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Registro tumori, servono atti concreti

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DI SEGUITO LA NOTA STAMPA DELL’OSSERVATORIO DIRITTO PER LA VITA 

Nel nostro Paese i malati di cancro sopravvivono più a lungo rispetto alla media del Vecchio continente.

 

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A 5 anni dalla diagnosi è vivo un paziente su 3 (32%) contro uno su 4 (25%), con risultati particolarmente sopra la media per i tumori a rene (67% contro 61%), prostata (89% verso 83%), colon (61% vs 57%) e seno (86% vs 82%). A certificare l’eccellenza tricolore è lo studio ‘Eurocare-5’, condotto dai ricercatori dell’Istituto nazionale tumori di Milano e dell’Istituto superiore di sanità, e pubblicato su ‘Lancet Oncology’.

La ricerca conferma anche un aumento della sopravvivenza nei tumori pediatrici: oggi a 5 anni dalla diagnosi di cancro vivono 8 bambini su 10 (79%, contro il 76% del periodo 1999-2001). Il lavoro ha indagato sulla sopravvivenza ai 10 tumori più diffusi, per confrontare la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di oltre 10 milioni di adulti e 60.415 bambini europei diagnosticati tra il 2000 e il 2007, e osservati fino al 2008. Una fotografia che mostra come resistano “molte le differenze in Europa”.

La Penisola, “insieme a Paesi come il Portogallo e la Spagna – spiegano gli esperti in una nota dell’Int – è tra i le nazioni con una maggiore sopravvivenza per la maggior parte dei tumori. I livelli sono alti anche nei Paesi nordici (ad eccezione della sola Danimarca) e dell’Europa centrale (Austria, Belgio, Francia, Germania, Svizzera e Paesi Bassi). Questa indagine è scaturita da un accurato studio dei dati emersi dai registri di tumore dei 29 Paesi europei oggetto del monitoraggio.

Alle nostre latitudini invece, la direzione dell’ ASP della provincia di Reggio Calabria, sembra non comprendere l’importanza rivestita dall’istituzione del registro tumori. Essa infatti, spera solo nella perseveranza della dottoressa Filomena Zappia, incaricata, con la delibera nr.90 del 26 febbraio, di compiere l’ ardua missione di racimolare, quasi elemosinare la disponibilità di qualche collega che possa prestare la sua collaborazione nella realizzazione di questo efficacissimo strumento di prevenzione,indagine e ad essere lungimiranti, anche di contenimento della spesa.

Proprio per tale problematica si è riunita martedì 3 dicembre al Palazzo Campanella di Reggio Calabria, la terza commissione sanità regionale, dando l’opportunità alle tante associazioni che vi hanno aderito, di esporre le varie emergenze di ordine ambientale e socio sanitario che insistono sul territorio su cui operano.

L’intervento dei componenti dell’Osservatorio Diritto per la Vita, è stato finalizzato alle richieste di atti concreti.

Prevedendo la già citata delibera, il reperimento tra il personale di 1 unità con competenze informatiche e statistiche, hanno chiesto il rinnovo del contratto allo statistico, attualmente con contratto sospeso, in forza all’Osservatorio Epidemiologico di Locri.Il cui dirigente, la dott.ssa Zappia, ritiene “questa figura imprescindibile per il ruolo che egli avrebbe nell’elaborazione statistica dei dati del Registro e nel corso degli studi da effettuare su particolari criticità che si potrebbero delineare successivamente, a registro ottenuto”.

Si è chiesta anche la riorganizzazione informatizzata dei ReNCAM-Registri Nominativi Causa di Morte-(anche menzionati in delibera)negli ambiti di Siderno-Palmi-Reggio C., i cui flussi informatici, andrebbero a confluire nell’Osservatorio Epidemiologico.I suddetti erano stati istituiti col contratto dirigenza sanitaria (1998-2001), ma successivamente decaduti con l’accorpamento delle ASL all’ASP.
Inoltre, al fine di poter ottenere un riscontro ottimale della mortalità correlata ai casi di patologie oncologiche, hanno invitato l’ASP, a farsi carico dell’ organizzazione di corsi di aggiornamento per approfondire il delicato aspetto della compilazione delle schede di morte ISTAT.

Anche il dott. Alberto Meleca, dirigente medico responsabile dell’Ufficio di prevenzione e igiene di Siderno, procedette in tal senso negli scorsi anni, segnalando tale problematica con apposita comunicazione scritta agli organi preposti.

In conclusione, le trentacinque associazioni aderenti all’ Osservatorio Diritto per la Vita, nell’attesa di sottoscrivere un’ apposita richiesta formale da inoltrare all’ASP di Reggio Calabria, pretendono di avere notizie certe in merito al personale assegnato al Registro Tumori e sull’avvio della sua formazione, elemento questo, di fondamentale importanza per poter iniziare concretamente l’attività del Registro.

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