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Reddito di Cittadinanza: stop dal 2024

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di Simona Ansani

Stop al Reddito di Cittadinanza dal 2024. È quanto introdotto nella nuova manovra di bilancio, un provvedimento che fa tremare tutti i percettori del Reddito, che ricordiamo ha preso il via con decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 come misura di contrasto alla povertà. La finalità primaria era un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.

Ma questo inserimento nel mondo del lavoro non c’è mai stato, anzi i percettori del reddito, hanno puntualmente visto caricata la loro carta ogni mese per tre anni. Si è parlato spesso di un decreto dove la teoria e la pratica non si sono mai incontrati, anzi, hanno viaggiato su due mondi distanti.

Si è parlato di soggetti, per fortuna non tutti, fannulloni, che preferivano stare comodi su un divano che trovare lavoro. D’altronde abbiamo letto di casi o visto con i nostri occhi cittadini applicare come buona prassi questo stile di vita.

Si è parlato anche della problematica del lavoro nero, perché alcuni soggetti continuano a prendere il RdC e poi lavorano senza alcun contratto e senza essere messi in regola da datori di lavoro complici di questo sistema. Insomma si è detto è visto di tutto e di più. Ora però, il Governo Meloni intende rottamare il Reddito di Cittadinanza abolendolo dal 2024. Cosa cambia nella sostanza?

«Per chi può lavorare – ha spiegato durante la conferenza stampa il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – è una misura sbagliata. Va bene tutto però vorrei sapere se chi lo ha pensato lo ha immaginato come uno strumento dello Stato per occuparsi delle persone dai 18 ai 60 anni. C’è gente che lo prende da tre anni: evidentemente non ha funzionato. Credo che lo Stato debba occuparsi di loro a trovare un posto di lavoro». I

l reddito cambierà anche nel 2023: «Per chi può lavorare, sarà disponibile solo per 8 mesi al massimo», ha detto Giorgia Meloni, e ci sarà «l’obbligo di risiedere sul territorio nazionale» per chi lo percepisce. I tempi di varo della manovra — ha spiegato il Ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone — non hanno consentito di prevedere una riforma degli interventi sulla povertà: ma un percorso diverso sarà disegnato durante il prossimo anno. C’è un collegamento con la formazione, c’è il passaggio dal sussidio all’attivazione, non come richiamo ma come percorso obbligatorio. Il lavoro stagionale è reso compatibile entro 3.000 euro con il reddito; saranno intensificati i controlli e il beneficio decadrà dopo il rifiuto di un’offerta congrua».

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