{"id":95625,"date":"2020-05-01T17:39:48","date_gmt":"2020-05-01T15:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/?p=95625"},"modified":"2020-05-01T17:39:53","modified_gmt":"2020-05-01T15:39:53","slug":"gradazioni-libere-dal-mio-caro-ermo-colle-scuola-e-societa-sono-in-debito-con-i-ragazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/gradazioni-libere-dal-mio-caro-ermo-colle-scuola-e-societa-sono-in-debito-con-i-ragazzi\/","title":{"rendered":"GRADAZIONI LIBERE DAL MIO CARO ERMO COLLE \u00abScuola e societ\u00e0 sono in debito con i ragazzi\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Rosario Rocca*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019attuale Ministra dell\u2019Istruzione mi era sembrata un po\u2019 spaesata nella mischia di un governo improbabile. Con un nome improbabile, tra l\u2019altro. Come certi terzini degli anni \u201980, che lo capivi gi\u00e0 dal nome che non avrebbero mai buttato sangue e sudore sulla corsia mancina del&nbsp;<em>Bernabeu<\/em>. A fronte dei giganti Cabrini, Antognoni, Altobelli, se ti chiamavi Cuccovillo** ti era gi\u00e0 andata bene se la tua figurina&nbsp;<em>Panini<\/em>&nbsp;fosse cos\u00ec rara da diventare preziosa quanto quella di un Rummenigge. E pi\u00f9 o meno cos\u00ec pensavo della Azzolina, buttando ogni tanto un occhio a qualche aggiornamento che il sindacato della scuola si premurava a farmi pervenire sulla mail.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma poi, come tanti, ho avuto modo di sentirla e apprezzarla in questi mesi d\u2019emergenza. Si \u00e8 dimostrata sobria. E non \u00e8 poco, visto che alla sobriet\u00e0 istituzionale ci eravamo ormai disabituati da pi\u00f9 di qualche tempo. Non ho nulla da contestare, come tanti amano fare dalle loro infallibili tastiere, agli strumenti messi in campo per mitigare in qualche modo gli effetti inevitabili di quella che, anche se con dinamiche collaterali, \u00e8 diventata anche un\u2019emergenza didattica. Non credo che altri giganti \u2013 e ne abbiamo avuti tanti nel corso della Prima Repubblica \u2013, con nomi e volti importanti rimasti nei vari Pantheon della partitocrazia, avrebbero potuto fare di meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Solo una cosa. La scuola, appunto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi \u00e8 parso di capire che le insufficienze, i debiti formativi, che i ragazzi avranno accumulato durante l\u2019anno scolastico \u2013 o nell\u2019ultimo triennio, i maturandi &#8211; non saranno abbonati in sede di valutazione. Tutti promossi, ma senza carezze ulteriori. Chi aveva 4 si trover\u00e0 il suo&nbsp;<em>quattro<\/em>&nbsp;in pagella, con la possibilit\u00e0 di recuperare nel corso del prossimo anno. Ma lasciamo da parte direttive e farragini tecniche, qua non interessano. Andiamo ai debiti e ai crediti. Alla loro irrazionale applicazione nel mondo dell\u2019istruzione che, certo, non possiamo addebitare alla povera Azzolina. Nel corso del tempo, i riformatori dell\u2019istruzione hanno voluto istituzionalizzare una certa logica aziendale nel mondo della formazione. Della conoscenza. Ridotta tragicamente in crediti e debiti. Gi\u00e0 sul finire degli anni Sessanta i ragazzi di&nbsp;<em>Barbiana<\/em>&nbsp;contestavano alla scuola ufficiale i suoi meccanismi di selezione. Come questi continuavano a dividere il mondo in ricchi e poveri,&nbsp;<em>arrivisti<\/em>&nbsp;e vinti. Sconfitti. Indebitati. E ancora oggi, forse pi\u00f9 di allora, tendiamo a insegnare ai ragazzi a come accaparrarsi dei crediti, piuttosto che la ricerca e la bellezza della conoscenza. La scuola continua ancora ad ammaestrare e addomesticare arrivisti e vinti. E sempre meno donne e uomini liberi. Menti critiche. Qualcuno, in questo tempo di ordinaria tecnocrazia, sono certo che potrebbe obiettarmi che lo esigono i mercati. Anche la sinistra, del resto, ha dato il suo notevole contributo ad aziendalizzare la scuola. A proiettare e accomodare le generazioni future alle logiche ciniche dei mercati. Numero chiuso per i nuovi padroni, per i medici, i facchini, gli artigiani, le badanti. Pochi posti per le scelte libere. Finanche per i disoccupati, perch\u00e9 gli altri &#8211; tutti gli altri &#8211; saranno destinati all\u2019ammasso in esubero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tant\u2019\u00e8 stato, ma niente sar\u00e0 come prima. Forse.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensare al ritorno nelle aule \u00e8 la condizione essenziale della programmazione del&nbsp;<em>dopo<\/em>. E il Paese \u2013 e il&nbsp;<em>pianeta<\/em>&nbsp;&#8211; ha bisogno non d\u2019illusioni, ma di speranze. Sarebbe un bel segno se questo avvenisse attraverso i suoi ragazzi. E i ragazzi, anche i pi\u00f9 svogliati, quelli poveri, come quelli gi\u00e0 arrivati, sanno sempre cogliere segnali di speranza. Perch\u00e9, a differenza degli adulti, hanno dalla loro parte la forza dell\u2019incoscienza. Quest\u2019anno ogni diplomato, come annunciato, sar\u00e0 promosso. A ognuno, a prescindere dal voto, bisognerebbe assegnare simbolicamente anche la&nbsp;<em>lode<\/em>. Sarebbe come dirgli&nbsp;<em>vai ragazzo, adesso tocca a te, il mondo \u00e8 tuo<\/em>. Il mondo pu\u00f2 cambiare cambiando le cose. Scompaginando l\u2019ordine delle cose. Un\u2019amnistia dei debiti formativi, per esempio, rappresenterebbe un segno di cambiamento. Perch\u00e9 i debiti non c\u2019entrano nulla con i sogni dei ragazzi, con le loro ansie, le loro emozioni, i loro sentimenti. Semmai la societ\u00e0 \u2013 e la scuola, in modo particolare \u2013 \u00e8 in debito con i suoi ragazzi. Soprattutto con quelli che ha perso per la strada. E\u2019 in debito in termini di bellezza sottratta, di diritti negati, di esistenze marginalizzate. E nulla c\u2019entrano neppure i crediti. Comprendere l\u2019armonia di un dipinto di Van Gogh, un verso inquieto di Alfieri, le emozioni trasmesse dalla punteggiatura, l\u2019immensit\u00e0 delle costellazioni non possono essere percepiti come crediti da acquisire. Ma come qualit\u00e0 conoscitive e morali per elevarsi oltre le disgrazie di un mondo sordo e immutabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma oggi \u00e8 il 1\u00b0 Maggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivevano, sempre quegli immensi vinti di Don Milani, che nella scuola normale si insegnava ossequiosamente il latino, ma non a leggere e capire un contratto collettivo di lavoro. E contestavano al sindacato uno scarso interesse per il mondo della scuola. \u201cI sindacalisti per ora non ne vogliono sapere. Dicono che in una democrazia moderna ogni ente ha la sua funzione e non deve scantonare\u2026 E intanto lasciano che i giovani vengano su alla scuola del padrone\u201d.<em>&nbsp;<\/em>Oggi potremmo dire&nbsp;<em>dei mercati<\/em>, ma con le stesse parole. Con la stessa indignazione. Con lo stesso coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E magari potremmo insegnare ai ragazzi che \u00e8 bene avere sete di conoscenza e non di crediti. Che \u00e8 bene battersi perch\u00e9 tutti, un giorno, possano avere e amare il loro lavoro. La loro vocazione da portare avanti in una societ\u00e0 pi\u00f9 equa e pi\u00f9 giusta. Perch\u00e9 solo la conoscenza \u2013 e il lavoro &#8211; li renderanno donne e uomini liberi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>*scrittore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>**discreto terzino del Bari di Bruno Bolchi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rosario Rocca* Anche l\u2019attuale Ministra dell\u2019Istruzione mi era sembrata un po\u2019 spaesata nella mischia di un governo improbabile. Con un nome improbabile, tra l\u2019altro. Come certi terzini degli anni \u201980, che lo capivi gi\u00e0 dal nome che non avrebbero mai buttato sangue e sudore sulla corsia mancina del&nbsp;Bernabeu. A fronte dei giganti Cabrini, Antognoni, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":93251,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"jnews_social_meta":[],"jnews_override_counter":[],"jnews_post_split":[],"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-95625","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95625"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95625\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93251"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}