di Simona Ansani
Due imprenditori G.C. e A.F. sono stati condannati dal tribunale di Locri per la morte del giovane lavoratore Salvatore Caruso, di Locri e dipendente dell’azienda agricola per la quale lavorava.
Andiamo a ripercorrere i fatti:
Caruso Salvatore, giovane di 25 anni il 24.05.2019 a Locri, contrada Moschetta, mentre arava un terreno scosceso, si ribaltava nella parte sottostante rimanendo schiacciato dal proprio trattore . L’operaio riportò numerose lesione al cranio ed allo sterno, decedendo all’Ospedale di Locri per arresto cardiocircolatorio. Doveva essere l’ultimo giorno di lavoro per Salvatore, perché il giovane aveva deciso di trovarsi un’altra attività che gli consentisse di aiutare economicamente la propria madre e le due sorelle.
La richiesta di Archiviazione:
Inizialmente la Procura di Locri, che ha indagato, ha ritenuto che si trattasse di un banale incidente dovuto ad una svista ed ha chiesto di archiviare il caso.
A questa richiesta di archiviazione si sono opposti i familiari dello sfortunato Salvatore che con i loro legali – avvocati Emanuele Procopio e Giuseppe Monteleone – hanno richiesto nuove e più accurate indagini, invocando, in applicazione di un recente principio di diritto, l’imputazione non solo per l’imprenditore di diritto – reale intestatario della ditta per cui lavorava la vittima – ma anche dell’imprenditore di fatto che era colui che impartiva effettivamente gli ordini agli operai.
Accogliendo tali richieste il GIP del Tribunale di Locri – dott.ssa Amelia Monteleone – disponeva ulteriori indagini a seguito delle quali la Procura presso il Tribunale di Locri richiedeva il Giudizio per A. F. quale imprenditrice di diritto e il marito G. C., quale imprenditore di fatto.
L’accusa:
L’accusa mossa nei confronti dei due imputati era quella di omicidio colposo aggravato dall’aver commesso il fatto violando le norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. In particolare i due imprenditori locresi per imprudenza, negligenza ed imperizia, omettendo il controllo sull’attività dei dipendenti che utilizzavano il trattore agricolo ed omettendo la delimitazione del terreno scosceso onde evitare la caduta a causa dei pendii presenti sul terreno in cui lavorava l’operaio Caruso Salvatore ne cagionavano la morte.
Il processo:
Con tale accusa iniziava il processo innanzi al Tribunale di Locri e dopo una lunga istruttoria dibattimentale nel corso della quale sono stati sentiti diversi testimoni ed espletate ben due consulenze tecniche, una medico legale ed un’altra cinematica, al fine di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro il Giudice monocratico del Tribunale di Locri, dott. Andrea Bonato, in accoglimento delle richieste del P.M. dott.ssa Valentina Antonuccio e dei difensori delle parti civili Avvocati Emanuele Procopio e Giuseppe Monteleone ha condannato i due imputati alla pena di 4 anni ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali.
Gli stessi – difesi dagli avvocati Vincenzo Maio e Domenico Lupis – sono stati, altresì, condannati al risarcimento dei danni cagionati alle costituite parti civili ed a rifondere le spese di costituzione e difesa del giudizio sostenute da dette parti.
Il Giudice, infine, ha stabilito 90 giorni quale termine per il deposito della motivazione della sentenza.














