Attività di prevenzione e contrasto alle varie forme di bullismo con un incontro formativo per la “Primaria” e la “Secondaria di Primo grado” con i rappresentanti del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica altrimenti denominata “Polizia Postale” di Reggio Calabria; ampio e costruttivo dialogo con il toccante momento in cui si è dato spazio a colei che è stata la prima vittima di tale forma di violenza in Italia oltre dieci anni fa: “Quando avete dei dubbi o siete in difficoltà chiamateci e fateci sapere, noi siamo sempre disponibili ad aiutarvi” – la chiosa conclusiva degli agenti reggini intervenuti al meeting.
di Antonio Baldari
Quella sedia vuota è stata di forte impatto al termine del breve video proposto; una sedia vuota per una bambina che non c’era più, tale Carolina Picchio, la ragazza di 14 anni di Novara che è stata considerata la prima vittima ufficiale di cyberbullismo in Italia, una ragazza con una vita normale, amici ed una famiglia presente, che utilizzava Internet ed i social media un po’ come tutti i ragazzi della sua età.
Carolina è stata ricordata a San Luca nella mattinata di martedì 28 aprile u.s. nel corso di un incontro formativo per la Scuola secondaria di primo grado, e poco prima per la Scuola Primaria, quale attività di prevenzione e contrasto alle varie forme di bullismo preventivamente promossa dall’istituzione scolastica presieduta dalla dirigente scolastica Margherita Festa, in stretta collaborazione con la referente del predetto ambito, la professoressa Maria Mammoliti, e con la partecipazione al summenzionato meeting di due rappresentanti del Centro Operativo Sicurezza Postale – altrimenti appellato “Polizia Postale” di Reggio Calabria.
Che si sono subito calati nella parte di coloro che desideravano parlare a dei ragazzi e a delle ragazze quasi fossero dei fratelli e sorelle più piccoli, che hanno assicurato apprezzabile ascolto, in questo saggiamente coadiuvati dai docenti presenti nel piccolo auditorium del plesso principale sanluchese; una chiacchierata a trecentosessanta gradi sviluppando le tematiche afferenti il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, principalmente sottolineando le loro caratteristiche e differenze; le conseguenze legali e sociali per vittime e autori.
E ancora, le strategie per riconoscere situazioni a rischio e chiedere aiuto, così come si è discettato sulle norme di comportamento sicuro online e la gestione della propria identità digitale; il tutto avendo sullo sfondo lei, Carolina, per la quale un giorno tutto è cambiato, ed esattamente quando ella è stata filmata in un momento di vulnerabilità durante una festa, venendo abusata: il video fece il giro del web senza che lei potesse intervenire per fermarlo, né tantomeno potendo arginare i commenti offensivi, gli insulti e le allusioni volgari.
Carolina fu travolta dalla vergogna e dalla pressione particolarmente mediatica che la portarono a compiere l’insano gesto di togliersi la vita lanciandosi dalla finestra della sua camera, nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio del 2013; un gravissimo fatto di cronaca, quello di Carolina, che nel 2017 ha originato l’approvazione della cosiddetta “Legge Carolina” che prevede delle misure concrete per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo, obbligando le scuole a creare dei programmi di sensibilizzazione consentendo alle vittime di chiedere la rimozione di contenuti diffamatori.
San Luca c’è. Perché non accada ancora.













