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PRIMAVERA DELLA CALABRIA Anna Falcone “bacchetta” Rula Jebreal

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R. & P.

I giornali di ieri mi indicavano quale possibile candidata per l’area civica e di Sinistra alle prossime Primarie della Città Metropolitana di Roma. Ringrazio quanti mi hanno contattato per sondare una mia disponibilità, ma vado avanti.

Ferma la mia diffidenza per lo strumento delle primarie, così organizzato, credo che, fino a quando la selezione delle candidature, soprattutto femminili, verrà operata senza la garanzia di una piena partecipazione di cittadine/i e iscritte/i ai partiti interessati, e con il rischio di piegarsi a logiche di conservazione del potere al maschile e cooptazione dei più “fedeli”, anche la scelta di “candidare donne” si espone a operazioni di mera facciata. Al contrario, l’ingresso delle donne in politica ha senso e credibilità solo se rompe questi schemi e si oppone alle dinamiche di conservazione del potere “verticale”, per aprire una nuova stagione di reale avanzamento democratico. È la democrazia circolare, inclusiva e partecipata che premia il talento e lo spirito di servizio, l’unica via per riportare i cittadini alla politica bella e sana. Sia la Sinistra che il Centrosinistra, in Italia, sono ancora reticenti ad aprire e aprirsi e questa nuova stagione democratica e garantire alle donne parità di accesso ai ruoli che meriterebbero per capacità, credibilità e consenso, spesso in misura ben superiore alle “quote di genere” o al “politically correct”.

Non c’è più tempo e non basta rifiutare di partecipare agli eventi o ai programmi televisivi di soli uomini: bisogna chiedere e pretendere che la partecipazione delle donne in politica e nella selezione delle candidature proceda dalla porta principale, in modo che possano affermarsi ed essere elette, non per cooptazione o giochi di potere al maschile, le candidate più autonome, portatrici di idee e di reale innovazione in metodi e sostanza democratica.

È una battaglia della Sinistra. Di più: è una condizione di credibilità e di coerenza per tutto il campo progressista e di Sinistra, un criterio da applicare a tutti: donne e uomini, se veramente si vogliono vivificare i partiti politici e riportarli al ruolo costituzionale che gli attribuisce l’art. 48 Cost.

Anche per questo sono e resto impegnata nella costruzione di un nuovo dialogo fra le forze progressiste: uno spazio democratico vivo, realmente aperto, partecipato e con il primario obiettivo di costruire per tutti un futuro più giusto e più uguale. “Primavera della Calabria” è il primo frutto di questo percorso che parte dal locale per proporre un modello nazionale: democratico, innovativo, eco-socialista, che è vincente in tutti i Paesi democratici più avanzati – spesso, non a caso, a guida femminile – e che rappresenta l’orizzonte naturale del nostro vasto campo politico.

Abbiamo appena iniziato.

Anna Falcone

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