R. & P.
Una serie di missive intercorse tra la Segreteria reggina del Coisp ed il Sovrintendente Francesco Minici, allora rappresentante di quella sigla sindacale, sono state oggetto di valutazione da parte della magistratura che ha ritenuto i contenuti ed i riferimenti, delegittimanti e non veritiere, rilevando la contumacia del segretario provinciale mai presentatosi alle udienze.
Una sentenza “inappellata”, grado successivo di giudizio, al quale chiunque ricorre ma non in questo caso. Un verdetto che ha stabilito un danno da risarcire. Una condanna definitiva emessa nei confronti del Coisp reggino, al pagamento dei danni provocati dalle loro stesse azioni. Il Coisp, però, oltre ad aver ignorato le varie fasi dibattimentali, ignora il verdetto dei giudici trincerandosi dietro un poco edificante silenzio. Una trincea, alla luce degli ultimi sviluppi, anche sostenuta dai vertici romani della Segreteria Nazionale, presso la quale è stato formalmente depositato un pignoramento presso terzi. Un assordante silenzio, iniziato con la noncuranza verso le citazioni in aula, scelto come strada da percorrere per l’imbarazzante situazione ma che non fermerà la prosecuzione dell’esercizio di un diritto e l’esecuzione della sentenza stessa.Il rispetto della legge non ammette eccezioni, soprattutto da chi rappresenta le Forze dell’Ordine. Fa male vedere che proprio un sindacato di polizia calpesta una sentenza della Repubblica.
L’atteggiamento poco rispettoso prosegue ad oltranza oggi con il rifiuto di rispondere della proprie azioni. Sono una persona ben conosciuta da decenni come promotore ed organizzatore di innumerevoli iniziative destinate a giovani studenti e categorie bisognose come presidente dell’Associazione “Insieme si può” che molto ha dato e continua ad offrire al territorio della Locride. Ho sempre lavorato per l’affermazione della legalità e del rispetto delle regole, ma non pensavo di vivere una esperienza di noncuranza verso la legge proprio da chi la legge la dovrebbe garantire.
Ritengo sia inaccettabile che chi rappresenta i poliziotti e la Legge si posizioni al di sopra di quest’ultima. Il COISP calpesta una sentenza della Repubblica Italiana emessa dai magistrati nel 2025. La Segreteria Nazionale copre l’inadempienza della sede di Reggio Calabria con il silenzio. La battaglia legale andrà avanti.