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Metrocity, l’appello dei sindacati: i vertici ripristinino dei corretti rapporti con noi

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R & P

Mentre nel mondo intero programma una politica che mira a far fronte alla disuguaglianza economica tra la gente, alla Metrocity si inverte la rotta adottata da Robin Hood.

La RSU della Città Metropolitana di Reggio Calabria e le organizzazioni sindacali FP CGIL e CISL FP apprendono dalla stampa della lodevole iniziativa che vede protagonisti i vertici della Metrocity.

Si è letto, infatti, che l’Amministrazione ha dirottato le risorse destinate all’acquisto dei buoni pasto dei dipendenti dell’Ente, che stanno operando in modalità di lavoro agile, all’acquisto solidale per il solo territorio del Comune di Reggio Calabria, si ricorda che la città Metropolitana è costituita da ben 90 comuni.

Iniziativa certamente condivisibile, considerata l’emergenza epidemiologica in corso e le necessità di tanti, che lascia però perplessi i rappresentanti dei lavoratori e i dipendenti stessi all’oscuro di quanto politica e dirigenza stessero predisponendo a loro spese.

I vertici dell’Amministrazione Metropolitana, ben sapranno che particolari determinazioni devono necessariamente essere condivise con le OO.SS. e con la RSU, rappresentando il risultato di una concertazione e di una partecipazione dei lavoratori con i loro rappresentanti.

La pandemia del Coronavirus porta con sé molteplici problematiche sociali ed economiche, che non si vogliono certamente qui ignorare, e che avrebbero potuto trovare una parziale soluzione con la partecipazione e la sensibilità dei veri protagonisti di questa azione solidale: i dipendenti della Città Metropolitana.

Dispiace constatare come si stia agendo, in questa situazione di emergenza sanitaria ed economica in atto, assumendo una decisione unilaterale, sulla scorta di chi pensa di gestire la Metrocity esercitando i poteri del privato datore di lavoro, ed escludendo, quindi, le Organizzazioni Sindacali e la RSU.

Le conseguenze non ricadono su chi ha deciso, bensì sui lavoratori tutti, non tenendo, tra l’altro, in considerazione le loro condizioni familiari. Molti nostri concittadini, anche familiari dei dipendenti della Città Metropolitana, si sono ritrovati dall’oggi al domani senza lavoro. Ecco, quei buoni pasto, anche se non determinanti, sarebbero potuti essere un sussidio utile a fronteggiare almeno una piccola preoccupazione.  In qualità di rappresentanti dei lavoratori, la RSU e FP CGIL e CISL FP ritengono doveroso evidenziare che il Ministero della Funzione Pubblica nella Circolare N.2/2020 chiama le Amministrazioni, nel rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente, a definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sull’attribuzione del buono pasto, previo confronto con le organizzazioni sindacali.

Ricordando, altresì, che quanto appena detto è disciplinato di fatto dal CCNL Enti Locali. E’ bene inoltre sottolineare che il lavoro agile non è oggi una scelta del dipendente, da regolamentare secondo la disciplina ordinaria ma, in deroga alla norma passata, diventa l’ordinaria attività lavorativa.  

Si evidenzia che nella direttiva prot. n. 18951 del 9 marzo 2020 della Città Metropolitana, che detta le misure operative e le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in smart working non si fa riferimento ai buoni pasto.

Desta perplessità, mentre si sta vivendo questo scenario emergenziale, la corsa dell’Ente ad assegnare le Posizioni  Organizzative  per una somma pari a circa 270 mila euro in totale da suddividere fra circa 20 dipendenti.

Anche questa procedura  senza un concreto e formale confronto con le OO.SS. e la RSU.

Ricordando che l’incentivo relativo alle Posizioni Organizzative, pienamente previsto dal CCNL e che qui non è in discussione, viene “spalmato” sull’arco dell’intero anno e che, siamo già arrivati ad Aprile, la RSU e le OO.SS. avevano proposto l’utilizzo di tale somma residua, molto più consistente rispetto a quella del risparmio sui buoni pasto, per l’acquisto solidale o da devolvere alle Aziende sanitarie pubbliche quali ad es. il GOM o l’ASP.

Per quanto fin qui esplicitato la RSU della Città Metropolitana, FP CGIL e CISL FP, pur condividendo e approvando le buoni intenzioni dell’ Amministrazione  a favore dei più bisognosi, non intendono

tollerare scelte che ledano i diritti dei lavoratori , considerato che si sta vivendo una situazione emergenziale del tutto eccezionale.

RSU Città Metropolitana 

               

  Il Segretario Generale  FP CGIL Reggio C.- Locri  Francesco Callea*       

                                 Il Segretario Generale CISL FP Reggio Calabria Vincenzo Sera*  

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