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SIDERNO Il Tribunale assolve con formula piena tutti gli imputati e dispone il dissequestro di un bar sul lungomare

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di Gianluca Albanese

SIDERNO – Tutti assolti: i soci della Desirèe (proprietaria del bar ubicato sul lungomare di Siderno posto sotto sequestro nel 2014), il soggetto che cedette alla stessa l’attività, il tecnico che realizzò il progetto e l’impresa di costruzioni che fece la struttura.

Il Tribunale di Locri, in composizione monocratica in persona del giudice Vanessa Manni, con sentenza dello scorso I luglio, ha assolto da tutti i reati loro ascritti e con formula piena (“Perché il fatto non sussiste”) il legale rappresentante della Desirèe Giampiero Fraietta (difeso dall’avvocato Alessia Ferraro), il socio Domenico Romeo (difeso dall’avvocato Elio Pezzano), il titolare della licenza ceduta alla Desirèe nel 2004 Giuseppe Albanese (difeso dall’avvocato Giuseppe Sgambellone), il tecnico Domenico Catalano (difeso dall’avvocato Ugo Ricupero) e il costruttore Antonio Guttà (difeso dall’avvocato Vincenzo Gerasolo), disponendo altresì il dissequestro e la restituzione all’avente diritto del manufatto, che rientra quindi nella piena disponibilità.

Una vicenda lunga sei anni, che prende le mosse da un’inchiesta della Procura di Locri e della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Roccella Ionica, al termine della quale venivano formulate le accuse di arbitraria e abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo e abuso edilizio, disponendo contestualmente il sequestro dell’opera, come mostra la foto diffusa a suo tempo agli organi di stampa.

Sei anni in cui non sono mancati gli attacchi mediatici da parte di chi definì il locale “abusivo e mafioso” e “da demolire”, come testimoniano i titoli dei giornali dell’epoca.

Oggi non è dato sapere quale sarà il futuro di questo bar/pasticceria ubicato in posizione centralissima sul lungomare delle Palme a Siderno: appare improbabile, infatti, che possa riprendere l’attività in tempi brevi e comunque durante l’estate in corso.

Di certo, le accuse sono state interamente smontate in fase dibattimentale, e la sentenza del Tribunale di Locri restituisce verità e giustizia. Anche qui, a Siderno, Italia.

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