di Patrizia Massara Di Nallo (foto fonte Ansa)
Il Banco alimentare della Calabria rivolge un invito al mondo produttivo e alle realtà del territorio in vista dell’autunno e dell’inverno perchè il permanere del carovita potrebbe tradursi in un aumento delle richieste di aiuto alimentare da parte delle famiglie più fragili. L’appello è rivolto in particolare alle aziende agroalimentari, alle organizzazioni di produttori, agli imprenditori e a quanti possono contribuire attraverso donazioni di eccedenze e prodotti alimentari. Gianni Romeo, direttore generale del Banco alimentare della Calabria, ha affermato:”Non possiamo ancora quantificare quale sarà l’incremento, ma i segnali ci impongono di prepararci” e ha aggiunto: “Famiglie con figli minori, anziani soli, persone che già vivono una situazione di difficoltà sono inevitabilmente le più esposte all’aumento del costo della vita. Per questo riteniamo necessario muoverci prima che l’emergenza diventi ancora più evidente” continuando Romeo “In questo momento gli arrivi sono significativi, ma ciò che raccogliamo non è mai troppo rispetto alle necessità che incontriamo quotidianamente” e proseguendo: “Se nei prossimi mesi le richieste dovessero crescere, avremo bisogno di una rete ancora più forte. Chiediamo quindi alle imprese e ai produttori calabresi di stare al nostro fianco”, Conclude Romeo “Ci metteremo tutto ciò che abbiamo, ma questa è una sfida che nessuno può affrontare da solo. Nei momenti più difficili la Calabria ha sempre dimostrato una grande capacità di solidarietà. È a questo ‘esercito del bene’, fatto di aziende, associazioni, volontari e cittadini, che oggi chiediamo di mobilitarsi ancora una volta, perché nessuno venga lasciato indietro”. Il Banco alimentare della Calabria si prepara dunque a rafforzare la propria capacità di risposta, mettendo a disposizione strutture, mezzi, volontari e la rete di organizzazioni che quotidianamente raggiunge le persone in difficoltà sul territorio regionale.
La storia nazionale del Banco inizia nel 1989 quando un gruppo di amici decide di replicare in Italia un’esperienza simile ad una realtà già esistente in Spagna e affitta il primo magazzino a Meda (MI), grazie ad una donazione ricevuta dal Cav. Danilo Fossati (titolare della STAR). Quando Fossati conosce don Luigi Giussani, punto di riferimento per il gruppo di amici, nasce subito una profonda intesa che li porterà a condividere e a realizzare desideri presenti nei loro cuori: ridurre gli sprechi alimentari e aiutare le persone più bisognose. Il Banco Alimentare è una rete composta dalla Fondazione che ha una funzione di coordinamento centrale e da 21 banchi regionali, tra cui Banco Alimentare della Calabria ODV. L’Associazione oltre ad operare presso la sua sede legale svolge la sua attività nelle sedi distaccate di Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Precisamente l’Associazione Banco Alimentare della Calabria OdV è un ente senza scopo di lucro, costituito il 22 giugno 2000, che si propone l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale nei settori dell’assistenza sociale e della beneficenza nel solco della tradizione cristiana, della dottrina sociale della Chiesa e del suo Magistero, secondo il principio di sussidiarietà e secondo la concezione educativa del “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”.
Per il raggiungimento dei suoi scopi l’Associazione provvede, in particolare, al recupero delle eccedenze di produzione agricola, dell’industria, specialmente alimentare, della Grande Distribuzione e della Ristorazione organizzata, delle istituzioni pubbliche e dei punti vendita alimentari. Si occupa inoltre della raccolta di generi alimentari presso i punti vendita della Grande Distribuzione nel corso della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e di collette di alimenti donati presso altre organizzazioni. Quanto recuperato e raccolto viene ridistribuito a titolo gratuito ad enti non profit che si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri, agli emarginati e, in generale, a persone in stato di bisogno sul territorio italiano. Alimenti ancora buoni vengono salvati dallo spreco e ritrovano un’utilità presso le organizzazioni partner territoriali che gratuitamente li ricevono e li offrono ai loro beneficiari. Inoltre si raggiungono vari scopi come quello economico e ambientale perchè le eccedenze salvate dallo spreco hanno un impatto economico positivo sulle aziende donatrici che così riducono i costi di stoccaggio e smaltimento, e permettono alle OpT di risparmiare risorse dedicate all’acquisto di cibo. Il recupero delle eccedenze impedisce che queste diventino rifiuti, permette un risparmio in risorse energetiche e un conseguente abbattimento delle emissioni di CO2 equivalenti nell’ambiente.
Sabato 14 novembre p.v. si terrà la trentesima giornata Nazionale della Colletta Alimentare che prevede la presenza di volontari presso i Punti Vendita aderenti della Grande Distribuzione Organizzata che invitano centinaia di migliaia di persone che vanno a fare la spesa a donare una parte della propria spesa per le persone in difficoltà. L’obiettivo di questo evento è sensibilizzare la società civile sul problema della povertà, richiamando ai concetti di condivisione, gratuità e carità e raccogliere alimenti attraverso le donazioni delle persone che vi partecipano secondo il principio educativo “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”.
Quest’anno, il messaggio guida della Colletta Alimentare è tratto dal Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la X Giornata Mondiale dei Poveri. Di seguito riportiamo il passaggio che Banco Alimentare e Banco Farmaceutico hanno scelto di condividere per la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e la Giornata di Raccolta del Farmaco, per ribadire l’unità d’intento e di azione tra i due Banchi nel servizio a chi è in difficoltà. “I poveri dei nostri giorni sono i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane. Possano costoro incontrare il Figlio di Dio che a tutti si fa prossimo senza trascurare nessuno. L’incontrino anzitutto in coloro che si dicono cristiani.[…] In Cristo siamo chiamati anche noi a diventare poveri e a farci rifugio per il povero […] senza “distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto.”[…] Gesù di Nazareth è il dono di Dio ai poveri. […] Per quanti sono privi di una casa, di un lavoro, dell’istruzione, del cibo, della salute si apre una nuova via: la condivisione come espressione del Regno di Dio”.













