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PROTOCOLLO AD HOC PER I DIVERSAMENTE ABILI Adda plaude alla proposta della Garante Canova

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R. & P.

Nella qualita’ di genitore ,di persona rappresentante di Associazioni per la tutela dei disabili ,esprimo un plauso e un sostegno incondizionato alla proposta della Dottoressa Canova che ha centrato in pieno, senza ipocrisia ,le problematiche e le ansie che attanagliano le famiglie difronte a questa dilagante pandemia. Plauso che proviene anche dal Comitato Uniti per l’Autismo Calabria e da Angsa Calabria. Ci fa piacere che la stessa Garante si sia confrontata anche con esponenti Nazionali e questo dimostra che solo la rete puo’ portare risultati.Faremo di tutto affinche’ a tutti i livelli venga portato avanti questo protocollo che prevede: in assenza di sintomi la somministrazione di un test rapido antigenico, più veloce e meno invasivo e in un secondo step, qualora il soggetto risultasse positivo, quella di un test molecolare, sempre somministrato con delle specifiche tutele, quali: Priorità assoluta nella somministrazione e processamento degli screening diagnostici nelle persone diversamente abili così da ridurre i tempi di eventuali quarantene preventive o fiduciarie, che influenzerebbero negativamente la routine giornaliera e terapeutica della persona diversamente abile, con sicure ripercussioni sulla gestione familiare e sanitaria. Per i soggetti disabili collaboranti si dovrebbe prevedere la somministrazione del tampone in regime domiciliare con la presenza del carigiver di riferimento e in un ambiente conosciuto e rassicurante, sempre in presenza di un medico di medicina generale o pediatra di riferimento.Per le disabilità psichiche e/o neuro-atipiche eseguire un test in un ambiente sconosciuto, quindi poco rassicurante, provocherebbe sicuramente reazioni incontrollabili tanto da rendere impossibile l’esame. Per i soggetti disabili non collaboranti, e per i quali risulta necessaria la sedazione,sarebbe opportuno prevedere negli ospedali un supporto specifico anestesiologico, in ambiente assolutamente protetto, raggiungibile con percorsi adeguati e preferenziali, sempre in presenza del cargiver di riferimento. Molte delle persone con disabilità posseggono altre patologie in comorbilità, rientrando all’interno delle casistiche di “fragilità”. Quindi anche in questi casi è necessario, per garantire l’accesso in sicurezza alle cure mediche, prevedere ambienti assolutamente protetti, raggiungibili con percorsi adeguati e preferenziali, sempre in presenza del cargiver di riferimento. Nell’ipotesi di un eventuale e non escludibile ricovero, per i soggetti disabili collaboranti e non, dovrebbe essere consentita la presenza costante della figura familiare di riferimento. Vito Crea Presidente Adda Comitato Uniti Per l’Autismo Calabria Angsa Calabria Componente Assemblea dei soci Fondazione Marino -Delegato Citta Metropolitana RC

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