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POESIA PER LA SHOAH Pergamena di merito per gli studenti dell’I.C. “Macrì” di Bianco

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R. & P. (foto d’archivio)

BIANCO – L’Istituto Comprensivo “M. Macrì” di Bianco procede rapidamente, e con successo, verso la conquista di traguardi sempre nuovi, generando una comunità scolastica aperta al territorio e alle opportunità di crescita, offerte da un dialogo costruttivo con gli Enti che vi operano. 

Grandi passi sono stati fatti verso l’educazione alla legalità, all’intercultura, all’ambiente, grazie all’impegno costante del Dirigente Scolastico Sebastiano Natoli e del Vicepreside Alberto Crupi che hanno saputo creare un rapporto di sostegno e di collaborazione reciproca con discenti e personale docente. 

Da sempre, un appuntamento a cui si dedica grande spazio, nei confronti del quale si opera in maniera costruttiva, è la “Giornata della Memoria”; quest’anno, oltre alla consueta attività didattica, i discenti dell’Istituto sono stati capaci di andare oltre: traducono i loro pensieri in versi e prendono parte al PRIMO CONCORSO NAZIONALE DI POESIA PER LA SHOAH”, indetto dall’Accademia Internazionale per lo sviluppo della voce (RC), fortemente voluto dalla Presidente, la professoressa Miriam Jaskierowicz Arman. 

All’entusiasmo con cui hanno partecipato gli studenti al concorso, ha corrisposto il riconoscimento, da parte della giuria, del valore letterario dei testi inviati; difatti, tutti gli studenti che hanno preso parte alla gara verranno gratificati con un attestato e, in particolare, tre alunne, della Scuola Secondaria di Primo grado, frequentanti la classe I A, riceveranno una pergamena di merito per le loro poesie: Ceratti Stefania con “Non voglio immaginare”, Galletta Carol Maria “Pensieri dietro un filo spinato”, Galluccio Margherita “Il sogno avverato”. 

Gli studenti, guidati dalla professoressa Rosamaria Scordo, hanno dimostrato una notevole capacità, mediante uno sguardo attonito verso l’orrore della Shoah, di esprimere i loro sentimenti, attraverso l’uso sapiente del potere evocativo della poesia. 

Il loro è un messaggio di speranza, infatti, se da un lato non si riesce ad immaginare il dolore subito a causa dell’atroce sterminio, dall’altro i pensieri sorti “dietro un filo spinato” si tramutano in un “sogno avverato”, di chi riconquista la propria libertà e dignità, potendo riabbracciare gli affetti più cari e ripristinare quelle vite interrotte, che hanno ancora voglia di far battere il loro cuore pulsante verso il futuro. 

Se ancora oggi, i nostri “nativi digitali”, sono capaci di produrre versi che fanno vibrare l’anima del lettore, allora sicuramente il seme di una speranza, per un domani migliore, è già germogliato nei cuori di ciascuno di noi. 

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