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RIUTILIZZO BENI CONFISCATI La Regione finanzia 8 progetti. Nessuno concepito nella Locride

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di Gianluca Albanese

SIDERNO – E’ stata approvata e pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria n° 93 di ieri, la graduatoria definitiva del finanziamento dei progetti e delle iniziative per la promozione e il sostegno di interventi per il riutilizzo dei terreni confiscati alla criminalità organizzata, come da avviso pubblico reso noto con decreto numero 10276 dello scorso 25 agosto.

I soggetti beneficiari sono otto in tutta la regione, che si dividono una piccola “torta” di poco meno di 120.000 euro, 119.833 per la precisione, divisi in contributi singoli di 15.000 euro per tutti, tranne la coop sociale “Valle del Marro – Libera terra” di Gioia tauro, che ha avuto qualche spicciolo in meno, ovvero 14.888 euro e la coop sociale Terre Ioniche Libera Terra di Isola Capo Rizzuto, che ha avuto 14.945 euro.

Oltre ad esse, come dicevamo, hanno avuto un contributo di 15.000 euro pro capite il consorzio Macramè di Melito Porto Salvo, la coop sociale Sela di Campo Calabro, l’associazione Chiesa Cristiana di Reggio Calabria, la coop sociale futura di Maropati (impegnata, tra l’altro, in alcuni progetti del genere che si stanno realizzando a Gioiosa Ionica), la coop sociale “Giovani in vita” di Sinopoli e il Consultorio Familiare Diocesano di Cittanova.

Come si evince facilmente dall’elenco, non c’è nemmeno una società, associazione o coop sociale della Locride.

Forse questa attività non interessa quanto altri business che si sono sviluppati parecchio da noi, come, ad esempio, la cura dei progetti di accoglienza degli immigrati nell’ambito del sistema Sprar?

 

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