di Redazione
Si è svolto sabato scorso il primo raduno degli uomini del NAPS-Nucleo Antisequestri della Polizia di Stato di Bovalino, specializzato in attività di polizia in Aspromonte per l’individuazione dei covi dei sequestri di persona ed il recupero dei sequestrati, nonché alla ricerca di latitanti.
Istituito a seguito delle manifestazioni pubbliche di Angela Casella nel 1989, nota come “Mamma Coraggio”, fu trasformato al termine del fenomeno dei sequestri, in Reparto Prevenzione Crimine Calabria di Siderno.
Il NAPS in passato, aveva la sezione investigativa a Siderno ed i distaccamenti in località di montagna come Canolo Nuova, Piani di Stoccato (Oppido Mamertina) e Gambarie d’Aspromonte.
L’incontro, organizzato dopo circa 35 anni, è stato molto emozionante, perché tanti dei componenti del NAPS negli anni, sono stati trasferiti in altre regioni d’Italia ma nonostante la lontananza, non hanno voluto perdere l’occasione di incontrarsi.
L’abbraccio con una buona parte del gruppo è avvenuta davanti alla ex sede del NAPS di Bovalino e con altri colleghi che aspettavano ai Piani di Stoccato e a Canolo.
Molto importante è stata l’accoglienza all’ex distaccamento di Piano Stoccato, da parte di chi oggi lo gestisce, alla presenza del sindaco di Oppido Mamertina, intervenuto per porgere un saluto caloroso e un ringraziamento a questi uomini, per il servizio svolto in Aspromonte.
Un plauso per il lavoro svolto in Aspromonte dal NAPS, è stato espresso dal Prefetto Ennio Gaudio in quiescenza, che negli anni ’90 è stato Questore di NAPS, giunto per l’occasione a Canolo Nuova.
L’evento è stato accompagnato da un buffet ricco di specialità locali preparato all’interno del magnifico campo tra i pini, in un’atmosfera suggestiva e con la lettura di alcuni versi poetici da parte dell’organizzatore del raduno, il Sostituto Commissario in quiescenza Antonio Trichilo, che ha altresì consegnato ad ognuno dei partecipanti una pergamena, con i relativi versi.














Grazie per l’articolo che ha saputo meglio descrivere l’operato di quei tempi scuri dei sequestri di persona, crimini tra i più efferati e senza dignità, combattuto su un territorio bello ma impervio da uomini e donne della Polizia di Stato.