Gente in Aspromonte, domenica 14 maggio escursione da Lacina a Ferdinandea

Gente in Aspromonte, domenica 14 maggio escursione da Lacina a Ferdinandea

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Domenica 14 maggio
DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2017
I quattro elementi della natura
Il Sentiero
LacinaCroce di Panaro – Ferdinandea
Itinerario Naturalistico Panoramico  Storico in Linea Questo sentiero lineare che racchiude tutti i quattro elementi, segue strade a fondo naturale e, a partire da località “Croce di Panaro”, un percorso affascinante che si snoda su un’antica mulattiera. Lungo il sentiero caratterizzato da lunghi tratti lastricati in pietra, avremo la possibilità di ammirare formazioni rocciose inconsuete: aggregati bianchissimi formati da lastre sovrapposte che lasciano una polvere bianca al tatto. L’escursione si conclude alla Ferdinandea, località che prende il nome da Ferdinando II di Borbone che la utilizzò come zona di caccia e vi costruì una piccola villa residenziale. Negli anni successivi questa località venne prima sfruttata per fornire la legna per produrre il carbone per le ferriere della vicina Mongiana e poi fu sede di uno stabilimento di prima fusione a supporto di quello di Mongiana. A Ferdinandea a poca distanza dalla villa troviamo anche la diga Giulia, costruita per produrre energia idroelettrica, il cui invaso è alimentato dal vallone Folea.
Primo Ritrovo ore 9.15 Quadrivio Monte Limina (comune di Mammola)
Secondo Ritrovo ore:10.00  incrocio SS 501 SS 110 qualche km dopo Mongiana
( Si lasciano le macchine e proseguiamo in pullman per Brugnaturo – che ci porta    all’inizio del sentiero)
(Il pullman ci viene a riprendere alla Ferdinandea alla fine del sentiero)
Partenza escursione ore: 10.30
Acqua lungo il percorso
Pranzo a fine escursione
Il Biglietto del pullman e di 5.00 E.
Si prega di prenotare entro Venerdì
Lacina – Croce di Panaro – Ferdinandea
Partenza  Lacina, SP 43 Brognaturo (VV)/ Arrivo Ferdinandea
Tempi di percorrenza: circa 5h   Distanza: Km 13,685
Dislivello: m 237. 1.277 slm 1.040 Difficoltà:  media.
Lacina – Croce di Panaro – Ferdinandea
Sentiero lineare che segue strade a fondo naturale e, a partire da località “Croce di Panaro”, inizia un percorso affascinante che si snoda su un antica mulattiera.
Arrivati a Brognaturo (VV) si segue sulla SP43 verso la Lacina. Giunti nella conca che ospita il lago Alaco e subito dopo il bivio che porta all’omonima diga si gira a destra su strada sterrata.
Da questo punto, lasciata l’auto,si procede seguendo la strada in salita che, superati alcuni terrazzi coltivati e uno stagno sulla sinistra, raggiunge uno spiazzo.
Da qui si continua con una serie di tornanti. Questa prima parte è completamente in salita ma potremo dissetarci presso una fontana e ammirare incantevoli affioramenti granitici stagliarsi qua e là fra i faggi.
Dopo circa 2Km dall’inizio si raggiunge una radura con abeti e meli selvatici. Procediamo dritto per circa un altro km tralasciando le deviazioni fino a raggiungere una radura che subito sulla sinistra presenta un abete ai cui piedi si trova una piccola pietra miliare (incrocio “Pomara”).
Imbocchiamola strada in discesa sulla destra. Dopo circa 1km ci troveremo ad un trivio in località“Croce di Panaro”riconoscibile proprio per la presenza di una croce in legno. Questo punto è un antico passo posto in una sella tra la “Pomara” e “Pietra del Caricatore”.
Da qui seguendo la strada sulla sinistra, per lunghi tratti lastricata in pietra, e tralasciando le deviazioni, raggiungeremo Ferdinandea.
LAGO GIULIA
Tra il XVIII e il XIX secolo vennero costruite diverse dighe e piccole centrali  per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica, ora tutte dismesse fra queste, proprio presso Ferdinandea, troviamo la diga Giulia.
Potremo visitare questo luogo incantevole imboccando, quasi a fine percorso, giunti in vista del ponte e le mura della segheria di Ferdinandea, una strada a fondo naturale sulla destra giusto prima del ponte sul torrente San Nicola che, dopo un km, ci porterà al lago omonimo.
FERDINANDEA
Tenuta di caccia immersa fra boschi di faggi che prese il nome da re Ferdinando II  di Borbone, il quale, a partire dal 1832, la utilizzò come zona di caccia  costruendovi una piccola villa. Successivamente fu parte del primo polo siderurgico stanziale d’Italia con la costruzione della ferriera, la caserma,
gli edifici residenziali e amministrativi, le scuderie e le stalle.
CUCULO
Se percorriamo questo itinerario nella conveniente stagione, sarà facile ascoltare, fra gli altri, il canto del cuculo. Il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova (consiste nel deporre il proprio uovo all’interno del nido di
altri uccelli) e perché al suo canto è associato l’arrivo della primavera.
Questo grazioso uccello ha, nei maschi, il piumaggio azzurro nella parte superiore, mentre nella femmina talvolta può essere rossiccio. Nella parte inferiore è più chiaro con strisce trasversali scure.  Vive praticamente in ogni ecosistema anche se preferisce i boschi specialmente luminosi e con un ricco sottobosco di collina e pianura. Sverna in Africa meridionale mentre nidifica in Europa e in Africa settentrionale. Si nutre di insetti vari, bruchi (come la processionaria), molluschi e ragni.

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