Home In primo piano SIDERNO Agenti inquinanti a Pantanizzi, interrogazione di Trimboli

SIDERNO Agenti inquinanti a Pantanizzi, interrogazione di Trimboli

217
0

di Gianluca Albanese

SIDERNO I due volti di Pantanizzi. Nella giornata di venerdì mattina ha conquistato la ribalta mediatica nazionale dopo lo sbarco di profughi nei pressi dell’ex pontile aziendale Calcementi; oggi, invece, si torna a parlare della presenza di agenti inquinanti in un insediamento industriale a poche decine di metri dalla costa, nel lato a ovest della Statale 106.

È ancora fermo, infatti, l’iter teso ad approfondire lo studio idrogeologico di area vasta predisposto dalla Regione Calabria e dalla direzione scientifica dell’Arpacal in contrada Pantanizzi e nella limitrofa Limarri (con la realizzazione di piezometri, analisi delle acque di falda e del suolo) reso necessario dopo una prima indagine compiuta nel 2018, commissionata dopo che, a inizio 2017, era stato accertato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione di alcuni inquinanti nel sottosuolo dello stabilimento della Sika SpA, attivo nella produzione e commercializzazione di additivi per l’edilizia. Fu proprio quest’ultima a comunicare il dato, successivamente confermato dalle analisi dei campioni di acqua sotterranea realizzati dall’Arpacal e acclarato dalle successive indagini compiute dalla Geoprove sas.

Con ordinanza numero 6 del 25 luglio 2019, il Comune di Siderno dispose il divieto di utilizzo dell’acqua proveniente dal sottosuolo (sia per bere che per irrigare i campi) in contrada Pantanizzi e zone limitrofe, oltre che il divieto di uso alimentare dei pesci pescati nello specchio di acqua antistante la zona. Giova ricordare, a questo proposito, che alcuni mitili pescati nei pressi dell’ex pontile Calcementi furono analizzati e risultarono contaminati dagli stessi composti organoalogenati rinvenuti dall’Arpacal nella falda sotterranea.

Insomma, nella stessa zona in cui da decenni si lotta per bonificare l’area dell’ex fabbrica chimica Bp, c’è un altro insediamento industriale le cui produzioni risultano inquinanti in una contrada che nei mesi estivi è meta di importanti flussi di turisti e bagnanti provenienti in prevalenza dall’entroterra e dalla Piana di Gioia Tauro e in cui i (pochi) residenti non possono utilizzare l’acqua del rubinetto per bere o irrigare orti e piantine.

Tornando alle analisi e alle indagini geologiche compiute, sia la Regione Calabria che l’Arpacal hanno manifestato la necessità di compiere ulteriori rilievi in un’area nella quale la concentrazione degli agenti inquinanti rilevata a seguito del primo monitoraggio è risultata maggiore. L’allora responsabile del settore “Lavori Pubblici” del Comune di Siderno, ingegner Pietro Fazzari, riuscì a redigere nel febbraio dello scorso anno un progetto esecutivo di integrazione dello studio idrogeologico mediante il posizionamento di 9 piezometri, ottenendo un finanziamento della Regione Calabria pari a € 48.425,50 col quale si è parzialmente coperto il costo del progetto di integrazione, finalizzato a circoscrivere la provenienza delle sostanze inquinanti, per un totale di € 60.531,87.

“A oggi – rileva il consigliere di opposizione Antonio Cosimo Pio Trimboli – non è stata indetta alcuna gara d’appalto per l’aggiudicazione del suddetto studio, né tantomeno risulta in atto alcuna procedura negoziata di affidamento tramite l’utilizzo della piattaforma Consip-Mepa”.

Per queste ragioni, il consigliere del gruppo “La Nostra Missione” ha rivolto un’interrogazione alla sindaca e alla giunta “per conoscere le motivazioni per cui non è stato portato a termine tale piano di caratterizzazione ambientale” e per “comprendere le intenzioni dell’attuale amministrazione circa il voler portare a termine il suddetto studio idrogeologico”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui