V’è politicamente traccia di cosa si intendesse fare con l’altrimenti detta ingegneria del clima clandestina già da circa tre lustri orsono, e più precisamente nell’Anno Domini 2013 con l’allora rappresentante della Lega Nord che prese carta e penna per scrivere alla Commissione europea avanzando a Bruxelles un’interrogazione con richiesta di risposta scritta E-008804-13, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 117 del regolamento: “Può la Commissione spiegare su quali basi scientifiche l’inalazione continuata di metalli pesanti e il depositarsi di essi sul suolo, contaminando acqua e cibo, siano del tutto innocui per il mantenimento di elevati standard qualitativi di vita di 500 milioni di europei?” – chiese l’allora rappresentante del “Carroccio” a Montecitorio.
di Antonio Baldari
Passano i giorni ed il “D-Day” per la presentazione ufficiale del ddl “Cieli blu” si avvicina; come anticipato sulle colonne della Nostra Testata giornalistica il prossimo lunedì 9 novembre l’avvocato Frida Chialastri, promotrice della summenzionata proposta di legge unitamente ad una decina di cittadini, presenterà alla Camera dei Deputati la raccolta delle sottoscrizioni in numero di 50mila, tante quante ne occorrevano per potere raggiungere il quorum e, conseguentemente, l’obiettivo di far dire alla Politica italiana da che parte si sta, se con l’ingegneria del clima clandestina o sull’altro versante che vede un ambiente sano e scevro da tutto ciò che lo sta avvelenando sempre di più, posto che ne va di mezzo la salute presente e futura dei cittadini italiani.
Ad onor del vero v’è politicamente traccia di cosa si intendesse fare con l’altrimenti detta “Geoingegneria” già da circa tre lustri orsono, e più precisamente nell’Anno Domini 2013 con l’allora deputato della Lega Nord, Matteo Salvini, che prese carta e penna per scrivere alla Commissione europea chiedendo lumi all’istituzione politica del Vecchio Continente; fu un anno, quello del 2013, particolarmente importante per l’attuale leader leghista (ancorché da pochi giorni dimissionario nelle vesti di segretario, nda), oseremmo dire della “svolta” stante l’avvenuta elezione quale deputato a seguito delle consultazioni politiche del febbraio di quell’anno, e, di seguito, nel mese di dicembre, quale segretario del partito del “Carroccio” al congresso di Torino.
Insomma, un anno fondamentale per lui che però, nel mese di luglio, vide anche un altro momento particolarmente importante, forse obliato dai più, con cui Salvini intese avanzare a Bruxelles un’interrogazione con richiesta di risposta scritta E-008804-13, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 117 del regolamento; ed invero, l’allora deputato del partito di Alberto da Giussano osservò come “Una vasta parte della comunità scientifica internazionale ritiene che le scie rilasciate dagli aerei disperdano nell’aria sostanze tossiche, quali alluminio, bario e ferro, e siano pertanto estremamente pericolose. La presenza di queste sostanze nell’atmosfera e gli effetti che hanno sull’uomo – si veda la sindrome di Morgellus, già oggetto di interrogazione parlamentare (E-002906/2021) –, su fauna, flora e quindi sull’intera catena alimentare sono stati illustrati durante un seminario che si è tenuto in seno al Parlamento europeo nel marzo 2013. Può la Commissione spiegare su quali basi scientifiche l’inalazione continuata di metalli pesanti e il depositarsi di essi sul suolo, contaminando acqua e cibo, siano del tutto innocui per il mantenimento di elevati standard qualitativi di vita di 500 milioni di europei?”.
Ed ancora, l’allora rappresentante della Lega a Montecitorio continuò il proprio intervento asserendo ed al contempo chiedendo che “Le informazioni pubbliche riguardo a scie chimiche e geoingegneria appaiono inadeguate. Solo sul sito del Parlamento tedesco è possibile trovare documenti che spiegano cosa sia la geoingegneria. Come mai questo tipo d’informazioni è sconosciuto nella gran parte degli Stati europei e dalla Commissione europea? Quale è il livello di coinvolgimento dell’Agenzia europea dell’ambiente?”.
Salvini si appalesò anche piuttosto completo nell’informazione rivolta alla Commissione dell’Unione se è vero com’è vero che andò a ritroso di qualche anno affermando che “Nel settembre 2009, con risposta data all’interrogazione E-3730/2009 dell’on. Jim Higgins, la Commissione dichiarò di aver intenzione di seguire gli sviluppi scientifici in questo campo e di intervenire una volta che l’impatto fosse più chiaro. Può la Commissione riferire quale sia lo stato di avanzamento di questi sviluppi scientifici da lei seguiti?”, proseguendo nell’immediatezza per chiosare come “Nel settembre 2011, con risposta all’interrogazione E-006621/2011 dell’on. Nessa Childers, la Commissione si impegnò a “indagare sulle ripercussioni climatiche non correlate alle emissioni di CO2 del settore aereo” e a “presentare una proposta in merito, nel quadro delle politiche globali dell’UE in materia di cambiamenti climatici in futuro”. Può la Commissione fornire informazioni sullo stato di avanzamento di queste indagini e di tale proposta?”.
Interrogativi che all’epoca pesarono come macigni, ed ancora di più nell’oggi pesano se si pensa che nella nazione dell’onorevole Salvini, ossia l’Italia, c’è voluta una proposta di legge ad iniziativa popolare, il succitato ddl “Cieli blu”, per fare chiarezza circa lo stato di avanzamento della geoingegneria nello Stivale, evidentemente avanzata rispetto ad allora e non di poco!