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Il mare come fonte di energia rinnovabile. Gli studi dell’Università Mediterranea nel seminario dell’Ipsia di Siderno

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di Antonella Scabellone

SIDERNO- Il mare è una fonte inesauribile di energia. Alla pari del petrolio può rappresentare una ricchezza enorme per un territorio. Per questo motivo, oramai da anni, si studiano i metodi e gli strumenti per sfruttarne le potenzialità. Ciò avviene anche in Calabria, e a Reggio in particolare dove, nel Laboratorio naturale di ingegneria marittima, c.d.“NOEL (Natural Ocean Engineering Laboratory)”, di cui è responsabile il Prof. Felice Arena, ubicato sul lungomare Falcomatà, un gruppo di Ricercatori dell’Università Mediterranea si dedica quotidianamente ad attività sperimentali e di ricerca sulla meccanica delle onde generate dal vento e sulla possibilità di ricavare dalle stesse energia elettrica.Una realtà che i giovani studenti dell’Ipsia di Siderno già conoscono avendo, l’ l’Istituto professionale  diretto dal Prof. Gaetano Pedullà, avviato da alcuni anni un percorso di alternanza scuola lavoro con l’Università reggina curato dai Docenti Daniela La Porta e Bruno Iaria.

E per approfondire questo percorso sabato scorso, 5 maggio, presso l’aula magna dell’istituto, si è svolto un seminario avente ad oggetto gli studi di fattibilità relativi alla produzione di  energia elettrica dalle onde del mare, al quale hanno preso parte, in qualità di relatori,  l’Ing. Lorenzo Surace – Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Roccella Jonica – il Prof. Felice Arena – Professore Ordinario di Costruzioni Marittime presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria – e l’Ing. Pietro Fuda, Sindaco del Comune di Siderno.

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Il seminario, principalmente rivolto agli alunni che studiano “i sistemi energetici” nell’ambito del corso dell’indirizzo Manutenzione ed Assistenza Tecnica”, si è aperto con i saluti del dirigente scolastico Gaetano Pedullà, che ha introdotto ’Ing. Lorenzo Surace il quale ha parlato di un innovativo progetto di riqualificazione del Porto delle Grazie di Roccella Jonica, già finanziato con 5 milioni di euro dalla Regione nell’ambito del POR Calabria, la cui realizzazione entrerà nel vivo a partire dal Gennaio del 2019. La finalità è rendere autosufficiente il Porto turistico ed anche il primo chilometro di lungomare ad esso più vicino, grazie all’energia prodotta dal moto ondoso.

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La relazione si è soffermata sui vantaggi e sulle controindicazioni derivanti dalle tecnologie impiegate per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nonché sulle  modalità di produzione dell’energia ricavata dal moto ondoso, specialmente quelle basate su infrastrutture a basso impatto visivo ed ambientale.

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Dalla relazione dell’Ing.Surace è emerso che  tra tutte le energie rinnovabili quella marina presenta dei notevoli vantaggi: un basso impatto ambientale e visivo (non comporta deturpazioni come quelle conseguenti a trivellazione nei fondali marini e nel sottosuolo della Terra), una minore variabilità oraria e giornaliera, e una variazione stagionale favorevole, visto che il potenziale dell’energia dalle onde è più alto in inverno quando i consumi energetici sono accresciuti.“E con i suoi 8.000 km di coste – ha concluso l’Ing. Surace che durante la sua relazione si è avvalso dell’ausilio di filmati e diapositive – “l’Italia possiede un importante potenziale di energia associata al moto ondoso”.

La parola è passata poi al Prof. Felice Arena che ha evidenziato come il mare sia una enorme  fonte di energia, ma sfruttata ancora solo in minima parte, tanto è vero che non sono molti in Italia gli impianti che consentono di produrre energia dal moto ondoso; molto più numerosi sono gli impianti sperimentali e i prototipi, che lasciando ben sperare per il futuro. La zona più favorevole a questa produzione è la costa occidentale della Sardegna dove soffia continuamente un fortissimo vento di maestrale che alimenta il moto ondoso.

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Il docente universitario si è poi soffermato sulle diverse tipologie di energia ricavabile dal mare, a cui corrispondono differenti soluzioni tecnologiche, e precisamente: l’energia maremotrice, l’energia dal moto ondoso, l’energia dal gradiente termico oceanico e l’energia dalle correnti sottomarine. Senza dimenticare che la forza di attrazione gravitazionale della Luna è causa del fenomeno delle maree, che si manifesta con regolari e periodici abbassamenti e innalzamenti di enormi masse d’acqua. Ed utilizzando i dislivelli tra alta e bassa marea, è pure possibile produrre energia elettrica.

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Sul finire l’intervento del Sindaco di Siderno l’Ing. Pietro Fuda che, nell’esprimere compiacimento per gli importanti risultati prodotti dagli studi dei Ricercatori del “Noel” (“è la prima volta-ha detto Fuda- che una Università della Calabria studia una risorsa del territorio come il mare”),ha ricordato il sostegno, anche di carattere economico, che la Provincia di Reggio, all’epoca in cui lui rivestiva la carica di Presidente dell’Ente, ha dato alle ricerche condotte sul campo dal suddetto Laboratorio “Noel”.

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Al termine degli interventi programmati si è registrato un ampio dibattito nel corso del quale gli studenti, hanno dimostrato vivo interesse e gradimento per la tematica proposta, suggestiva anche se non di facile trattazione stante le sue specifiche connotazioni tecnico-scientifiche.

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