IHP: “Un sistema che continua a finanziare lo sfruttamento e ignora il benessere animale”
R. & P. nota IHP
MONTAIONE (FI) – Mentre il disegno di legge di Bilancio 2026–2028 è all’esame del Senato, circa 140 milioni di euro l’anno vengono destinati al comparto ippico, senza prevedere una sola misura per la tutela dei cavalli al termine della carriera sportiva.
È quanto emerge dall’analisi condotta da IHP – Italian Horse Protection, che definisce “inaccettabile” l’assenza di qualsiasi stanziamento per benessere, ricollocamento e tracciabilità degli animali.
I numeri della Manovra
Nel testo del disegno di legge n. 1689 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale 2026–2028”), sono previsti:
- circa 94 milioni di euro l’anno per le sovvenzioni alle società di corse;
- 36–38 milioni per lo sviluppo e rilancio del settore ippico;
- 5,7 milioni per il Totalizzatore nazionale e altre voci tecniche (controlli antidoping, manifestazioni e spese accessorie).
In totale, oltre 140 milioni di euro all’anno.
Nelle precedenti leggi di bilancio, la tendenza è stata analoga:
- nel 2024 sono stati stanziati circa 86 milioni per lo sviluppo del settore, 41 milioni per le società di corse e 25 milioni per la vigilanza e i controlli;
- nel 2025, le cifre restano pressoché identiche, con un leggero calo per i controlli.
Ciò che manca
Non è prevista alcuna voce di spesa per:
- il benessere e ricollocamento dei cavalli a fine carriera;
- la riforma dell’anagrafe equina, fondamentale per trasparenza e tracciabilità;
- un rafforzamento dei controlli sul territorio contro corse clandestine, traffici, abusi e macellazioni illegali.
Un vuoto ancora più grave se si considera la recente Relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie (giugno 2025), che ha documentato casi di illegalità legati al mondo delle corse e alle filiere parallele dei cavalli sfruttati e poi abbandonati.
La denuncia di IHP
“È inaccettabile che il denaro pubblico continui ad alimentare un sistema che sfrutta i cavalli, senza prevedere alcuna tutela quando smettono di correre”, dichiara Sonny Richichi, presidente di IHP.
“Chiediamo una svolta etica e politica: non un euro in più all’ippica finché non saranno istituiti capitoli vincolati per la tutela, il recupero e la tracciabilità dei cavalli. Il bilancio dello Stato deve servire al benessere, non allo sfruttamento.”
L’appello al Parlamento
IHP chiede che Governo e Parlamento:
- Condizionino i contributi pubblici all’ippica, bloccando i finanziamenti a pioggia finché non verranno introdotti fondi obbligatori per la tutela dei cavalli dismessi.
- Destinino risorse specifiche e vincolate a programmi di adozione, assistenza e mantenimento dei cavalli fuori dai circuiti sportivi.
- Riformino l’anagrafe equina rendendola trasparente e interoperabile, per garantire tracciabilità e contrasto ai traffici illegali.
- Potenzino i controlli su tutto il territorio, non solo negli ippodromi.













