di Enzo Romeo
Si, confessiamolo, è stato un fulmine a ciel sereno. Ma per noi della stampa e per voi cittadini. Per la politica no. La politica sapeva da qualche settimana.
Roberto Occhiuto, presidente dimissionario della Regione Calabria, ha annunciato in un video la sua decisione di lasciare l’incarico di capo del governo regionale. Un atto a cui ha fatto seguito la pressoché contestuale dichiarazione di una sua ricandidatura immediata. Ad Ottobre, massimo entro la metà di novembre dunque, il Presidente, che ha un indice di gradimento altissimo, l’ultimo ha fatto rilevare un aumento del 3.8 per cento rispetto al precedente, terzo governatore in Italia, sarà, o dovrebbe, naturalmente essere il candidato del centrodestra. Perché considero anche il condizionale? Perché, rispetto alle rassicurazioni dello stesso presidente, incontrato dai giornalisti a Reggio, in occasione degli Stati Generali del Sud di Forza Italia, un dubbio circa il supporto convinto della coalizione francamente a più di uno era pure venuto. Infatti, quando Occhiuto afferma nel video delle dimissioni che la sua amministrazione è bloccata, che ci sono difficoltà a firmare atti – sembra che le inchieste in corso abbiano indotto chi deve assumersi responsabilità tra i dirigenti a tirare il freno – il quesito che viene spontaneo è: i partiti della coalizione di questo immobilismo non sapevano niente? E se sapevano, perché non hanno agito o intrapreso una iniziativa, sempre limitatamente a quella che è la propria titolarità di controllo e funzione? Ed inoltre, che significato può avere il contenuto di un altro passaggio del video, quello nel quale afferma, apertis verbis, che le dimissioni non sono una provocazione nei confronti della magistratura, che lo sta indagando, ma un rimbrotto a politici di seconda fila,classificati come odiatori che non vogliono il bene della Calabria?
Io non ho poteri magici per entrare nelle menti dei politici e di nessuno, ma anni da cronista di marciapiede qualcosa hanno lasciato come insegnamento e mi inducono a pensare (è una mia idea maliziosa), che se il Presidente non avesse avuto, ipotizziamo, tutta la coalizione pronta a sostenerlo, sarebbe stato in grado di immaginare anche una corsa autonoma. Si, penso che sarebbe stata un’alternativa e potrebbe tornare ad esserla all’occorrenza. Ma da Reggio,Roma, e, ovviamente, Catanzaro e Cosenza, i messaggi di una ricandidatura di Occhiuto con il centrodestra è pressoché ufficiale. Anche se un pensierino maligno sorge, non so perché, ma fa capolino. Ribadisco trattasi di una suggestione del cronista, alimentata, però, da un fatto: e cioè che non sono stati rilevati forti squilli di tromba, nel contesto della maggioranza, in segno di entusiasmo e supporto consistente, al momento dell’ annuncio shock, nei confronti del quasi dimissionario governatore.
È chiaro che una competizione come un elezione regionale presenta sempre qualche insidia e Occhiuto ha fatto bene a comunicare immediatamente la sua decisione, tuttavia ci saremmo aspettati che approfondisse meglio il passaggio riferito ai politici di seconda fila. Chi sono? Di quale coalizione fanno parte? Una piccola vacatio si rileva, oggettivamente, e solo i prossimi giorni, forse settimane, ci consentiranno quantomeno di intuire quale vera e insopportabile motivazione abbia portato alle dimissioni improvvise del leader azzurro.
Certo, accelerare i tempi è una tattica perfetta, che provoca problemi al centrosinistra che, pur intuendo che qualcosa stava bollendo in pentola, salvo clamorose novità che dovessero dimostrare il contrario, era pronto a lavorare solo in prospettiva 2026 e non in un risicato range di tempo.
Un candidato potenzialmente vincente non sarà facile trovarlo…..A meno che…..il Senatore Nicola Irto? …..O forse il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà?… non vogliano provare a conquistare la rocca. Ma Occhiuto pare si trovi in posizione dominante rispetto ai potenziali o aspiranti assaltatori.Si intuisce chiara, saremo tutti d’accordo, la diversa velocità di avvicinamento alla prossima ed inaspettata contesa elettorale. Certo che anche in una dimensione competitiva complessa i politici di seconda fila saranno in azione. Ma a chi era veramente riferita, ribadisco il quesito, questa definizione? Amletico tormento di inizio agosto.Buona domenica a tutte e a tutti.













