di Redazione
Abbiamo raggiunto l’Onorevole Domenico Giannetta candidato alle suppletive per Futuro Nazionale, per una intervista sulle motivazioni di questa candidatura e sul futuro della Calabria.
Onorevole Giannetta, lei ha alle spalle una lunga storia in Forza Italia e oggi si candida con Futuro Nazionale. Perché un elettore del centrodestra dovrebbe seguirla?
Perché non ho cambiato né territorio, né valori, né le persone alle quali rispondo. Ho cambiato strumento politico quando ho ritenuto che non fosse più in grado di rappresentare il mio modo di intendere la politica.
Non rinnego la mia storia in Forza Italia. Ma quella storia mi dà oggi la libertà di dire che una stagione si è conclusa. In Futuro Nazionale ho ritrovato una militanza appassionata e la possibilità di tornare a costruire dal basso, con il territorio protagonista.
La nuova Statale 106 è una delle grandi questioni della Locride. Qual è la sua posizione?
Su una cosa non possiamo arretrare: la nuova 106 deve essere una strada di categoria B, moderna, sicura e adeguata alle esigenze dei prossimi decenni. Non possiamo costruire oggi un’infrastruttura già vecchia domani.
Sul tracciato bisogna ascoltare le valutazioni tecniche e il territorio. Se la soluzione costiera sarà ritenuta la più efficace, dovrà essere accompagnata da collegamenti e opere compensative vere per i centri interni. La 106 deve unire la Locride, non dividerla.
Quello che non possiamo più permetterci sono altri cinque o dieci anni di discussioni. Servono una scelta, risorse certe e un cronoprogramma. Da parlamentare porterei a Roma la voce unitaria del territorio e incalzerei Governo e Anas sul rispetto dei tempi. Su questa infrastruttura abbiamo discusso abbastanza. Adesso bisogna decidere e costruire.
Da medico, quale sarebbe la sua priorità sulla sanità calabrese?
Riconosco ciò che di positivo è stato fatto dalla gestione Occhiuto, ma i problemi restano: personale, liste d’attesa, mobilità sanitaria. La vera emergenza è il rapporto tra ospedale e territorio. Se il territorio non funziona, tutto finisce nei pronto soccorso.
In Parlamento lavorerei su tre fronti: rafforzare il personale sanitario, potenziare la medicina territoriale e abbattere le liste d’attesa. Dobbiamo creare le condizioni per trattenere medici e infermieri in Calabria.
E dobbiamo ridurre la mobilità sanitaria. Un calabrese deve essere libero di curarsi fuori regione, non costretto a farlo perché qui non trova una prestazione nei tempi necessari. La sanità non si misura con gli annunci, ma con il tempo che passa tra il bisogno di una cura e la possibilità concreta di riceverla.
Futuro Nazionale pone al centro anche la natalità. Come si può fermare lo spopolamento della Calabria?
Natalità e spopolamento sono due facce dello stesso problema. Possiamo introdurre tutti i bonus che vogliamo, ma se un giovane deve lasciare la Calabria per lavorare, difficilmente costruirà qui la propria famiglia.
Per questo proponiamo un vero quoziente familiare e una fiscalità più favorevole per giovani e famiglie che scelgono di restare o trasferirsi nei territori che perdono popolazione.
Il punto non è creare l’ennesimo bonus, ma costruire una politica stabile che tenga insieme lavoro, casa, figli e fisco. Il vero incentivo alla natalità è dare a una giovane coppia la certezza di poter costruire qui il proprio futuro.
Se fosse eletto, quali sarebbero le prime tre questioni del territorio reggino che porterebbe a Roma?
Infrastrutture, sanità e lavoro.
Partirei dalla Statale 106 e dalla necessità di rompere finalmente l’isolamento della fascia ionica. Poi sanità, con personale, liste d’attesa e mobilità. Infine lavoro: gli incentivi alle imprese devono essere legati alla creazione di occupazione stabile e alla capacità di trattenere i nostri giovani.
Sbaglia chi promette miracoli. Un deputato non può risolvere da solo problemi accumulati in decenni. Può però fare una cosa concreta: trasformare le esigenze del territorio in atti parlamentari, emendamenti, interlocuzioni con i ministeri e controllo sugli investimenti.
Dopo anni di appassionata attività amministrativa istituzionale e politica, quattro legislature nel parlamento regionale, metto la mia esperienza politica ed istituzionale ancora una volta a servizio della nostra terra, per dare portare a Roma la nostra voce. E con Futuro Nazionale e il Generale Roberto Vannacci ce la faremo. Abbiamo voluto che questa campagna elettorale partisse dalla Locride, e oggi possiamo dirlo con orgoglio: è stata una scelta forte e significativa. A Siderno, il generale Vannacci ha abbracciato la Locride e raccolto l’impegno a dedicare un’attenzione particolare a questo territorio.
Sono arrivati tanti giovani militanti appassionati e persone da ogni parte, unite dall’entusiasmo per il nostro progetto. Questa militanza avanguardista, appassionata e determinata ci stimola e ci motiva a lottare fino in fondo.
La prima corsa verso un futuro nazionale parte da qui: dalla Locride, dalla Calabria.













