Riportiamo di seguito i punti, stranamente, non trattati nella nota dell’Ente Parco:
1- Perché l’Ente rifiuta l’incontro su proposte progettuali per l’accessibilità dei disabili motori sulla rete dei sentieri da noi proposto?
2 – Come si intende procede per la certificazione degli operatori CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile) avviata prima dell’estate e di cui non abbiamo più notizie?
3 – Cosa prevede, se esiste, la programmazione per rispettare gli impegni necessari a rimanere nella rete dei Geoparchi Unesco con verifiche quadriennali?
4 – Sulla questione della nomina del nuovo direttore che novità ci sono? Apprendiamo dalla stampa di ben due comunicazioni che hanno censurato pesantemente l’operato dell’attuale dirigenza sul punto. Una presidenza così attenta ai presunti illeciti, che augura e promette controlli e sanzioni, come si concilia con questa mancata esecuzione del suo organo controllore e sovraordinato, ovvero il Ministero? Probabilmente sarà uno sbaglio, anche stavolta, degli uffici del MITE o di chiunque altro, fuorché della presidenza.
5 – Ritiene un fatto lecito, l’attuale presidenza, che le comunicazioni da noi indirizzate anche al consiglio direttivo tramite PEC, non siano state dai suoi membri ricevute all’atto dell’invio? Cosa o chi ha causato tale censura? Anche qui speriamo che si faccia piena luce su un modello di gestione che a noi pare tutto fuorché chiaro e luminoso.
 
In conclusione, invitiamo il presidente ad un confronto pubblico con operatori e cittadini del territorio, così se vorrà potrà spiegare a tutti pubblicamente in cosa consiste la chiara strategia dell’attuale presidenza.

Nel frattempo, noi continuiamo ad invocare con forza e determinazione una rinascita del Parco Nazionale dell’Aspromonte e che ognuno faccia la propria parte perché questo accada al più presto possibile.


Tags: aspromonteParco Nazionale d'Aspromonte
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