di Redazione
SIDERNO- Si è concluso nel migliore dei modi, sul territorio locrideo, un drammatico capitolo di violenza domestica. La VII Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha respinto per inammissibilità il ricorso dell’imputato, un pericoloso pluripregiudicato di Siderno, rendendo definitiva la condanna a 5 anni e mesi 1 di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia. Con l’esecuzione immediata del provvedimento di carcerazione si chiude un incubo durato anni per le vittime, una donna e un minore, quest’ultimo penalizzato anche dal trauma della violenza assistita.
Questo importante verdetto, decretato il 16 ottobre 2026, dimostra la concreta efficacia dello Stato quando si attiva una sinergia totale tra istituzioni. Decisivo è stato il ruolo dello Sportello Antiviolenza del Comune di Siderno, guidato dall’Avvocato Caterina Origlia, che ha curato la difesa tecnica delle parti civili. Fin dal primo grado di giudizio, la difesa ha costruito un quadro probatorio solido e inattaccabile, blindando il risultato fino alla Cassazione.
Un plauso e un ringraziamento profondo vanno agli uomini e alle donne del Commissariato della Polizia di Stato di Siderno per l’ incessante lavoro svolto in fase investigativa, su cui si è fondato l’intero impianto accusatorio, oltre che per la vicinanza umana alle vittime, che li ha portati a vigilare scrupolosamente a tutela della loro incolumità.

“In processi così delicati, la difesa tecnica delle parti civili è determinante per scardinare il muro di isolamento e scetticismo che spesso soffoca le vittime”, ha dichiarato con soddisfazione l’Avv. Caterina Origlia. “Questo verdetto non è solo un successo tecnico-giuridico, ma rappresenta un riscatto umano profondo contro la paura di non essere credute. Il nostro ringraziamento va agli operatori di polizia, che non hanno mai lasciato sole le vittime, e alla tenacia di questa madre e del suo bambino, che oggi riacquistano la propria libertà e dignità”.
Per l’uomo, ritenuto responsabile di gravi e continue vessazioni e sofferenze fisiche e morali ai danni dei suoi familiari tra le mura di casa, si sono aperte così le porte del carcere con esecuzione immediata della pena.
Questa sentenza lancia un messaggio di forte speranza e fiducia nelle istituzioni per tutte le vittime di violenza: rompere il silenzio è possibile, e lo Stato c’è, pronto a proteggere e a fare giustizia.














