Al voto nel centro aspromontano per rinnovare le cariche istituzionali per i più piccoli essendo coinvolti tutti i plessi dell’istituto comprensivo presieduto dalla dirigente Margherita Festa; un bell’esempio di democrazia e legalità a favore delle giovani generazioni che possono trovare la più giusta ispirazione per un proprio coinvolgimento in più ampi contesti sociali, come del resto è stato più volte approfondito dai docenti nei giorni scorsi di preparazione all’evento odierno.
di Antonio Baldari
Sotto l’albero di Natale il nuovo baby sindaco ed il nuovo Consiglio comunale dei ragazzi. È quanto è accaduto quest’oggi a San Luca, centro aspromontano nell’entroterra dell’area metropolitana di Reggio Calabria, dove si è celebrato l’altrimenti detto “Election Day”, ossia il giorno dell’elezione del nuovo “primo cittadino” dei ragazzi unitamente al nuovo Consiglio comunale; in una giornata delicatamente baciata dal sole e con un cielo pressoché terso di nuvole, i giovanissimi cittadini della località sanluchese si sono recati alle urne nei plessi scolastici di riferimento dell’Istituto comprensivo “San Luca-Bovalino”, da quest’anno presieduto dalla dirigente scolastica Margherita Festa, a cominciare da quello principale di corso Giacomo Matteotti.
Un bell’esempio, non c’è che dire!, di democrazia e di legalità nel contesto specifico dell’istruzione di San Luca e, per esteso, della regione Calabria che, guardacaso, proprio nei giorni scorsi ha visto registrare il dato certificato del secondo tasso percentuale più alto di persone indagate, nello Stivale, per corruzione: numeri impietosi innanzi ai quali c’è poco altro da aggiungere ma che, nella fattispecie, ha visto i docenti dell’istituzione scolastica sanluchese prodigarsi con lezioni in classe, dialoghi ed approfondimenti in vista proprio dell’importante appuntamento di oggi. Per il quale vi è stata la candidatura a sindaco di quattro giovani studenti e di numerosi candidati alla carica di “baby consigliere” di cui si conoscerà l’esito definitivo a stretto giro per una significativa nonché proficua esperienza maturata tra i banchi di scuola a dispetto di quanti penserebbero che, a queste latitudini, non ci sia spazio per questo genere di iniziative a base di democrazia e legalità, come detto pocanzi.
Ad ogni buon conto, all’uopo, si ricorda che le figure del “baby sindaco” e del “baby Consiglio Comunale” non è un’istituzione ufficiale dell’ordinamento italiano, ma un’iniziativa di carattere pedagogico e di educazione civica che è spontaneamente nata in vari comuni italiani a partire dagli anni ’90 e 2000, per coinvolgere i ragazzi nelle decisioni locali, simulare le dinamiche democratiche e dare voce alle loro esigenze, con un regolamento specifico stabilito dal singolo comune.
L’obiettivo primario è insegnare il funzionamento delle istituzioni, il rispetto delle regole e l’importanza della partecipazione, per la quale il baby Consiglio ha funzioni propositive e consultive sulle tematiche dei ragazzi; si permette altresì ai giovani di esprimere pareri, fare proposte e sentire la loro voce su questioni che li riguardano, creando un ponte tra il mondo dei ragazzi e l’amministrazione adulta: in sintesi, epilogando tale assunto, mentre il Consiglio comunale “dei grandi” è un pilastro della democrazia locale, definito da leggi dello Stato, il baby Consiglio, unitamente al baby sindaco, è un progetto locale ispirato al modello istituzionale ma finalizzato all’apprendimento civico dei più giovani.













