{"id":108092,"date":"2021-04-30T18:34:53","date_gmt":"2021-04-30T16:34:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/?p=108092"},"modified":"2021-05-01T09:00:52","modified_gmt":"2021-05-01T07:00:52","slug":"sradicati-nel-libro-di-mimmo-panetta-la-riscoperta-di-unumanita-perduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lentelocale.it\/home\/sradicati-nel-libro-di-mimmo-panetta-la-riscoperta-di-unumanita-perduta\/","title":{"rendered":"SRADICATI Nel libro di Mimmo Panetta, la riscoperta di un&#8217;umanit\u00e0 perduta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Gianluca Albanese<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SIDERNO \u2013 \u201cLa casa sul confine dei ricordi.&nbsp; La stessa sempre, come tu la sai.&nbsp; E tu ricerchi l\u00e0 le tue radici. <br>\nSe vuoi capire l&#8217;anima che hai\u201d. Sono i versi\ndi \u201cRadici\u201d, brano che apre e d\u00e0 il titolo al celeberrimo album di Francesco\nGuccini, pubblicato nel 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vengono in mente, anzi, sembrano il sottofondo di quella\nmusica che si sente nella mente e nel cuore di ognuno di noi, leggendo \u201c<strong>Sradicati.\nAlla riscoperta di un\u2019umanit\u00e0 perduta<\/strong>\u201d (Il filorosso, 2021) di <strong>Mimmo\nPanetta<\/strong>, sindaco di Siderno dal 1994 al 2001.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo \u00e8 semplice: chi ha conosciuto (e vissuto) gli usi,\ni costumi, i ritmi, i profumi e i sapori della cultura contadina custodisce\nsempre nell\u2019anima una casa sul confine dei ricordi, sia essa nell\u2019Appennino\ntosco-emiliano di P\u00e0vana o nella \u201cruga\u201d Grappidaro di Siderno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora, l\u2019umanit\u00e0 perduta della quale l\u2019autore propone una decisa e opportuna riscoperta, assume una duplice accezione: quella degli uomini strappati alle proprie radici familiari per tentare la fortuna oltreoceano nella speranza di dare ai propri figli un futuro migliore (come ricorda Mario Capanna nella prefazione di \u201cSradicati\u201d); ma \u00e8 anche e soprattutto quella dell\u2019umanit\u00e0 intesa come autenticit\u00e0 nei rapporti interpersonali, tipica di quella cultura contadina che ora appare come relegata ai margini da una comunicazione di massa (vissuta soprattutto nei social network) in cui l\u2019uomo contemporaneo appare omologato e standardizzato, con le sopracciglia rifatte nei volti dei nipoti di chi aveva il viso scottato dal sole, o le unghie smaltate e decorate delle ragazze le cui nonne infilavano tutto il giorno le mani nella terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri tempi e altri drammi quelli del tempo che fu.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 vero come \u00e8 vero che chi ricostru\u00ec l\u2019Italia dopo la\nguerra e la Locride dopo l\u2019alluvione del \u201951 seppe rimboccarsi le maniche senza\ndistinzione di sesso, ceto sociale ed et\u00e0, il libro di Panetta ci riporta in\nquei fatti \u201cdi campi, cortili e di strade\u201d dove il senso di comunit\u00e0 era la\nvera ricchezza di quella gente, coi ritmi della natura a dettare il tempo di ogni\nanno che scorreva come una \u201cCanzone dei dodici mesi\u201d che non ti levi mai pi\u00f9\ndal cuore: il grano a giugno, i fichi d\u2019estate, la vendemmia e la raccolta\ndelle olive in autunno e il maiale d\u2019inverno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano tempi e luoghi in cui la cronaca nera locale\nriguardava solo il furto delle galline in una notte di tempesta e se qualche\nrapporto personale s\u2019incrinava era solo perch\u00e9 quando quel giovane uomo dovette\npartire per emigrare in Canada non riusc\u00ec a far capire alla vicina di casa che\naveva il figlio in Australia che non sarebbe mai riuscito a recapitargli quel\npacco che lei aveva preparato con tanto amore. Perch\u00e9 a certe latitudini,\nquando si parte con la nave, <em>si vaji \u2018a \u2018 Merica<\/em>, senza poter contare su\nun mappamondo che indichi la distanza tra il Canada e l\u2019Australia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E tra quei ragazzi che partirono con la valigia di cartone e\nsi staccarono da quell\u2019ambiente cos\u00ec dolce nella sua semplicit\u00e0, ci furono il\npadre (ritratto nella foto di copertina in una pausa del lavoro in Alaska e al\nquale \u00e8 dedicato il libro) e il fratello dell\u2019autore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, \u201cSradicati\u201d, un po\u2019 autobiografia del tempo che fu e\nun po\u2019 saggio di riflessioni sui grandi temi sempre attuali come umanit\u00e0 ed\nemigrazione, lascia al lettore un velo di nostalgia e tanti spunti di\nriflessione. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 pensare al futuro senza conoscere il passato, perch\u00e9\n\u201cLa casa \u00e8 come un punto di memoria.&nbsp;\nLe tue radici danno la saggezza. E proprio questa \u00e8 forse la\nrisposta. E provi un grande senso di dolcezza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianluca Albanese SIDERNO \u2013 \u201cLa casa sul confine dei ricordi.&nbsp; La stessa sempre, come tu la sai.&nbsp; E tu ricerchi l\u00e0 le tue radici. Se vuoi capire l&#8217;anima che hai\u201d. Sono i versi di \u201cRadici\u201d, brano che apre e d\u00e0 il titolo al celeberrimo album di Francesco Guccini, pubblicato nel 1972. 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