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Il Movimento 5 Stelle chiede un intervento urgente al canile di Mortara

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IL MoVimento 5 Stelle RICHIEDE IMMEDIATO INTERVENTO NEL CANILE DI MORTARA: MALTRATTAMENTI E ILLEGALITA’. PRESENTATO ESPOSTO E SOLLECITATO IL MINISTERO SALUTE E I NAS.

Il giorno 08.07.2016, a seguito di numerose segnalazioni in merito a presunti maltrattamenti, rappresentati della Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane unitamente ai Portavoce Parlamentari #M5S Paolo Bernini e Federica Dieni , all’etologa Dott.ssa Graziana Moretti e al medico veterinario Dott. Pierluigi Castelli, si recavano presso il canile di Mortara (sito a Pellaro nel Comune di Reggio Calabria) con l’ausilio dei Carabinieri di Pellaro.

“Sono state riscontrare immediatamente numerose criticità strutturali, incompatibili con la detenzione degli animali ed in particolare con il coesistere delle due realtà del canile sanitario e del canile rifugio: all’interno del sanitario sono stati rinvenuti 71 cani, mentre nella zona adibita a rifugio circa 126. Nell’area adibita al sanitario abbiamo trovato 12 cani, per la maggior parte cuccioli, affetti da cimurro.

Due di questi sono stati trovati chiusi in un bagno, altri in una camera e tutti in fini di vita, senza aver ricevuto alcuna assistenza veterinaria. Del tutto assenti le dovute precauzioni e separazioni degli animali malati con quelli presumibilmente sani.

A ciò si aggiunga che l’ambulatorio del sanitario risultava privo di farmaci, ed anche di quelli di primo soccorso. Una situazioni indecente e di cui ho immediatamente provveduto ad informare la Procura con la presentazione dell’esposto, nonché il Ministero della Salute e i Nas.”

dichiara il Portavoce parlamentare del Movimento Cinque Stelle Paolo Bernini che prosegue :

”E’ stato inoltre necessario trasportare con urgenza quindici cani presso la clinica veterinaria del Dottor Iannelli, al fine di poter garantire agli stessi le dovute cure, tenuto conto che l’ambulatorio veterinario del canile sanitario risultava sprovvisto di farmaci, di box per la quarantena e delle più elementari forme di garanzia sanitaria non solo per gli esemplari ammalati, ma anche per quelli che visivamente sembravano non presentare sintomi evidenti di patologie. In risposta a questo nostro accesso, ancora non è stato disposto alcun intervento dalle Autorità informate dei fatti.

All’interno della struttura, che svolge la sua attività in modo evidentemente illegittimo, stanno avvenendo reati in danno agli animali, e, in tutta risposta sono stati invece disposti controlli presso il locale canile rifugio della Lega del Cane.

E’ evidente che se le Autorità preposte non saranno operative a breve, utilizzerò l’articolo 40 del nostro codice penale che all comma 2, con estrema chiarezza definisce le responsabilità dei pubblici ufficiali e delle Autorità informati di reati in corso e che non agiscono per fermare questi reati nelle loro possibili ed estreme conseguenze.

Non è più accettabile che, a fronte di quanto previsto dalla legge, esistano ancora realtà come queste e che ci vogliano giorni per intervenire come dovuto e come previsto dalla normativa vigente.”

L’avvocato Aurora Loprete lo evidenzia inoltre che: ”Le gravi criticità strutturali del canile, che comunque possiede il certificato di agibilità,
(nonostante non vi sia attualmente l’allaccio alla rete fognaria e nonostante si tratti di struttura insistente su terreno di proprietà privata ceduto all’amministrazione comunale ma mai trascritto ai fini pubblicistici, e per il quale pare non essere intervenuta neppure la destinazione urbanistica;),
e una valutazione positiva in merito alla condizioni igienico sanitarie della stessa,- nonostante sia priva di confinamento tra sanitario e rifugio, di un ambulatorio attrezzato, e di box di quarantena (la struttura già nel 2014 non si presentava funzionale), nonostante nella struttura non fosse presente nessuno dei professionisti previsti per legge, unitamente alla mala gestione del canile sono indici e segno di maltrattamento nei confronti dei cani ivi accolti, i quali non possono essere vittima di incuria e negligenza da parte di chi invece dovrebbe garantirne il benessere.

A ciò aggiungasi che a fronte di 71 cani, solo su 10 risultava essere stata praticata la sterilizzazione. Permane quindi una aperta violazione della normativa vigente, ma soprattutto il rischio che in canile avvengano accoppiamenti e relative nuove nascite poiché i cani maschi non sono nemmeno separati dalle femmine. Inoltre l’avvocatessa ha richiesto accertamenti in merito a tutta la procedura che ha poi condotto all’aggiudicazione definitiva dell’appalto”

Fonte: profilo fb Paolo Bernini

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