di Antonio Baldari
Ci tiene talmente tanto alla Calabria da…dimettersi! Eh già perché non è passato del tutto inosservata la notizia trapelata nei giorni scorsi, dalla Cittadella regionale della Calabria, secondo cui il governatore Roberto Occhiuto sarebbe sul piede di guerra se, nella seduta di giovedì prossimo, 3 agosto, non passasse la riforma dei Consorzi di bonifica della regione, arrivando persino al punto da dimettersi!
Sì, si è letto bene, il governatore Occhiuto si dimetterebbe se il Consiglio regionale, a cui chiederà che venga approvato l’anzidetto documento, non facesse passare tale, storico, momento anche perché, secondo quanto scrive il numero uno dei calabresi sul proprio profilo social, “Il sistema dei Consorzi è al collasso, negli anni anni ci sono state gestioni clientelari e inefficienti – scrive Occhiuto – che la Regione non potrebbe più neanche trasferire risorse per pagare gli stipendi perché sarebbero pignorate”, e via di queste asserzioni che, indubbiamente, lasciano poco spazio all’interpretazione.
Che però, interpretabile o meno, stride altamente con quello che dallo stesso Occhiuto venno promesso ai calabresi all’indomani della sua elezione, poco più di un anno e mezzo fa, quando il centrodestra si affermò con il 55% dei voti assicurati alla coalizione da lui capeggiata, e con le dichiarazioni a caldo grazie alle quali egli asserì: “Cambieremo la Regione, la ‘ndrangheta è un cancro”; ecco, rispolverando proprio quelle considerazioni, suona davvero in maniera molto stonata l’atteggiamento odierno, certamente del tutto scomposto.
Anche perché, tanto per gradire, tra le tante iniziative presidenziali di Occhiuto, si ricorda l’avere voluto assumere, con forza ed anche con un certo orgoglio, la guida della sanità calabrese, dopo anni di commissariamento che hanno soltanto aggravato la situazione dal punto di vista medico – sanitario nonché economico – contabile in Calabria; e poi, a livello ambientale, la lotta al “mare sporco” e contro i piromani per l’annosa piaga degli incendi e tanti altri spunti in agenda, di notevole impegno e lavoro da profondere a favore dei calabresi.
Fino alla sopraccitata riforma dei Consorzi di bonifica che stopperebbe, se non approvata, l’azione di governo di Occhiuto che però, a quanto pare, da rumors che si fanno crescenti, starebbe sempre di più pensando alle elezioni europee del prossimo anno, da celebrarsi nel mese di giugno 2024: non c’è che dire, se così fosse il tutto costituirebbe una vera e propria iattura per il popolo calabrese, giustappunto due anni fa penalizzato dall’interruzione del lavoro che stava svolgendo Jole Santelli, a causa dell’immatura scomparsa della governatrice, domani le dimissioni di Occhiuto diretto verso altri lidi che interromperebbe, per la seconda volta in così poco tempo, ciò a cui si sta lavorando.
E che rimarrebbe l’ennesima “incompiuta” in salsa calabrese.













