Incontro di altissimo livello per la presentazione dell’ultimo saggio dello psichiatra reggino, scritto con la figlia Perla. Un evento denso di simbolismi che dimostra come la Locride sia, prima di tutto, terra di profonda cultura e riscatto.
di Marilene Bonavita
ROCCELLA JONICA – La splendida e storica cornice del Convento dei Minimi di Roccella Jonica ha fatto da sfondo a un incontro culturale di eccezionale spessore. Davanti a una platea gremita e attenta, si è tenuta la presentazione del libro “Le chiavi della mente”, l’ultima opera scientifico-divulgativa firmata dal noto e stimatissimo psichiatra reggino Pasquale “Lillo” Romeo insieme alla figlia Perla, psicologa e psicoterapeuta.
Il simbolismo delle “6” e una Locride oltre i pregiudizi
L’evento non è stato solo un momento di alta divulgazione, ma anche un potente segnale per il territorio. Incontri come questo dimostrano, con i fatti, che la Locride non è solo la narrazione stereotipata legata alla mafia e alla cronaca nera che spesso rimbalza sui media nazionali.
La presentazione si è tenuta in una data e in un orario tutt’altro che casuali. Il professor Romeo ha scelto simbolicamente il 6 giugno alle ore 6 del pomeriggio (le 18:00), giocando ironicamente con la suggestione del “666 alle 6” per aprire, quasi fosse un codice numerico, le porte d’accesso al labirinto del nostro cervello.
L’incontro si è distinto sin da subito per la sua natura puramente divulgativa: nessuna vendita di copie in sala, un dettaglio insolito per appuntamenti di questo genere. Alla mia domanda diretta sul perché di questa scelta, il professor Romeo ha risposto candidamente, con la sua consueta e tagliente schiettezza: «Io i libri li scrivo, non faccio il venditore o il libraio». Una battuta che racchiude una profonda lezione di stile e onestà intellettuale, rimettendo al centro dell’evento il valore della gratuità del sapere e il puro desiderio di offrire alla comunità un momento di riflessione, lontano dalle logiche commerciali.
Il saggio, edito da Diarkos, si configura come una mappa accessibile per comprendere ciò che si muove sotto il livello della nostra coscienza. Unica nota di rammarico della serata è stata l’assenza di Perla Romeo, co-autrice del volume, che non è potuta intervenire all’incontro.

A rendere la serata ancor più prestigiosa è stato l’intervento del dr. Salvatore Cosentino, magistrato, oggi dirigente della Procura della Repubblica a Lecce, legato al professor Romeo da una lunga e profonda amicizia. Cosentino ha catturato l’attenzione della platea focalizzandosi su una delle “chiavi” chimiche più importanti del cervello: la dopamina.
In un mondo che prima era guidato “dal Dio Trino, oggi al contrario , abbiamo il Dio Quattrino “. Una “chiave” di lettura triste per quella che dovrebbe essere una mente pura e giusta.
Il magistrato ha analizzato magistralmente il ruolo della dopamina, un neurotrasmettitore la cui mancanza provoca gravi patologie come il Parkinson ,legato al piacere, alla gratificazione, alla motivazione, ma anche alla gestione degli impulsi ,offrendo una sponda di riflessione inedita e affascinante che unisce le neuroscienze alle dinamiche comportamentali di cui spesso la giustizia si trova a valutare gli effetti.
. Una “chiave “ di lettura triste per quella che dovrebbe essere una mente pura e giusta .
Il magistrato ha analizzato magistralmente il ruolo della dopamina, un neurotrasmettitore la cui mancanza provoca gravi patologie come il Parkinson, legato al piacere, alla gratificazione, alla motivazione, ma anche alla gestione degli impulsi ,offrendo una sponda di riflessione inedita e affascinante che unisce le neuroscienze alle dinamiche comportamentali di cui spesso la giustizia si trova a valutare gli effetti.
A fare da suggestivo e importante corollario all’evento è stata la presenza massiccia della Croce Rossa Italiana. I volontari, da sempre in prima linea sul territorio per il benessere della comunità, hanno testimoniato con la loro partecipazione l’importanza di fare rete attorno a temi cruciali come la salute mentale e la consapevolezza di sé.
Lillo Romeo, con il suo consueto carisma e la straordinaria capacità di tradurre concetti clinici complessi in un linguaggio immediato, ha regalato a Roccella Jonica una serata da ricordare, dimostrando che comprendere come funzioniamo è il primo passo per abitare consapevolmente il nostro presente e continuare a far crescere culturalmente la nostra terra.














