di REA (foto di repertorio della nostra redazione)
L’inchiesta giornalistica condotta da Sabrina Giannini nel programma “Indovina chi viene a cena” ha rivelato un quadro agghiacciante di abusi e illeciti all’interno dei canili rifugio, evidenziando il fallimento istituzionale e la collusione tra enti locali che trasformano la gestione del randagismo da dovere civico a macabra fonte di profitto. Il Partito Politico REA condanna con fermezza le pratiche criminali e le omissioni emerse, che minano profondamente i principi di tutela del benessere animale sanciti dalla normativa vigente.
Il nucleo centrale dell’inchiesta si concentra sulle gravi illegalità commesse in canili convenzionati, in particolare nel Canile Sanitario di Pescara, dove è stata documentata la soppressione sistematica di cani, spesso cuccioli, con il Tanax, come strumento illegale per “limitare il randagismo”. L’agire del veterinario ASL coinvolto, seppur denunciato da associazioni come l’LNCD, ha rivelato la sua impunità e l’assenza di indagini interne adeguate da parte dell’Azienda Sanitaria Locale. L’indifferenza mostrata dalla Procura nel non ravvisare il reato di maltrattamento per queste soppressioni di cuccioli acuisce il senso di abbandono normativo. Tali pratiche criminali, che includono l’uccisione di cani malati di Leishmaniosi o aggressivi che potevano essere curati e recuperati, sono in netto contrasto con l’etica professionale e la legge.
La situazione non è isolata: anche in strutture come il Canile di Collelongo (AQ) sono state riscontrate gravi criticità, con cicli vaccinali incompleti, cani malati e volontari ostacolati nell’accesso ai box, impedendo di fatto adozioni che ridurrebbero il profitto legato alla quota giornaliera versata dai Comuni. Il sistema si autoalimenta sulla sofferenza: i cani non vengono microchippati tempestivamente, l’accesso ai volontari è limitato a due ore, e le adozioni sono scoraggiate per non rinunciare alla convenzione economica. Il fatto più grave è la mancanza di controllo dei Comuni e delle ASL stesse sugli affidatari, palesando una gravissima inerzia istituzionale e possibili collusioni. Le leggi ci sono, ma non vengono applicate.
In merito a questi illeciti, il Segretario Nazionale del Partito Politico REA, Gabriella Caramanica, ha dichiarato:
«La soppressione di animali come strumento per ‘limitare il randagismo’ è un atto di barbarie e un crimine che tradisce il dovere civico dello Stato. Le denunce rivelano una rete di collusioni tra chi dovrebbe controllare e chi gestisce, alimentando un business che si fonda sulla sofferenza ,sulla violazione della Legge e dei principi di benessere animale. Chiediamo indagini immediate e rigorose non solo sugli esecutori di questi abusi, ma anche sulle omissioni e le mancate vigilanza da parte di Comuni e ASL. Non possiamo tollerare che la tutela della vita sia annullata dal profitto sulla quota giornaliera.»
REA esorta il Governo a garantire l’immediata applicazione della normativa vigente attraverso ispezioni straordinarie e severe sanzioni per tutti gli enti che, con omissioni o atti criminali, si rendono responsabili della sofferenza dei randagi.













