di Patrizia Massara Di Nallo
Spera in Dio e stai allegro è la frase di San Nicolaaccanto all’ antica portineria del convento dove egli passò molti anni della sua vita accogliendo i bisognosi e dove ora sono collocate le sue reliquie. In queste semplici parole c’è tutta l’attualità del messaggio di cui ha bisogno l’uomo di oggi.
Tutta la vita di San Nicola è stato un esempio di dedizione agli altri e, in particolare, un episodio ci mostra chiaramente il suo orientamento cristiano. Infatti, convocato dal Papa Clemente XI, attese a recarsi dal Pontefice sino a quando non avesse aiutato i bisognosi, tantochè a mezzogiorno si inquietò perché non vi era stato chi avesse fatto desinare i poveri di Cristo e scelse di andare a servirli, mentre il Papa, venendo a conoscenza della circostanza, commentò che Fra Nicola era un religioso santo e di somma carità. Giovanni Battista Saggio (Longobardi 6 gennaio 1650 – Roma 3 febbraio 1709) è stato un religioso dell’ordine dei Minimi, beatificato da papa Pio VI nel 1786 e proclamato santo da papa Francesco il 23 novembre 2014 con il nome di San Nicola Saggio da Longobardi. E’stato un esempio di preghiera contemplativa e al contempo di accoglienza dei bisognosi. La sua biografia, segnata dall’obbedienza, dall’umiltà e dalla pratica della carità, delinea una personalità che opera nel mondo con lo sguardo sempre rivolto al Sommo Bene. Giovanni Battista Saggio nacque il 6 gennaio 1650 a Longobardi (CS) , piccolo centro della costa tirrenica, da Fulvio Saggio, contadino, e da Aurelia Pizzini, filatrice. La sua fu una famiglia semplice e povera e per le ristrettezze economiche poté frequentare la scuola e imparare a leggere e scrivere solo da religioso. La frequentazione del convento dei padri Minimi fece nascere in lui il desiderio della vita religiosa e quindi si aggregò ai Minimi come terziario anche se proseguì il suo lavoro di contadino fino a circa vent’anni, ma quando manifestò il desiderio di entrare nei Minimi, sulle orme di san Francesco di Paola, i suoi familiari non furono contenti perché per la famiglia sarebbe venuto meno il suo sostegno. Egli obbedì e si spogliò dell’abito religioso, ma perdette ad un tratto la vista riacquistandola successivamente solo quando i genitori non gli permisero di seguire la propria vocazione. Dopo un anno di noviziato pronunciò i voti e la promessa solenne come voto di fedeltà all’Ordine assumendo come nome quello di Nicola. Fu inviato prima nel convento di Longobardi e poi a San Marco Argentano, Montalto Uffugo, Cosenza e Spezzano della Sila. Richiamato a Paola nel1677, per due anni il provinciale lo scelse come suo compagno e segretario per la Visita Canonica e nel 1679 fu assegnato alla comunità di San Francesco ai Monti in Roma. La sua fama di catechista si diffuse negli ambienti romani tanto che si verificò una corsa delle famiglie ad affidargli i propri figli per la loro istruzione religiosa.
Un ulteriore cambiamento nella sua vita spirituale si registrò Nel 1683 si recò in pellegrinaggio a piedi a Loreto dove fece il proposito di orientare ancora di più la sua vita verso i consigli evangelici. Il triennio successivo della sua vita fu scandito da forti esperienze mistiche, estasi e contemplazioni del mistero della Trinità. Ritornò a Paola per altri due anni e nel 1694 fu rimandato nel convento di Longobardi per curare l’ampliamento ed il restauro della Chiesa e del convento dei Minimi. Ritornato a Roma continuò a ricoprire l’incarico di sagrestano e di custode della Cappella del padre Fondatore e non mancò di assistere i poveri, adoperarsi per gli indigenti e si prodigò nella pratica della visita alle Sette Chiese di Roma. È testimoniato nel processo canonico che frà Nicola visse la “transverberazione” da parte di un angelo con dardo infuocato e si vide porgere da Gesù l’anello sponsale dei mistici. Si offrì vittima al Signore quando nel 1709 c’era il pericolo di un nuovo saccheggio di Roma e partecipò attivamente ai turni di preghiera e di adorazione. A causa di una infiammazione polmonare si ammalò gravemente e la sua stanza diventò un vero e proprio luogo di pellegrinaggio dove nobili e poveri, prelati e confratelli si recarono per salutarlo. Il 3febbraio del 1709,dopo aver ricevuto la richiesta di preghiere e di intercessione dallo stesso Pontefice Clemente XI, mentre reggeva in mano il Crocifisso esclamò “Paradiso, Paradiso” e consegnò la sua anima al Signore all’età di 59 anni. La fama della sua santità si diffuse rapidamente nella capitale, in Calabria e nel resto d’Italia. L’Ordine dei Minimi chiese l’avvio della Causa di Canonizzazione nel 1716, fu dichiarato Venerabile il 17 marzo del 1771 e i due miracoli per la beatificazione furono riconosciuti il 2 aprile 1786 quando , nello stesso anno, Pio VI presiedette il rito di beatificazione nella Basilica Vaticana.
Dopo la beatificazione fu creato patrono del suo paese natale, Longobardi e , infatti, a Longobardi Marina c’è una chiesa a lui intitolata e che lo celebra il 10 agosto di ogni anno. Il miracolo per la Canonizzazione avvenne il 1938 a favore di un muratore di Longobardi caduto da una impalcatura molto alta e rimasto miracolosamente illeso. Nel 2013 ha avuto luogo il congresso dei teologi e l’Ordinaria dei prelati del Dicastero, ambedue concluse positivamente tanto che San Nicola Saggio da Longobardi fu proclamato santo il 23 novembre 2014, in piazza San Pietro, da Papa Francesco.













