{"id":112444,"date":"2021-08-30T11:18:35","date_gmt":"2021-08-30T09:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/?p=112444"},"modified":"2021-08-30T11:20:30","modified_gmt":"2021-08-30T09:20:30","slug":"lidea-che-univa-pietro-criaco-racconta-la-meglio-gioventu-africese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/lidea-che-univa-pietro-criaco-racconta-la-meglio-gioventu-africese\/","title":{"rendered":"L&#8217;IDEA CHE UNIVA Pietro Criaco racconta la meglio giovent\u00f9 africese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Gianluca Albanese<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Africo Nuovo, primi anni \u201970. Nel paese costruito alla bell\u2019e\nmeglio in riva al mare tutto \u00e8 provvisorio, precario, incompleto. I meno\nfortunati abitano ancora nelle baracche svedesi in legno, con nel cuore la\nmontagna lasciata dopo la micidiale alluvione del \u201951 e il mare, cos\u00ec vicino, al\nquale i nuovi abitanti non si sono mai affezionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pietro Criaco<\/strong>, africese che vive e lavora a Torino,\nracconta gli anni della meglio giovent\u00f9 in paese, quando il personale diventava\npolitico e le famiglie vivevano prevalentemente con le rimesse di padri e\nmariti emigrati all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, tra una dignitosa povert\u00e0 e un futuro incerto con la\nvaligia sempre pronta, i giovani hanno ben chiaro che ribellarsi \u00e8 giusto. E lo\nfanno legandosi a un\u2019idea. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>L\u2019idea che ci univa<\/strong>\u201d (Citt\u00e0 del Sole Reggio\nCalabria, 2021) di Pietro Criaco ci riporta indietro a quelle speranze di\ngiovani che lottavano per rivendicare i loro diritti, legandosi ai pochi\npresidi di democrazia che raggiunsero quella estrema periferia del mondo: la Camera\ndel Lavoro, il Pci coi suoi primissimi rappresentanti in consiglio regionale e\ngli anarchici che, come cantava Guccini \u201cSon sempre bastonati e il libertario \u00e8\nsempre controllato, dal clero e dallo Stato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel paese in cui non ci sono nemmeno i magazzini dei commercianti,\nl\u2019arrivo degli ambulanti \u00e8 vissuto come una festa, quando da camion e furgoni\narrivavano valigie di scarpe o stoviglie di plastica, o altra merce barattata\ncon ciocche di capelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno, i giovani che hanno studiano, soprattutto, non ci\nstanno. Guardano alla rivoluzione cubana e a quella culturale della Cina di Mao\ne non si possono rassegnare a una vita da reietti e negletti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il lavoro e l\u2019istruzione pubblica sono diritti inalienabili.\nDa difendere con la lotta, anche a costo di bloccare la Statale 106, l\u2019unica\narteria di collegamento col mondo, sulla quale sorge Africo Nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia ci racconta che fin\u00ec con la giovent\u00f9 ribelle\nstretta nella duplice morsa dell\u2019ombra della \u2018ndrangheta da una parte e delle\ncamionette dei celerini dal manganello facile dall\u2019altra, braccia di uno Stato\ncapace di mostrare solo il proprio volto repressivo. E tante valigie chiuse per\nsempre per essere riaperte solo nelle citt\u00e0 del Nord Italia, del Nord Europa o\ndi America e Australia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sensazione, per\u00f2, \u00e8 che ne sia valsa comunque la pena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora, le rivendicazioni di piazza erano una cosa seria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianluca Albanese Africo Nuovo, primi anni \u201970. Nel paese costruito alla bell\u2019e meglio in riva al mare tutto \u00e8 provvisorio, precario, incompleto. 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