R. & P. nota del Partito Animalista Italiano
LOCRI – Una storia di agghiacciante insensibilità e burocrazia sorda rischia di concludersi nel peggiore dei modi. La gatta, di nome Pallina, anziana, abituata in appartamento, strappata dal luogo dove viveva accudita da anni, è sparita. Si viene a conoscenza che é stata l’AdS (Amministratore di Sostegno, ndr) della signora proprietaria dell’appartamento a “deportarla, non si sa dove.
Non se ne avevano più notizie nonostante le richieste sia della dottoressa Bonavita, responsabile del Partito Animalista Italiano sezione Calabria, né della Comandante provinciale di Fare Ambiente, Concetta Papaianni. Si intuisce sia stata segregata in un rudere fatiscente in località Janchina (Locri) di proprietà del figlio.
Il caso, denunciato con esposti urgenti dalla dr.ssa Marilene Bonavita, anche Presidente dell’associazione O.L.A. mette sotto accusa la gestione di un Amministratore di Sostegno e l’inerzia delle autorità locali.
I FATTI – Nonostante le diffide e la documentazione fotografica che mostrava Pallina in equilibrio precario su finestre prive di infissi in un immobile isolato, nessuno é intervenuto. La gatta, Pallina, era stata rimossa dalla sua abitazione abituale per essere “confinata” in campagna. Una decisione motivata, secondo quanto riferito, da una visione dell’animale come “oggetto” di cui l’amministratore potrebbe disporre a piacimento.
“Abbiamo gridato aiuto per giorni,” dichiara Marilene Bonavita. “Ho fornito foto, ho indicato il luogo esatto, ho avvertito che una gatta d’appartamento non può sopravvivere da sola in un rudere chiuso a chiave. La Polizia Locale e le autorità sono stati informati del reato di maltrattamento e abbandono in corso, ma il rimpallo di competenze ha impedito un intervento tempestivo”. Nei giorni scorsi la gattina é stata vista nella campagna. Finalmente ritrovata, ad oggi versa in gravi condizioni fisiche ed é in prognosi riservata.
Il Partito Animalista Italiano punta il dito non solo contro chi ha materialmente spostato la gatta, ignorando il legame affettivo con le persone che l’accudivano e le necessità etologiche dell’animale, ribadiamo, anziano e cresciuto in casa, ma anche contro chi doveva vigilare. È inaccettabile che nel 2026 un essere senziente venga trattato peggio di un mobile vecchio, violando i principi della Costituzione (Art. 9) e del Codice Penale. “Non ci fermeremo,” continua Bonavita.
Procederemo per Maltrattamento di animali aggravato e per Omissione di atti d’ufficio contro chi non è intervenuto. Chiediamo al Giudice Tutelare un intervento immediato per mettere in sicurezza il secondo gatto, regolarmente microchippato a nome del fratello dell’amministranda per evitare che subisca lo stesso atroce destino.
L’associazione O.L.A. e il P.A.I. Calabria ed il Comandante provinciale delle guardie zoofile FARE AMBIENTE, chiedono alle autorità della Locride una risposta immediata: chi risponderà della sua sofferenza?





























