di Simona Masciaga (foto fonte web)
SANREMO – L’ evento musicale più atteso dell’ anno ha preso il via ieri sera, come sempre tra polemiche e assensi.
L’abbronzatissimo e loquace Carlo Conti, vero protagonista della serata, ha saputo egregiamente condurre un evento di tale portata con eleganza e simpatia ma, nonostante la presenza al suo fianco di una elegantissima Laura Pausini, non abbiamo ben capito quale fosse il ruolo di Can Yaman, forse un respiro per il gentil sesso.
Come detto la Pausini elegantissima, sfoggia abiti Armani privè indossando, alla prima uscita un abito blu notte in velluto di seta, impreziosito da un collier Pomellato in diamanti con al centro una sfavillante tanzanite blu e alle mani due anelli dello stesso marchio. Da notare un ritorno all’ eleganza da parte delle cantanti in abiti bianchi o neri tranne Ditonellapiaga che, con la sua statuaria fisicità, può anche permettersi di mostrare le intere gambe a dir poco invidiabili e seducenti.
Ma veniamo alle canzoni. Se Fedez e Masini con “Male necessario” hanno conquistato la critica della stampa nazionale, noi sosteniamo che, la bella mescolanza tra rap e melodia potrebbe convincere il pubblico e arrivare sul podio tra i primi tre: il testo è ben scritto e Masini, finalmente ci mette la voce.
Da notare una Serena Brancale completamente trasformata dalla performance dello scorso anno. Diretta dalla sorella Nicole in “Qui con me” trasmette emozioni e, finalmente tira fuori la voce, in un inno dolce e delicato dedicato alla madre.
Elettra Lamborghini con “Voilà “e Sal da Vinci con ” Per sempre sì” sono destinati a non vincere ma a divenire i tormentoni più ballati e ascoltati del 2026: teatro in piedi a ballare durante l’ esibizione dei brani.
Eterea, evanescente, dolcissima Arisa che con “Magica favola” in un semplice giro armonico ci ha trasportato in un mondo fiabesco. Una delle voci più belle dell’attuale musica italiana, trasfonde sempre emozioni sensoriali non indifferenti, anche se , la sua canzone, sarebbe più adatta ad un musical Disney che ad un festival di tale calibro come Sanremo.
Un’attenzione particolare l’abbiamo dedicata a Ermal Meta che sicuramente non vincerà il festival ma, a nostro avviso, merita il premio alla critica come miglior testo. L’ autore e cantante, pur essendo albanese per nascita, si è integrato al 100% in Italia al punto tale da attingere e realizzare da una ninna nanna popolare come “Stella stellina” una poesia dolce e straziante al tempo stesso. In effetti questo brano è dedicato a tutti quei bambini innocenti morti non solo a causa delle guerre, ma vere vittime dell’ indifferenza e della crudeltà umana. Bambini che diventano figli di tutti; una poesia tra sound arabeggiante e folk al ritmo dabka che sa unire radici di memoria a valori umani universali. Una ninna nanna dolce e straziante che evoca atrocità ed ingiustizie da sempre compiute sotto gli occhi del mondo, narrata con rabbia trattenuta e necessariamente soffocata attraverso una bellissima melodia.













