
di Simona Ansani – Immagini e Video di Enzo Lacopo © 2026
SIDERNO – Si è svolto ieri a Siderno il convegno “L’ Europa dopo il PNRR. L’impegno per l’italia e il Mezzogiorno” promosso dal Partito Democratico, circolo di Siderno. Fra i relatori presenti nella sala consiliare, Pietro Tropiano (esperto di finanza agevolata e politiche economiche), Maria Letizia Longo (esperto di PNRR), Giuseppe Ranuccio (consigliere regionale Calabria), il Senatore e segretario regionale PD Nicola Irto, in collegamento da remoto, e l’eurodeputato Raffaele Topo.
Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Siderno Maria Teresa Fragomeni, la prima cittadina ha evidenziato la necessità di una Europa che debba riflettere su un grande piano di investimenti e opere pubbliche anche per il dopo PNRR. Non una proroga del PNRR. Una nuova politica europea di investimenti. Dunque se il dopo PNRR riguarda anche la capacità dei Comuni di gestire le opere già realizzate, occorrono personale, competenze e risorse correnti «che solo – ha detto Fragomeni – un’Europa che continui a investire, uno Stato che garantisca le grandi infrastrutture e gli stessi diritti fondamentali ovunque, Regioni che programmino guardando ai territori nel loro insieme e Comuni messi nelle condizioni di trasformare tutto questo in servizi e qualità della vita».
I dati però parlano chiaro la Calabria si attesta al penultimo posto per l’attuazione e realizzazione di opere con gli investimenti del PNRR, una sfida probabilmente persa aggiungiamo noi, ma la notizia positiva è che il comune di Siderno ha ottenuto uno dei migliori risultati della Locride, il 100 per cento delle opere realizzate.
《Cosa rappresenterà il “dopo PNRR”? Un ritorno al passato oppure l’inizio di una nuova stagione politica europea?》. È la domanda della consigliera Anna Maria Felicità e vice segretario del PD, rivolta al pubblico presente in aula. 《Perché il PNRR non è stato soltanto una straordinaria opportunità di investimento, ma anche la dimostrazione che, di fronte a una crisi comune, l’Europa può rispondere con strumenti comuni, mettendo al centro la solidarietà e lo sviluppo dei territori. E oggi, in uno scenario internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche, rincari energetici e difficoltà per famiglie e imprese, quella capacità di risposta comune diventa ancora più importante. Non possiamo chiedere all’Europa di investire nella coesione e nella riduzione delle disuguaglianze territoriali e, contemporaneamente, assistere a un Governo nazionale che porta avanti una riforma che rischia di compromettere proprio quell’obiettivo.
E considero politicamente contraddittorio che questo percorso trovi sostegno anche nel Presidente della nostra Regione, che dovrebbe essere il primo a rappresentare le esigenze della Calabria, anche quando questo comporta assumere posizioni differenti da quelle della propria maggioranza politica. Come Partito Democratico, dobbiamo continuare a portare avanti per il Mezzogiorno: contribuire a costruire una visione dell’Europa nella quale il Sud non sia considerato semplicemente un territorio da sostenere, ma una risorsa strategica sulla quale investire》.
Da remoto il Senatore Irto pone proprio l’accento sulle tante risorse arrivate in Calabria, ma che non sono state spese nei tempi previsti e dunque non portando a termine la realizzazione dei progetti presentati. 《L’Europa oggi si deve interrogare su cosa accadrà dopo il PNRR. Le amministrazioni comunali dovevano essere aiutate sia nella parte burocratica che nella realizzazione delle opere stesse》.
Un’analisi di Geopolitica viene analizzata da Pietro Tropiano (esperto di finanza agevolata e politiche economiche), 《Ci troviamo di fronte a un grave problema, la sicurezza dei nostri territori. Da dove arriva tutta questa rabbia sociale? Dobbiamo chiederci questo e intervenire. Sul tema della sicurezza come si pone l’Unione Europea? Per non parlare delle nostre aziende che sono al collasso per i costi triplicati che devono sostenere come per esempio l’energia elettrica. Così facendo rischiamo la paralisi di un intero sistema》.
Ma oggi cosa ne sarà del PNRR? La sfida maggiore è rendere operativo ciò che il PNRR ha permesso di acquistare, un esempio può essere il settore scuola, o di recupero degli immobili.《Il PNRR è stata una grande sfida – sottolinea Maria Letizia Longo (esperto di PNRR) – e altrettanto una grande occasione, purtroppo la Calabria è il fanalino di coda delle opere compiute》.
《Per tornare all’intervento fatto da Pietro Tropiano, voglio aggiungere che ancora non è presente quel senso di appartenenza dell’Unione Europea. È impensabile che non ci sia un’autonomia energetica. La destra in maniera spudorata si prende gioco dei cittadini. L’unione Europea ha sanzionato più volte la Russia, ma non agisce allo stesso modo contro Israele, per gli atti commessi nei confronti del popolo palestinese》. Sono le dichiarazioni del consigliere regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio.
Parla invece di risultati positivi l’Europarlamentare Raffaele Topo: 《Il Sud in questi ultimi anni è diventato più competitivo e la sua reputazione è cresciuta visibilmente. Il futuro è il nostro Paese dentro una grande Europa. Il PNRR è stato uno strumento pensato dopo la pandemia, e l’UE deve essere attenta alle politiche di attuazione delle risorse del PNRR. Proprio dal Sud deve provenire un’idea di futuro》.
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