Home Cronaca TRUFFE AGLI ANZIANI Un uomo di Bova Marina complice dei rumeni

TRUFFE AGLI ANZIANI Un uomo di Bova Marina complice dei rumeni

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di Gianluca Albanese

SIDERNO – “L’immagine simbolo di questa operazione è quella di un anziano che si era reso conto di essere stato raggirato e di aver sperperato i risparmi di una vita. Ha chiesto e ottenuto aiuto ai Carabinieri della Stazione di San Luca diretti dal Maresciallo Michele Fiorentino e da qui è partita l’indagine sfociata nelle 16 ordinanze di custodia cautelare emesse oggi e nelle indagini tuttora in corso a carico di altri 59 soggetti”.

Il Colonnello Marco Guerrini, a capo del Comando Provinciale dei Carabinieri, ha aperto col dramma umano della solitudine che può giocare brutti scherzi – specie nella terza età – la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i contenuti dell’operazione “Transilvania”, partita dalla denuncia sporta nel comune aspromontano e che ha visto il coinvolgimento attivo della compagnia di Bianco (diretta dal Capitano Damiano Scafati), del Gruppo di Locri (con a capo il Tenente Colonnello Massimo Pesa), del Reparto Operativo che fa capo al Tenente Colonnello Massimiliano Galasso. Insieme a loro ha relazionato il detective portoghese dell’Europol Pedro Felicio.

Il quadro tratteggiato è stato desolante: adescatrici di bell’aspetto dirette da due coniugi rumeni senza scrupoli individuavano e raggiravano le potenziali vittime carpendone la fiducia e illudendole, ben sapendo che “i desideri non invecchiano, quasi mai, con l’età”. Uomini soli e anziani, in cerca di compagnia. Ma anche tipi più giovani convinti di poter imbastire relazioni ad “alta infedeltà” con avvenenti ragazze dell’Est sono finiti in una rete fatta di sottili ricatti, in cui dalle moine e dalla confidenza simulata si è passati a richieste esplicite di denaro giustificate con le motivazioni più disparate ai propri interlocutori facili alla commozione e all’empatia: lo sfratto dalla propria abitazione in affitto, presunti problemi economici e di salute di un familiare, la necessità di acquistare una casa nel proprio paese. In alcuni casi, le vittime sono state condotte proprio in Romania, laddove hanno finanziato coi propri soldi l’acquisto di immobili.

Una sottile schiavitù, quella degli “uomini soli” irretiti dalle adescatrici che nel momento in cui iniziavano a diffidare delle loro “amate” venivano convinte da complici e fiancheggiatori a proseguire nelle dazioni di denaro, che hanno finito per alimentare un flusso milionario di transazioni tracciate col sistema dei money transfert, mentre non è stato ancora quantificato l’ammontare dei contanti sperperati dalle vittime. Quattro i Paesi coinvolti: oltre all’Italia e alla Romania, anche in Olanda e Germania sono state condotte le indagini col metodo della condivisione e cooperazione internazionale tra forze di polizia, nel corso delle quali sono stati individuati e assicurati alla giustizia sette latitanti non intranei all’organizzazione criminale che conduceva le attività scoperte nell’operazione “Transilvania”, ma comunque a essa correlati.

Del resto, le adescatrici, come ha spiegato Felicio in conferenza stampa, nell’illustrare i danni economici dei raggiri, “sapevano bene che le loro vittime avevano disponibilità di denaro” e sono arrivate a prosciugare i conti correnti o le riserve sotto il materasso di questi ignari anziani.

Un solo italiano faceva parte dell’organizzazione. Residente a Bova Marina, forniva supporto logistico e aiutava nel riciclaggio del denaro spillato alle vittime o, addirittura, estorto, specie quando le aguzzine minacciavano di rivelare ai congiunti delle vittime le presunte relazioni extraconiugali.

E se il vertice e il nucleo centrale dell’organizzazione disarticolata con l’operazione di ieri sono stati scoperti e individuati, non è escluso che il cerchio si possa allargare, fino a dare la stura a ulteriori provvedimenti di custodia cautelare, perché ciò che è stato chiaro da subito è che i singoli episodi denunciati erano parte di un disegno criminale più grande e complesso. Giova ricordare che sebbene le indagini siano state condotte sfruttando le moderne tecnologie e studiando i movimenti tracciati nel web, tutto è partito dal gesto più tradizionale ma efficace: quello di un uomo solo e disperato che ha bussato alla porta della Stazione dei Carabinieri del suo paese.

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