Una fetta piuttosto farcita degli scopi militari che soggiacciono giustappunto all’ingegneria del clima clandestino insistono proprio nel volere cambiare ciò che Madre Natura ci regala ogni giorno o, per meglio dire ancora, vorrebbe regalarci giacché non sempre le riesce ed il perché è presto detto: ci sono documenti ufficiali che risalgono al 1891 con il primo di questi brevetti che mutano il clima, nella fattispecie “Il metodo di produzione della pioggia”, avente codice alfanumerico US462795A. Cento e passa anni che pesano come macigni sulla salute del mondo e che i sottoscrittori del ddl “Cieli Blu” denunciano come “Un volere offuscare e annebbiare l’aria con la chimica – essi affermano – dobbiamo riprenderci l’umanità delle nostre vite, dobbiamo riprenderci la dignità di un’esistenza vissuta in pace in un ambiente non distrutto”.
di Antonio Baldari
A poco meno di venti giorni dal “battesimo” ufficiale del ddl “Cieli Blu” alla Camera dei Deputati, a seguito di presentazione di iniziativa popolare in Cassazione da parte dell’avvocato Frida Chialastri e di un nutrito gruppo di cittadini ossequianti, con consequenziale sottoscrizione di firme raggiungenti il quorum previsto di 50mila firme, torniamo quest’oggi sulla delicata tematica della geoingegneria o, per meglio esplicare, ingegneria del clima clandestina, con una consistente parte che sulle colonne della Nostra Testata abbiamo già affrontato: “Brevetti internazionali per modificare il meteo”.
Eh sì perché una fetta piuttosto farcita degli scopi militari che soggiacciono giustappunto alla geoingegneria insistono proprio nel volere cambiare ciò che Madre Natura ci regala ogni giorno o, per meglio dire ancora, vorrebbe regalarci giacché non sempre le riesce ed il perché è già presto detto; come abbiamo avuto modo di riportare nelle scorse edizioni tali documenti ufficiali risalgono a ben oltre un secolo fa, ed esattamente al 1891con il primo di questi brevetti che mutano il clima, nella fattispecie “Il metodo di produzione della pioggia” avente codice alfanumerico US462795A.
Abbiamo successivamente fornito i susseguenti metodi per la modifica del meteo sino agli anni Trenta, quasi a ridosso del Secondo conflitto mondiale, con una decina circa di questi processi tendenti a mutare le condizioni meteorologiche; essendo maggiormente precisi il tutto, dal 1932 al 1939, è da ricondursi allo “Attacco atomizzante per scarichi motori aerei”; “Sistema elettrico e metodo per spruzzare scie chimiche”; “Attrezzature spray per aerei”; “Skywriting apparatus”; “Metodo di smaltimento della nebbia”; “Processo di dissipazione della nebbia” e, infine, “Metodo per la pulizia del vapore”: per non tediare Voi, Lettori carissimi, Vi risparmiamo gli afferenti codici alfanumerici.
Anche perché ciò che conta maggiormente consta nella sostanza di quello che gli stessi brevetti esprimono, così come i loro successori sino al finire degli anni Sessanta, passando per gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, con una vera e propria…scia, manco a dirlo!, di metodi modificanti la meteorologia di quegli anni e con ogni probabilità successivi se è vero com’è vero che il sopraccitato disegno di legge “Cieli Blu” fa riferimento a quella cromìa che da parecchio tempo, oramai è quasi del tutto invisibile agli occhi di noi esseri umani, quel “Blu cobalto” che si riesce ad intercettare soltanto da quasi del tutto ingiallite foto di diversi lustri fa.
Ed invero, si va dalla “Miscela produttrice di fumo” al “Pentaeritritolo desensibilizzato e tetranitrato esplosivo”; dal “Metodo di formazione e precipitazione dei cristalli” al “Processo di controllo del tempo”; e poi ancora, “Apparecchio per diffusione di materiale per aeroplani” e “Metodo e apparecchio per la rilevazione di particelle minute che formano cristalli sospese in atmosfera gassosa”; “Generazione di campi elettrici per ricaricare le nuvole” e “Metodo di dispersione di nebbie e nuvole atmosferiche naturali”.
C’è anche spazio, in questa fredda quanto ferma volontà di cambiare il meteo, per altre metodologie inerenti il “Proiettile di anidride carbonica in semina di nuvole” così come la “Polvere incendiaria composta contenente sali ossidanti rivestiti di metallo”; inoltre, si segnalano brevetti regolarmente registrati che hanno riguardo alla “Composizione pirotecnica comprendente ossidante solido, boro e additivo alluminio e legante”; allo “Apparecchio per la semina delle nuvole” e al “Distributore di particelle fluidizzate (us Aeronautica)”.
Cento e passa anni che pesano come macigni sulla salute del mondo, e che i sottoscrittori del ddl “Cieli Blu” denunciano come “Un volere offuscare e annebbiare l’aria con la chimica – essi affermano – dobbiamo riprenderci l’umanità delle nostre vite, dobbiamo riprenderci la dignità di un’esistenza vissuta in pace in un ambiente non distrutto”: “Cieli Blu” sarà l’inizio di tale buon proposito o, shakespearianamente agevolando, il sogno di una notte di mezza estate?












