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PARCHEGGI E DEPURAZIONE Duro attacco di “Roccella Bene Comune”

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R. & P.

Gli attuali amministratori del Comune di Roccella Ionica sono totalmente insensibili al primo comandamento, che contrariamente a quanto comunemente ritenuto, è “ASCOLTA”. Infatti l’incipit delle Sacre Scritture sul punto è “SHEMA’ ISRAEL”, cioè “ASCOLTA ISRAELE”. Ma il verbo ascoltare è sconosciuto ai “nostri”. Ci risulta che alcuni operatori turistici balneari della Città avevano avanzato delle proposte per quanto riguarda la problematica dei parcheggi sul lungomare, proposte che sono rimaste puntualmente inascoltate.

I predetti operatori, proprio perché gravati, come del resto i turisti, dagli aumenti della bolletta energetica nonché dai notevoli oneri tributari avevano proposto che venissero esentati dal pagamento del parcheggio i cosiddetti clienti giornalieri, per intenderci quelli che prendono l’ombrellone per un solo giorno e per i quali dover aggiungere anche i sei euro di balzello comunale diventa pesante.

Inoltre, ammesso che fosse necessario prevedere un pagamento dei parcheggi, sarebbe stata più che sufficiente una tariffa che prevedesse solo il pagamento di tre euro per la sosta di durata giornaliera e due euro per quella di mezza giornata. Ma ciò sarebbe stato troppo di “BUON SENSO”, termine non contemplato nel vocabolario dei “nostri”.

Si è preferita la logica aggressiva di “spennare” i frequentatori delle spiagge per fare operazioni di cassa piuttosto che favorire una frequentazione del lungomare accessibile a tutti, dimostrando per l’ennesima volta di prediligere l’autoreferenzialità alla condivisione delle scelte con operatori del settore e cittadini.

E’ vero che quello dei parcheggi è un problema reale della Città, ma allora i “nostri”, che ritengono di essere degli amministratori illuminati, perché nel corso degli anni non hanno mai assunto alcuna iniziativa per avviare a soluzione la problematica programmando la realizzazione di idonei spazi di parcheggio? Non ci si dica che non esisteva una soluzione tecnica praticabile perché tale giustificazione sarebbe del tutto inaccettabile nel terzo millennio.

Per quanto riguarda la depurazione dovrebbero sapere i “nostri” che ogni gestione di detto servizio degna di essere chiamata tale, proprio perché gli inconvenienti possono verificarsi, deve necessariamente prevedere protocolli di gestione dei possibili inconvenienti, protocolli che sono contemplati nei manuali della buona pratica di gestione dei servizi di depurazione.

Infatti, oltre ad avere sempre pronta una pompa di riserva in caso di malfunzionamento di qualcuna delle pompe in servizio, è prevista, secondo i protocolli della buna pratica di gestione dei detti servizi, la realizzazione, all’occorrenza, come sarebbe stato necessario nel caso di specie, di un invaso a terra sulla spiaggia per far defluire in questo le acque non depurate, cioè il liquame, per poterlo controllare e successivamente asportare mediante una operazione di bonifica ambientale, evitando per questa via di sversarlo direttamente in mare.

Lo sversamento in mare del liquame, che è e rimane un grave atto di inquinamento dell’ambiente, era quindi evitabile e stupisce che una società così efficiente ed attrezzata come la Multiservizi non fosse a conoscenza di detti protocolli e non avesse gli strumenti per metterli in opera, evitando un clamoroso incidente igienico-ambientale.

Quindi, le scelte disastrose sono quelle fatte da chi non ha fornito gli strumenti e dotato dei protocolli necessari il personale chiamato ad operare nel settore della tutela ambientale e, soprattutto, non ha provveduto a ripristinare in questi anni la condotta forzata a mare.

Quanto alla richiesta di chiarimenti in ordine alla collocazione del movimento “ROCCELLA BENE COMUNE” siamo assolutamente sbigottiti dalle dichiarazioni del Sindaco, che evidentemente ha rimosso dalla memoria l’ultimo incontro al quale abbiamo partecipato circa un mese e mezzo fa. Nell’occasione, intervenuta a ridosso delle dichiarazioni in Consiglio Comunale della consigliera Melcore con le quali ha comunicato di aver lasciato il nostro movimento e di essere consigliere indipendente, abbiamo chiaramente detto che volevamo sapere se continuava a sussistere l’accordo politico tra le due forze che avevano sottoscritto a suo tempo il programma ed il patto di coalizione fondato sul valore della scelta della politica in contrapposizione alla scelta delle aggregazioni personali estemporanee e che non c’era spazio per la rappresentanza di posizioni personali, o peggio familiari, sul piano politico.

Per dirla in termini concreti, il tavolo politico della maggioranza doveva restare a due gambe, così come l’accordo sottoscritto, proprio per dare conferma ed ulteriore respiro alla natura politica dell’accordo e non dare spazio a derive personalistiche.

I nostri interlocutori, il Sindaco, che avrebbe dovuto essere il garante dell’accordo, e l’altra forza della coalizione hanno ritenuto, invece, di dover dare rappresentanza sul piano politico alle scelte personalistiche, rompendo il patto di coalizione e di fatto escludendoci dalla maggioranza, come è, altresì, dimostrato dalla circostanza che da quel momento non abbiamo più ricevuto alcuna convocazione né c’è stata alcuna interlocuzione.

Noi, che veniamo dalle culture politiche tradizionali, quelle dei partiti di massa con fondamento ideale, riteniamo che la “POLITICA” sia una cosa SERIA e non possa e non debba essere ridotta ad una condizione TRIBALE di accordi tra singoli, famiglie o sedicenti movimenti politici inventati per l’occasione, come hanno dimostrato di preferire i nostri interlocutori, comprovando per questa via di non avere una “Cultura Politica”.

La “Cultura Politica” è frutto dello studio, della partecipazione ai movimenti, alla vita politica dei partiti strutturati e con fondamento ideale, dal dialogo e dal confronto con le forze sociali ed economiche e con la generalità dei cittadini, non si acquisisce con il numero dei voti ed il numero dei consiglieri comunali.

I “nostri”, non solo hanno dimostrato di non avere cultura politica, ma hanno, altresì, dimostrato di non avere cultura di governo, come ampiamente provato dalle vicende della problematica urbanistica che abbiamo compiutamente esposto nell’intervento su Telemia, cui rimandiamo gli interessati, considerata l’ampiezza.

Hanno solo dimostrato di avere imparato il “mestiere” dell’occupazione del governo e non certo nell’interesse della generalità dei cittadini.

Noi continueremo a svolgere con rinnovato impegno e passione la nostra azione politica nell’interesse della nostra comunità per affermare i valori di solidarietà, legalità, trasparenza e partecipazione dei quali siamo stati sempre portatori.

                                               Associazione polito culturale “Roccella Bene Comune”

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